1. Fiducia e rispetto nel carattere attivo e sociale dell’essere umano fin dalla nascita.
  2. I bambini e le bambine sono guidati dall’interesse personale e dalle inclinazioni individuali, Maria Montessori li chiama Periodi Sensitivi: “fiamme spirituali che ardono”, in questi periodi è racchiusa un’enorme energia creativa.
  3. Libera scelta e libertà di esercizio.
  4. Essere veramente di aiuto al bambino affinchè esso possa fare da solo
  5. Ambiente ricco di materiali educativi a misura di bambino: attività reali come quelle dell’adulto.
  6. Apprendimento del bambini attraverso i suoi sensi: creare lavori che rispondano a questo bisogno isolando i sensi uno alla volta.
  7. Concentrazione individuale del bambino.
  8. Collaborazione tra bambini e adulto presente solo in caso di richiesta di aiuto.
  9. Assenza di premi e punizioni.
  10. Osservazione del bambino libera da preconcetti e pregiudizi: questo prevede da parte dell’adulto un suo lavoro di ri-educazione: una sua rinascita personale e spirituale.

Dopo aver letto questi dieci punti…come ti risuonano?
Quali dubbi e quali emozioni evocano in te?

Ti invito a fare un esercizio che ti potrà essere di grande aiuto in questa fase.
Prendi un quadernetto e magari dagli come titolo IL MIO MONTESSORI A CASA e comincia con lo scrivere i 10 punti da avere sempre sott’occhio, le risposte a queste mie due domande.
E mettendo in atto giorno dopo giorno questi principi, osserva il tuo bambino, osserva te stessa e scrivi. Questo lavoro ti permetterà di monitorare i cambiamenti nel tempo: i tuoi, quelli del tuo bambino e dell’ambiente che andrai a preparare..

Un pensiero che dedico a te e ai tuoi bambini:

« Nel bambino esiste un’energia che non è nient’altro che la particella del fuoco infinito che è la vita, particella di quell’energia che sonnecchia nel chicco, nel seme e che ad un tratto lo fa scoppiare e germogliare.
Un po’ di quell’energia è conservata nei momenti in cui anche gli adulti nascono di nuovo, si sentono toccati e cambiati rispetto alla infinita ripetitività della vita quotidiana.»

(Raniero Regni)