MATERIALE SCIENTIFICO SENSORIALE MONTESSORI: LA TORRE ROSA

– Età
Dai 30 mesi.

– Descrizione
Dieci cubi di legno di colore rosa, il più grande ha un lato che misura 10 cm, il più piccolo 1 cm e degradano di 1 cm per cubo.

– Presentazione
Una volta che il bambino ha mostrato interesse per questo tipo di attività, lo si invita a prendere un tappeto e arrotolarlo a terra nel posto scelto per lavorare.
“Vuoi lavorare con la torre rosa? Ti faccio vedere come si utilizza..”
Si va a prendere la torre rosa con le “mani preparate in senso verticale a palmo piatto”, la si trasporta sul tappeto un cubo alla volta partendo dal più piccolo e ponendo i cubi in ordine sparso.
Con questo tipo di presa verrà naturale afferrare i cubi più piccoli con i soli due indici, mentre i cubi più grossi con le mani intere.
Una volta che tutti i cubi sono sparsi sul tappeto ci si rivolge al bambino dicendo: “Fra tutti questi cerco il più grande.”
Lo si prende e lo si appoggia in un angolo del tappeto. Riferendosi ai cubi rimasti si dice al bambino: “Ora fra tutti questi cerco sempre il più grande”.
Lo si sovrappone al precedente cubo mettendolo bene al centro.
Si procede in questo modo per tutti i restanti cubi impilandoli correttamente.

” Vuoi lavorarci tu ora?”
E se il bambino vuole, lo si lascia lavorare liberamente per il tempo che desidera, osservandolo e ritirandosi con discrezione.
Quando il bambino avrà esaurito il suo interesse per l’attività, lo si inviterà a riporre il materiale scomponendo la torre rosa dal tappeto e rimontandola sul suo piedistallo o nel posto dove va ritirata.

– Scopo diretto
Educazione visiva delle dimensioni.
Affinamento della coordinazione oculo-manuale.

– Scopo indiretto
Sviluppo della volontà e della concentrazione.
Formazione della mente logico-matematica.

Lezione dei tre tempi.
Si rapporta la torre rosa sul tappeto.
Si isolano il cubo grande e il cubo piccolo.

– Primo tempo:
“Questo è grande!”
Si manipola il cubo grande e lo si offre al bambino.
“Questo è piccolo!”
Si manipola il cubo piccolo e lo si offre al bambino.

– Secondo tempo:
(E’ molto importante e va prolungato fino a quando il bambino non risponde prontamente, se incontra qualche difficoltà lo si può aiutare a riconoscere l’oggetto a cui si riferisce indicandoglielo)
“Mi dai il cubo piccolo..”
“Mi dai il cubo grande..”
“Metti qui il cubo grande..”
“Metti qui il cubo piccolo..”
“Tocca il cubo piccolo..”
“Tocca il cubo grande..”

– Terzo tempo: si indica un oggetto per volta.
“Questo com’è?”
“E questo…com’è?”

– Scopo diretto
Sviluppo del linguaggio.
Educare l’occhio a riconoscere la dimensione dell’oggetto, osservare e fare confronti con gli oggetti, provocare il ragionamento sull’eventuale errore e la sua correzione.
Graduare gli oggetti secondo le loro differenze.

– Scopo indiretto
Preparazione alla formazione della mente matematica (dimensioni, grandezza).

(Attivitá Montessoriana tratta dal mio Album di Educatrice Montessori)

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori

ATTIVITA’ DI VITA PRATICA MONTESSORI: ASCIUGARE A TERRA CON LO STRACCIO E LO SPAZZOLONE

ATTIVITA’ DI VITA PRATICA MONTESSORI: ASCIUGARE A TERRA CON LO STRACCIO E LO SPAZZOLONE

ETA’
Dai 24 mesi.

DESCRIZIONE
Un grembiule, uno straccio e uno spazzolone.

PRESENTAZIONE
Per terra il pavimento è bagnato, è stata rovesciata dell’acqua. Se il bambino è interessato, lo si invita a lavorare: “Vuoi lavorare? Vedi per terra è bagnato….asciughiamo?”.
Si va a prendere il grembiule e lo si indossa.
Si prende lo straccio e lo si distende aperto a terra.
Si prende lo spazzolone e lo si appoggia dalla parte della spazzola sullo straccio, più precisamente sulla prima metà verso di noi (verso il basso).
Si appoggia il bastone a terra.
Si va verso lo,straccio e, con entrambe le mani, si afferra con la presa a pinza i due angoli superiori dello straccio, si sollevano verticalmente e si ripiegano all’indietro sul dorso della spazzola.
Si ritorna ad afferrare il bastone tenendolo impugnato con la mano destra più in basso (verso metà) col palmo rivolto verso l’alto e con la mano sinistra più in alto e col palmo rivolto verso il basso.
Facendolo scorrere a terra si raggiunge la parte bagnata da asciugare.
Muovendo le braccia avanti e indietro, lo si passa più volte sulla zona bagnata asciugandola.
A questo punto si riappoggia per terra lo spazzolone si va verso lo straccio, lo si afferra nello stesso modo di prima e lo si apre a terra.
Si riprende lo spazzolone e lo si riappende al suo posto, in un apposito armadietto, o appeso ad un gancio al muro.
Si prende lo straccio da terra e lo si mette ed asciugare.

NOTA
Eventualmente si potrà passare e ripassare più volte lo spazzolone con lo straccio a terra per asciugare meglio il pavimento. Questo ovviamente prevede durante il lavoro di strizzatura dello straccio, che (in base alle capacità del bambino) dovrà essere mostrata al bambino o effettuata dall’adulto.

SCOPO DIRETTO
Coordinazione dei movimenti.
Raffinamento psico-motorio.
Coordinazione oculo-manuale.

SCOPO INDIRETTO
Sviluppare la concentrazione e favorire atti di indipendenza. Imparare ad avere cura dell’ambiente.

PUNTO D’INTERESSE
L’acqua che “sparisce” assorbita dallo straccio.

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori

(lavoro tratto dal mio Album di Educatrice Montessori)
(fotografia scattata ad un Congresso organizzato dall’Associazione Montessori Brescia)

LA RIVELAZIONE DEL BAMBINO SECONDO MARIA MONTESSORI

Maria Montessori operò sempre per migliorare le condizioni dell’umanità, perchè – diceva – il bambino è il padre dell’uomo e se si vuole fare crescere l’umanità è dal bambino che bisogna cominciare. Questo convincimento improntò tutta la sua vita e la sua opera, ma fu nei dieci anni trascorsi in India che fu più compiutamente espresso.

“Per molte decadi il bambino mi ha rivelato qualcosa che è nascosto nelle profondità della sua anima. Ma quale mancanza di comprensione, quanti malintesi ho trovato in tanti paesi, perchè la gente pensava che io parlassi di un metodo pedagogico, mentre io parlavo di una rivelazione che mi è stata dall’anima.
Qui da voi sento di essere compresa fino in fondo: non parlerò quindi di un metodo per educare i bambini, ma di qualcosa che viene dall’anima dei bambini, che è stato rivelato dai bambini…
Il bambino è il tesoro supremo, dal quale possiamo attingere forza. Noi dobbiamo considerare il bambino il nostro collaboratore. Lui ha una parte del lavoro, noi un’altra. Il suo compito è donarci la prima luce del vero amore.
La società può cambiare solo se adulti e bambini collaborano. Fare ciò non è facile, e questo è il compito dell’educazione.
LA VERA EDUCAZIONE COINVOLGE NON SOLO IL BAMBINO CHE VIENE EDUCATO, MA ANCHE L’ADULTO CHE SI TRASFORMA.”

La Montessori conclude il suo discorso citando i versi di un antico poeta:
“Il bambino è l’Eterno Messia
inviato continuamente tra gli uomini che sono caduti
per aiutarli a risollevare se stessi,
la loro nazione, il mondo, il cielo.”

(dal discorso tenuto da Maria Montessori in India, ad Adyar, nel 1939)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini
Educatrice Montessori

ATTIVITA’ MONTESSORI: LA PREPARAZIONE DELLA MERENDA

Un modo per incoraggiare vostro figlio a consumare spuntini sani è invitarlo o meglio ancora, a dargli gli strumenti e mostrargli come prepararseli da solo.

Se osservate che il vostro bambino è molto interessato ai vostri lavori di vita pratica in cucina e a tagliare, potrebbe essere il momento di mostrargli come si utilizza un coltellino, scegliendone uno con la punta arrotondata e con la lama affilata quanto basta per tagliare una banana o del formaggio morbido.
Mostrategli come afferrare il manico e come utilizzare la posata per spalmare il burro, marmellata e simili. In seguito, dopo che il bimbo avrà imparato ad eseguire questa operazione, potrete mostrargli ad adoperare il coltello per tagliare un alimento molle, per esempio una banana.
Il passaggio successivo, quando sarà un po’ più grande, più forte e più capace di controllare la posata, passate a cibi più difficili come carote e sedano.

Assicuratevi che possa accedere con facilità, senza aiuto, e quindi in completa autonomia, a tutti gli utensili e gli ingredienti di cui ha bisogno per prepararsi la merenda, ricordando di riservare un piano basso agli alimenti che vanno conservati in frigorifero.

Quando avrà acquisito una sufficiente sicurezza, invitatelo a preparare un piatto con una banana affettata e qualche crackers spalmato di marmellata. Aggiungete un po’ di stuzzicadenti (o se preferite delle piccole forchettine) per raccogliere le fettine di frutta dal piatto e suggeritegli di offrire lo spuntino a tutti i membri della famiglia.

Questa modalità di approccio è molto importante per aiutare a rendere sempre più autonomo e responsabile il bambino, e non solo, si va anche a lavorare sul suo senso dell’ordine. Infatti sarà lui che autonomamente andrà a prendere gli attrezzi e gli alimenti che gli servono, compirà il lavoro e dopo che avrà consumato la sua merenda,  la fase di riordino potrà essere quella di portare un oggetto per volta al lavandino e procedere al lavaggio.

Sarà compito del genitore, come sempre, mostrargli la prima volta come si fa: trasportare gli oggetti al lavandino, l’utilizzo del sapone per i piatti, della spugna e il risciacquo con acqua corrente.

La vita, come il Montessori, va mostrata.

E se proprio vogliamo, e il bambino è interessato, possiamo proporgli (mostrandogliela) l’asciugatura delle stoviglie e delle posate con riordino delle stesse al loro posto.
Questa sarà una conclusione del lavoro che lo gratificherà tantissimo, l’acqua ha infatti sempre un gran potenziale di concentrazione e nello stesso tempo di rilassamento nel bambino. E se per caso capiterà che non avrà voglia di farlo, non preoccupatevi, non forzatelo, sarà poi lui, quando nutrirà quell’interesse, a farsi avanti per sperimentare sempre più esperienze di vita pratica che vede fare a voi quotidianamente in casa, nel suo ambiente.

Infine un’altra interessante attività che si può scegliere di proporre al bambino in questo contesto è ovviamente l’apparecchiatura, utilizzando il  tavolino (con un paio di sedie abbinate) alla sua altezza che solitamente adopera per i suoi lavori; utilizzando, volendo, le pratiche tovagliette con già disegnate sopra le posizioni dove andranno disposte posate, piatto e bicchiere. E chiudendo il ciclo del lavoro: la sparecchiatura.

So che qualcuno mi scriverà sicuramente per chiedermi l’età a cui proporre queste attività, come sempre vi rispondo che non c’è un’età fissa, vi potrei dire intorno ai 2 anni di età, ma sarà come sempre il vostro bambino, attraverso la vostra osservazione, a dirvi quando sarà ora di predisporlo nell’ambiente.

Buon lavoro e buone merende a voi tutti!

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori
“Il Montessori a casa” di Alessia Salvini
Educatrice Coach Consulente Familiare