COME DEVE INTERVENIRE L’ADULTO?

Come devo intervenire?” Si preoccupa spesso l’adulto, senza porsi abbastanza il dubbio se sia necessario intervenire.
Ogni intervento invade lo spazio del bambino. Può essere positivo, rassicurante, liberante. Può costituire sostegno incoraggiante a fare, presentando un gioco o un libro nuovi, un’attività. Può essere un “no” fermo, necessario di fronte al disordine gratuito e non costruttivo. ma può essere anche un’intrusione negativa, frustrante, umiliante.

Proviamo a operare qualche distinzione:

– l’adulto che parla a voce alta, richiamando, ordinando, reprimendo
l’adulto che si rivolge con calma al bambino;

– l’adulto che per “far socializzare” evita costantemente il momento del lavoro individuale
l’adulto che prepara, cura gli oggetti per le attività, la disposizione del mobilio, l’ordine logico dei materiali,
la rotazione delle attività stesse: tutto in funzione del bambino;

– l’adulto che chiude gli oggetti negli armadi e li dà al bambino quando lo ritiene opportuno
l’adulto che usa l’armadio per la riserva di materiali o giochi  e mette a disposizione del  bambino quel materiale  che può davvero interessargli;

– l’adulto che ritiene che il bambino per riposare abbia bisogno di sfogo, di urla in grandi ambienti
l’adulto che consente al bambino di passare da solo da una attività all’altra secondo il proprio ritmo, non      arrivando mai  alla tensione e alla stanchezza indotte da un “fare troppo diretto dall’adulto”;

– l’adulto che privilegia talune attività perchè meno disturbanti, per mantenere inalterati l’ordine e le abitudini
l’adulto che non mette limiti preconcetti alle attività possibili, ma è anzi alla continua ricerca di varianti che
soddisfino i multiformi bisogni infantili;

– l’adulto che considera con tono di superiorità e sufficienza i giochi del bambino, le sue piccole scoperte ingenue
l’adulto che partecipa affettivamente al senso di meraviglia che il piccolo esprime nelle sue osservazioni, e ogni    volta risponde alla sua richiesta di dialogo come se fosse la cosa più importante del mondo in quel momento.

Se si riconosce come scelta pedagogica che il bambino piccolo non ha bisogno che gli si “facciano fare” delle cose, ma chiede di trovare nell’ambiente quello che gli corrisponde e di organizzarsi da sè, il ruolo dell’adulto cambia profondamente.

Il bambino piccolo lavora per sè; è l’egocentrismo per antonomasia, secondo una modalità che è costruttiva e sana nei primi due, tre anni. Prima ha bisogno di formare se stesso, il suo intelletto (esperienze, memorie, concetti), il suo linguaggio, le sue abilità motorie, la sua capacità d’orientarsi. Non sa esprimersi attraverso un prodotto concreto come avverrà a 4-5 anni: ora lo fa in modo per noi poco afferrabile ma non meno significativo, attraverso il movimento, il gioco, l’esplorazione.
Solo in quanto “riempie” se stesso ora, potrà poi entrare in comunicazione con altri.
Nel suo apparente baloccarsi, nelle sue, per noi, insensate ripetizioni, nei suoi balbettamenti e incertezze motorie, prediligendo per ora una o due persone, egli sviluppa via via un essere pensante, capace di azione e di ampi rapporti sociali. Ma questo può anche non avvenire se il bambino ha dovuto impegnare le proprie forze a difendersi, se è vissuto in uno stato di deprivazione affettiva, manuale, sensoriale, verbale e così via.”

(Bibliografia: “Per ogni bambino una risposta” – M. L. Canderle Sala, G.H. Fresco, C. Soru)

Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori

 

Montessori – Il Bambino e il Genitore nascono quando la loro anima sente se stessa, si fissa, si orienta, sceglie.

“La libera scelta è la più alta attività: solo il bambino, che conosce ciò di cui ha bisogno per esercitarsi e sviluppare la sua vita spirituale, può in verità scegliere liberamente.
Non si può parlare di libera scelta quando ogni oggetto esterno richiama ugualmente il bambino ed egli, mancando di potere volitivo, segue ogni richiamo e passa dall’una cosa all’altra senza posa. Questa è una delle più importanti distinzioni che (l’adulto) deve saper fare.
Il bambino che non sa ancora obbedire a una sua guida interiore non è il bambino libero che si mette sulla strada lunga e stretta della perfezione. E’ ancora lo schiavo di sensazioni superficiali che lo lasciano in balia dell’ambiente; il suo spirito rimbalza da un oggetto all’altro come una palla. L’uomo nasce quando la sua anima sente se stessa, si fissa, si orienta, sceglie.
Questo semplice e grande fenomeno si rivela in ogni essere creato. Tutti gli esseri viventi possiedono il potere di scegliere, in un ambiente complicato e di molti aspetti, ciò, e soltanto ciò, che è necessario a mantenere la vita.
Le radici di ogni pianta cercano fra i molti elementi del suolo quelli di cui hanno bisogno; un insetto sceglie determinatamente e si fissa sul fiore fatto per riceverlo. Nell’uomo lo stesso meraviglioso discernimento non è semplice istinto, ma qualcosa che deve essere conquistato.
I bambini hanno, specialmente nei primi anni, un’intima sensibilità come necessità spirituale, che educazione mal diretta o repressioni possono far svanire e sostituire con una specie di schiavitù dei sensi esterni verso ogni oggetto dell’ambiente.
Noi stessi abbiamo perduto questa profonda e vitale sensibilità e dinanzi ai bimbi, in cui la vediamo risorgere, ci troviamo come dinanzi a un mistero rivelato”.
(Maria Montessori – “La mente del bambino”)

Proprio davanti a queste parole di Maria Montessori non dobbiamo aver paura di sbagliare…dobbiamo imparare, il nostro bambino è giunto a noi, nella nostra vita con lo scopo di darci una possibilità: quella di evolvere, quella di essere persone migliori. Tutti abbiamo vissuto e viviamo questa esperienza, sta solamente a noi la scelta di “come” vogliamo viverla.
Facciamo oggi una cosa diversa, un esercizio su di noi, cerchiamo di liberarci il più possibile da tutti i possibili condizionamenti sui bambini, pensiamo e immaginiamo che lui oggi sia un maestro, una persona di grande profondità spirituale, venuto a trovarci per aiutarci in questo nostro momento della nostra vita. Come vi sentite?

Ricordatevi che ogni cosa che ci “arriva” nella nostra vita è ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento per evolvere, per migliorarci; e il nostro bambino…. così impegnativo rispetto ad altri,  che a volte ci mette davvero in crisi….
Beh! Dobbiamo ringraziarlo quel Bambino perchè più le difficoltà di quel momento, più l’impegno richiesto è grande e più sarà grande la nostra crescita e di conseguenza anche quella di nostro figlio.
Non arrendetevi mai….avete davanti a voi il dono più grande che la vita poteva farvi….sta solo a voi la volontà di ‘vederlo’.

Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori
IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini

CHI E’ IL BAMBINO LIBERO?

CHI E’ IL BAMBINO LIBERO?
Quando un bambino è libero? Quando gli lasciamo fare tutto ciò che vuole, quando con questa motivazione non gli diamo nessuna regola fissa? Lo guardiamo “vagare” da una cosa all’altra, da un oggetto all’altro, senza attenzione, senza interesse, magari ogni tanto “usciamo” con dei NO autoritari senza neanche una spiegazione, e pensiamo che lasciato libero in questo modo stiamo rispettando il suo essere, la sua crescita….in questo modo siamo montessoriani…..!?!
NO! Assolutamente NO! E’ un’altra la libertà del bambino di cui parla Maria Montessori, e in cui io credo fermamente. Noi, gli adulti “consapevoli”, siamo il trait d’union tra l’ambiente e il bambino
Noi abbiamo il compito di preparare un ambiente corretto per lui, ma quando dico ambiente non intendo solo quello fatto di lavori e oggetti a misura di bambino, intendo prima di tutto quell’ambiente dove noi genitori (che siamo il suo primo ambiente di vita alla nascita) siamo accanto ai nostri figli per aiutare la loro crescita.
Come? Con umiltà, rispetto, fiducia, amore e tanta tanta volontà di rimettere in discussione noi stessi per “crescere” anche noi insieme ai nostri bambini.
Noi “lavoreremo” sull’approccio e la relazione con loro, lavoreremo sulla preparazione dell’ambiente con determinate regole; tutto questo a partire da cosa? Dall’osservazione! Un lavoro importantissimo… il grande lavoro che ha portato proprio Maria Montessori a “scoprire il Bambino” e creare il suo metodo.
Mamme e papà esercitatevi sull’osservazione, confrontatevi e condividete (il confronto e la condivisione sono sempre arricchenti) ciò che avete osservato, e da qui preparate un ambiente per i vostri bambini.

Quali domande porvi in tutto questo:
– Cosa ricerca nell’ambiente?
– Quali azioni sta compiendo o sta cercando di compiere?
– Quali esperienze sta cercando di fare?
– Come posso aiutarlo per arrivare a compiere questa o queste esperienze?
– Come e cosa predisporre nell’ambiente “di rispondente” ai bisogni del mio bambino?

In questo modo, imparando anche noi di volta in volta a migliorare la nostra osservazione, passo dopo passo, vedremo fiorire nel bambino l’interesse, ed è questa la piccola grande fiamma che andrà di volta in volta ad alimentare l’entusiasmo e la passione del bambino.
Da qui cominceremo ad assistere al miracolo della concentrazione, un delicato e prezioso “passaggio” da salvaguardare…proteggere!
Questa sarà la libertà del bambino….la libertà di ascoltare e seguire il proprio maestro interiore.
Maria Montessori diceva in un suo discorso a Londra nel 1930:
“Il più grande aiuto che possiamo dare ai nostri bambini è di stare al loro fianco e lasciarli liberi di svilupparsi a modo loro…poichè su quest’argomento i nostri figli ne sanno più di noi”.
Ma, in relazione al concetto di libertà la Montessori ha precisato anche che: “Lasciar fare quello che si vuole al bambino che non ha sviluppato la volontà, è tradire il senso di libertà”.

E’ importante il concetto di “libertà” nella crescita dei nostri bambini, è un grande valore nella costruzione del loro subconscio, soprattutto nei primi anni di vita.
Perchè poi da adulti, come noi oggi…tutti vogliamo essere liberi, ma pochi ci riescono veramente, poichè la libertà, quella vera, quella nell’Essere, comporta una grande responsabilità e un grande lavoro su noi stessi, sempre.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

da IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini