INSERIRE ED ESTRARRE BOTTONI – ATTIVITA’ MONTESSORI

INSERIRE ED ESTRARRE BOTTONI – ATTIVITA’ MONTESSORI

Età: dai 14 mesi

Descrizione

Vassoio contenente:

  • una barattolo in cartone foderato (o in metallo) dotato di fessura sul coperchio superiore apribile e richiudibile.
  • ciotola contenente circa 7 bottoni (o gettoni) tutti uguali

Presentazione

Quando il bambino ha mostrato interesse per questo lavoro, si afferra il vassoio con entrambe le mani e lo si trasporta al tavolo.  Se il bambino è in grado e vuole trasportare il vassoio lo si invita a farlo.

Si invita il bambino a sedersi.
Ci si siede alla destra del bambino.

“Ti faccio vedere come si infilano i bottoni”.

Con la mano sinistra si tiene la scatola. Con la mano destra si prende un bottone con la presa a pinza.
Si solleva il bottone e lo si sposta sulla fessura.
Con l’indice della mano sinistra indichiamo la fessura.
Inseriamo il bottone per metà per qualche istante, poi lo lasciamo cadere.
Si ripete l’operazione con tutti i bottoni.
Si pone la scatola in modo che il bambino veda l’apertura.
Con la mano sinistra si tiene fermo il barattolo, con la mano destra si afferra il coperchio superiore e lo si apre:

“Aperto”.

Si appoggia il coperchio di lato, e prendendo  il barattolo  con entrambe le mani, lo si solleva e si rovesciano i bottoni nella ciotola.
A questo punto si riposiziona il barattolo alla destra della ciotola.
Si chiede al bambino se desidera utilizzare il lavoro.
Si lascia il bambino libero di esplorare il materiale, che si dedichi all’attività senza intervenire.
Quando il bambino ha terminato il lavoro, lo si invita a riporre il materiale. Se il bambino è in grado di trasportare il lavoro, lo si accompagna.

Scopo diretto

Coordinazione oculo-manuale, manipolazione. Coordinazione dei movimenti della mano, delle dita e del polso.

Scopo indiretto

Favorire la concentrazione.
Lavoro da sinistra a destra: senso della scrittura.

Punto d’interesse

Inserire il bottone nella fessura.
Rumore prodotto dal bottone che cade e “sparisce” dentro il barattolo.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
Lavoro tratto dal progetto: “IL MONTESSORI A CASA”

 

 

SAI PERCHE’ STAI SCEGLIENDO “IL MONTESSORI” COME METODO EDUCATIVO?

SAI PERCHE’ STAI SCEGLIENDO “IL MONTESSORI” COME METODO EDUCATIVO?

Con la parola “PERCHE’” io intendo la “propria motivazione personale”.

Una volta che ho acquisito la conoscenza di questo metodo perché dovrei scegliere di viverlo? Qual è lo scopo o l’obiettivo che mi interessa raggiungere?

Cosa sento più allineato nelle mie corde del metodo #Montessori…cosa invece un po’ mi spaventa o penso che forse non riuscire a fare?

Sono tante le domande che un genitore si pone dopo che ha letto almeno un  libro della Montessori o che ha cominciato a informarsi.

In merito alle conoscenze che avete acquisito sino ad oggi come vi sentite?

Ecco questo è una parte fondamentale del mio lavoro: aiutare i #genitori a portare nella propria quotidianità la filosofia montessoriana, aiutandoli a viverla in primis sulla loro pelle, perché come dice Maria Montessori: “Prima di educare un #bambino  dobbiamo educare noi stessi”.

Dobbiamo riflettere molto bene su questo perché è il punto di partenza del Montessori a casa, ossia di vivere 24 ore su 24 con rispetto e fiducia nei confronti dei nostri bambini.

La Montessori dice anche:
“..i problemi dell’educazione si risolvono con la semplicità, la fiducia e la stima del bambino. Ci sono pedagogisti che dicono che bisogna conoscere la pedagogia, ma la cosa fondamentale invece è
LA FIDUCIA NEL BAMBINO,
la fede nelle sue forze, il rispetto della sua personalità,
il riconoscimento che egli è superiore a ciò che crediamo.”


Si tratta infatti di un concetto fondamentale sul quale si basa il metodo Montessori.

Riusciamo a guardare i nostri bambini pensando che quello che stanno scegliendo di fare o di sperimentare è esattamente quello di cui hanno bisogno?

Certo! Perché il bambino per natura sa già di cosa ha bisogno per la sua naturale e corretta crescita fisica ed interiore, quali tipi di esperienze fare per far suoi dei concetti, per interiorizzare la fiducia in se stesso e nelle proprie capacità.

Scegliere un’educazione di questo tipo implica inevitabilmente un grande lavoro dell’adulto su se stesso, il mettere in discussione tutto, o quasi, ciò che fino ad ora erano le abitudini del “così fan tutti o così hanno fatto con me”.

Spesso e volentieri può voler dire andare anche contro il pensiero di  amici e parenti, ma non temete e non demordete, poiché sarà proprio il tempo a confermare ciò che voi genitori per amore dei vostri figli e con tanta passione avete portato avanti nei giorni, nei mesi, negli anni.

 

LA FIDUCIA E’ ESSENZIALE!

Un lavoro basato sulla Fiducia nei vostri bambini e Fiducia in voi stessi per quello che state scegliendo di essere e di fare.

Saranno proprio i bambini stessi con il loro Essere, il loro Fare a mostrare che “c’è un altro modo” ed è proprio il modo naturale, perché Maria Montessori dice e scrive che lei non  ha scoperto nulla….lei ha solo osservato il bambino!

Nel momento in cui scegliamo di portare nella nostra quotidianità il Montessori dobbiamo inevitabilmente prima partire da un lavoro sull’Essere fino ad arrivare a un lavoro sul Fare.

Buon Montessori consapevole a voi tutti!

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori  –  “IL MONTESSORI A CASA”

I TELAI DELLE ALLACCIATURE MONTESSORI: IL TELAIO CON I BOTTONI

I TELAI DELLE ALLACCIATURE MONTESSORI: IL TELAIO CON I BOTTONI

I telai sono oggetti che servono ai bambini come esercizi di analisi dei movimenti, così strutturati: un telaio di legno che porta due rettangoli di stoffa i quali si possono unire/allacciare.
Ogni telaio presenta un differente modo di unione: bottoni, ganci, lacci, nastri, fibbie, automatici ecc. Questi oggetti di sviluppo si riferiscono agli atti pratici del vestirsi. I due lembi di stoffa devono prima essere giustapposti in modo che ai due lati si corrispondano reciprocamente per essere allacciati.
Se questi sono occhielli nei quali si deve infilare un laccio, ovvero se sono asola e bottone, o nastri da annodare, richiedono manovre diverse, e abbastanza complesse per poter far distinguere al bambino gli atti successivi; ciascuno dei quali deve completarsi prima di procedere all’altro.

Esempio: il bottone deve essere preso con una mano mentre l’altra tira l’asola in modo che essa ed il bottone messo di taglio si sovrappongano; poi il bottone passa; quindi esso viene ancora disposto orizzontalmente.
Dopo che viene mostrato con esattezza il modo di procedere, il bambino continua indefinitamente a provare e riprovare, abbottonando e sbottonando molte volte, fino a che acquista abilità e sveltezza.
(Maria Montessori, “La scoperta del bambino”)

TELAIO CON BOTTONI GRANDI

Età: dai 24 mesi

Descrizione
Telaio quadrato in legno con cinque chiusure a bottone di egual grandezza e di egual colore.

Presentazione
Quando il bambino mostra interesse per questa attività, si prende il telaio e lo si porta al tavolo nominandolo.
Si appoggia il telaio sul tavolo, si invita il bambino a sedersi e ci si siede alla sua destra.
Con le dita della mano sinistra (presa a pinza) si afferra il primo bottone in alto.
Con le dita della mano destra (presa a pinza) si afferra il lembo di stoffa accanto all’occhiello del bottone che si sta per sfilare.
Si allarga leggermente l’occhiello e vi si inserisce parte del bottone
spingendolo delicatamente.
Con la mano destra si lascia la presa del lembo di stoffa e si afferra il bottone che sta passando attraverso l’asola.
Con la mano sinistra si lascia la presa del bottone e si afferra il lembo di stoffa.

Con la mano destra si tira completamente il bottone fino a sfilarlo.
Si ripete l’operazione anche per gli altri quattro bottoni.
Si procede ad aprire prima un lato e poi l’altro dei due lembi di stoffa.
Si afferra con le due mani (presa a pinza) gli angoli della stoffa del
lato delle asole e lo si apre, si procede nello stesso modo e si apre il lato dei bottoni.
Si fa una breve pausa per far notare al bambino l’apertura.
“Aperto”.
Si afferra sempre con le due mani, e la presa a pinza, i due angoli della stoffa coi bottoni e la si chiude.
Si procede nello stesso modo chiudendo anche il lato di stoffa con le asole e si cerca di sovrapporre quest’ultime ai bottoni.

Si comincia l’abbottonatura.
Con la mano destra (presa a pinza) si afferra l’asola.
Con la mano sinistra (presa a pinza) si afferra il bottone e lo si spinge infilandolo per metà nell’asola.
Con la mano destra si lascia l’asola e si afferra il bottone.
Con la mano sinistra si lascia il bottone e si afferra l’asola.
A questo punto con la mano destra tiro il bottone fino a farlo uscire del tutto. Si ripete la stessa operazione per anche gli altri quattro bottoni.
“Chiuso”.
Terminato il lavoro si prende il telaio e lo si rimette al suo posto.

Scopo diretto
Coordinazione oculo-manuale.
Raffinamento della presa a pinza.
Sviluppo dell’indipendenza.

Scopo indiretto
Ordine logico e sequenzialità delle azioni.
Favorire l’indipendenza nello svestirsi e nel vestirsi.
Arricchimento del linguaggio.

Punto d’interesse
Riuscire ad infilare completamente il bottone.

Alessia Salvini

(tratto dal mio progetto e futuro libro “IL MONTESSORI A CASA” – Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori)

METODO MONTESSORI: QUALI SONO I LIMITI POSTI AI BAMBINI?

NEL METODO #MONTESSORI QUALI SONO I LIMITI POSTI AI BAMBINI??

“Nel nostro lavoro c’è molto rispetto per la libertà individuale, è uno spazio di libertà che si dà al #bambino ma non senza limiti; il bambino può scegliere ma ci sono alcune cose che non può fare, per esempio non può togliere un gioco ad un altro bambino.

Se capita ad esempio che un bimbo arraffa un giochino a quell’altro, con gentilezza l’educatrice cerca di far capire al bimbo in questione che ci potrà giocare più tardi con quello stesso gioco e nel frattempo di prenderne un altro. Ovviamente non si ottiene subito il risultato voluto, i bimbi poi adesso sono abituati a dimenarsi a terra e urlare per ottenere le cose.

Questo è un criterio per cui di ogni oggetto c’è un solo esemplare e i bambini sanno che lo possono tenere per tutto il tempo a loro necessario, dopo però lo devono rimettere a posto, i piccolini all’inizio non lo sanno fare, lasciano le cose in giro, allora con pazienza si insegna che se questo è il posto del bicchiere lì va rimesso, ed è compito della maestra curare l’ordine dell’ambiente.

I visitatori che vengono nelle nostre scuole sono sempre molto colpiti dall’ordine che è un punto di riferimento visivo per il bambino. C’è una grande libertà però ci sono dei confini molto precisi. I bambini oggi fanno di tutto e di più perché i #genitori non mettono confini, per questo le maestre sono disperate; bisogna ricominciare con pazienza a dire si, no, si può fare, tanti si molto concreti con gli oggetti a disposizione, questo è molto importante, di modo che i bambini abbiano tante cose da fare concrete al loro livello(…).

Però i No vanno detti senza rabbia, senza giudizio, devono impararlo questo le maestre.

Gli devi dire il tuo di no, quello giusto, che lo aiuta a darsi una regola e questo è per i bambini una cosa straordinaria, osservare come già nei piccolini comincia questo senso di responsabilità, del capire che la bambola va rimessa nella sua culla, perché dopo c’è qualche altro bambino che ci vuole giocare. Ci sono tante modalità per far crescere i bambini con questo senso di rispetto per l’ambiente, visto che l’adulto ha preparato per loro in modo molto rispettoso l’ambiente in cui loro vivono(…)

Bisogna dare al bambino il tempo di imparare, ma non facendo delle prediche o sgridandoli o punendoli, ma semplicemente avendo un atteggiamento molto tranquillo sapendo che la #regola è quella e che fa stare bene il bambino, perché lui sa come si deve comportare. Il metodo #Montessori offre ai bimbi #autonomia, ricchezza e indipendenza e allo stesso tempo questo senso di calma e di ordine che parte dal fatto che l’educatore non grida mai, perché l’adulto non deve mai alzare la voce, deve parlare ai bambini con rispetto, come si fa tra persone amiche”.

(Grazia Honegger Fresco)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori – IL MONTESSORI A CASA