IO ADULTO…COSA POSSO IMPARARE OSSERVANDO MIO FIGLIO?

Dopo aver compreso l’importanza e l’utilità dell’osservazione nei confronti dei nostri bambini e come attuarla, in questo articolo voglio approfondire questo “lavoro”, osservandolo da un altro punto di vista, ponendomi questa domanda: “A me come adulto perchè serve osservare il mio bambino, e cosa posso imparare da tutto questo?”

Ricordiamoci innanzitutto che osservando i nostri bambini l’unica certezza che possiamo avere, è che le loro preferenze, i loro interessi e le loro capacità subiscono cambiamenti imprevedibili da un giorno all’altro.

Vi consiglio sempre di prendere nota delle vostre osservazioni, di tenere un “diario”; oggi sarà utile per la preparazione di un ambiente rispondente per i vostro bambino, domani sarà un meraviglioso ricordo relativo alla crescita e alle evoluzioni di vostro figlio.
Ogni volta che osservate il vostro bambino, cercate di dimenticare le esperienze o le percezioni precedenti e concentratevi su quanto accade in quel preciso istante.

Ed è da questo concetto che voglio partire. Mettiamoci in condizioni di osservare il nostro bambino con la mente libera, pulita da ogni preconcetto e giudizio, ma soprattutto con un’attenzione totale a quello che stiamo facendo, senza pensare a “dopo” o a “prima” o a qualsiasi altra cosa. Stiamo osservando il nostro bambino e quindi mi concentro su questo.

Cosa stiamo facendo? Quale possibilità ci sta offrendo il nostro bambino? Stiamo mettendo un’attenzione totale e consapevole all’azione che stiamo svolgendo, ci stiamo concentrando, siamo nel “qui ed ora”….siamo anche noi in quella “forma di meditazione” che Maria Montessori descrive e vede nel bambino quando lavora ripetutamente, ed è “dentro quel lavoro”, niente lo disturba, la sua mente è lì.

Lo so, per noi è un grande lavoro, un grande sforzo consapevole da fare, noi non siamo più abituati a fermarci su una cosa, a vivere il momento che stiamo vivendo concentrandoci solo su questo. Nel bambino, invece,a quell’età è naturale, perchè il suo interesse è mosso da una forza interiore, ancora inconsapevole (Periodi Sensitivi).

Nostro figlio ci sta dando quindi la possibilità di “meditare”, perchè la meditazione è attenzione: è essere presenti a sè stessi, è rilassarsi ed essere nel momento, è permanere nel “qui e ora”.

Anche in questa occasione, i nostri figli ci insegnano; il rapporto tra genitore e bambino è quindi un rapporto di coeducazione, in questo modo il bambino ci aiuta a emendarci, a migliorarci, a liberarci da vizi e difetti…

Concludo questo mio articolo confessandovi che questa è la parte del mio lavoro che amo di più: dare il mio aiuto consapevole alla crescita di un bambino attraverso la crescita/rinascita di un genitore, perchè ogni volta che nasce un bambino nasce anche un genitore.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

ATTIVITA’: SPAZZARE A TERRA

ETA’
Dai 20 mesi in poi.

DESCRIZIONE
– Grembiule
– Scopa con setole
– Scopino con paletta annessa
Entrambi dotati di foro o fettuccia per essere appesi.
– Cestino porta immondizia
– Scatolina per contenere pezzetti di carta che il bambino può gettare a terra per compiere autonomamente l’attività

PRESENTAZIONE
Con del nastro adesivo colorato creare a terra un rettangolo o un quadrato. Questo sarà lo spazio entro il quale verrà raccolta “l’immondizia” spazzata.
Si getta sul pavimento la carta a pezzetti (alcuni fogli strappati a piccoli pezzi). Il materiale da spazzare può variare in base alla capacità del bambino, successivamente potremmo gettare anche coriandoli di piccole dimensioni e successivamente farina gialla.
Si indossa il grembiule.
prendiamo la scopa (quella da adulti), e si impugna con le mani ben distanziate.
Compiendo un movimento oscillatorio si sposta lentamente tutta la “sporcizia” dentro lo spazio precedentemente designato.
Si ripone la scopa.
Si prende la paletta, si stacca lo scopino, ci si china, e con scopino si raccoglie tutta l’immondizia nella paletta.
Si getta l’immondizia nel cestino, facendo cadere tutto lo sporco dalla paletta, aiutandosi con lo scopino.
Si ripone scopino e paletta.
Si ripone il grembiule.
A questo punto la presentazione è ultimata e chiediamo, come sempre, al bambino se ora vuole continuare lui questo lavoro. Se Sì, lo aiutiamo a indossare il suo grembiule, e lo lasciamo lavorare per tutto il tempo che gli è necessario; altrimenti andremo a lavarci le mani e lasceremo che sia poi lui, con i suoi tempi ad avvicinarsi al lavoro.

SCOPO DIRETTO
Sviluppare l’attenzione e la concentrazione.
Sviluppare la coordinazione dei movimenti e la coordinazione oculo-manuale.
Sviluppare il senso dell’ordine.

SCOPO INDIRETTO
Favorire l’autonomia e l’amore per l’ambiente.

PUNTO D’INTERESSE
Convogliare tutto lo sporco nel cerchio.
Buttare il contenuto della paletta nel cestino.

(attività tratta da “IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini”)

PSICOARITMETICA: LAVORO CON NUMERI E GETTONI (MARCHETTE)

ETA’
Dai 4 anni.

DESCRIZIONE
Si lavora sul tappeto. Una scatola divisa in due scomparti: a sinistra 10 tessere numerate in rosso da 1 a 10, a destra 55 gettoni di colore rosso.

PRESENTAZIONE
Una volta che il bambino ha scelto o dimostrato interesse per questo lavoro, si trasporta la scatola fino al tappeto scelto per lavorare, e la si appoggia a terra. Ci si siede alla destra del bambino.
Si dispongono in ordine crescente e ugualmente distanziati tra di loro i numeri contandoli ad alta voce.
Si afferra il primo gettone e lo si colloca sotto al n.1 nominandolo, poi due gettoni per il n.2, tre per il n.3, ecc. I gettoni vanno collocati (come nell’immagine) in “coppia” verticalmente, mettendo in posizione centrale il singolo gettone quando si tratta di numero dispari. in questo modo il bambino si rende conto istintivamente della nozione di numero pari e dispari e della loro differenza.

Questo esercizio è una prova per verificare se si conoscono i numeri nella loro successione numerica e le quantità da esse rappresentate.

Questo lavoro contiene in sè la lezione psicologica dei tre tempi.
Infatti: nel PRIMO tempo si dà la rappresentazione dell’oggetto in se stesso (quantità e simboli numerici).
Nel SECONDO tempo si domanda qual è la quantità corrispondente a ciascun simbolo.
Nel TERZO tempo si domanda sia la successione dei numeri, sia la quantità ad essi corrispondente.

Il lavoro contiene il controllo dell’errore: quando il lavoro è terminato la scatola dei gettone deve essere vuota.

Il bambino può scegliere di ripetere il lavoro tutte le volte che gli è necessario.

Al termine del lavoro, le tessere numerate e i gettoni, andranno ricollocati nei relativi scomparti e riposto il tutto sul ripiano dove era stato preso.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
lavoro tratto da IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini