ATTIVITA’ MONTESSORI: LA PREPARAZIONE DELLA MERENDA

Un modo per incoraggiare vostro figlio a consumare spuntini sani è invitarlo o meglio ancora, a dargli gli strumenti e mostrargli come prepararseli da solo.

Se osservate che il vostro bambino è molto interessato ai vostri lavori di vita pratica in cucina e a tagliare, potrebbe essere il momento di mostrargli come si utilizza un coltellino, scegliendone uno con la punta arrotondata e con la lama affilata quanto basta per tagliare una banana o del formaggio morbido.
Mostrategli come afferrare il manico e come utilizzare la posata per spalmare il burro, marmellata e simili. In seguito, dopo che il bimbo avrà imparato ad eseguire questa operazione, potrete mostrargli ad adoperare il coltello per tagliare un alimento molle, per esempio una banana.
Il passaggio successivo, quando sarà un po’ più grande, più forte e più capace di controllare la posata, passate a cibi più difficili come carote e sedano.

Assicuratevi che possa accedere con facilità, senza aiuto, e quindi in completa autonomia, a tutti gli utensili e gli ingredienti di cui ha bisogno per prepararsi la merenda, ricordando di riservare un piano basso agli alimenti che vanno conservati in frigorifero.

Quando avrà acquisito una sufficiente sicurezza, invitatelo a preparare un piatto con una banana affettata e qualche crackers spalmato di marmellata. Aggiungete un po’ di stuzzicadenti (o se preferite delle piccole forchettine) per raccogliere le fettine di frutta dal piatto e suggeritegli di offrire lo spuntino a tutti i membri della famiglia.

Questa modalità di approccio è molto importante per aiutare a rendere sempre più autonomo e responsabile il bambino, e non solo, si va anche a lavorare sul suo senso dell’ordine. Infatti sarà lui che autonomamente andrà a prendere gli attrezzi e gli alimenti che gli servono, compirà il lavoro e dopo che avrà consumato la sua merenda,  la fase di riordino potrà essere quella di portare un oggetto per volta al lavandino e procedere al lavaggio.

Sarà compito del genitore, come sempre, mostrargli la prima volta come si fa: trasportare gli oggetti al lavandino, l’utilizzo del sapone per i piatti, della spugna e il risciacquo con acqua corrente.

La vita, come il Montessori, va mostrata.

E se proprio vogliamo, e il bambino è interessato, possiamo proporgli (mostrandogliela) l’asciugatura delle stoviglie e delle posate con riordino delle stesse al loro posto.
Questa sarà una conclusione del lavoro che lo gratificherà tantissimo, l’acqua ha infatti sempre un gran potenziale di concentrazione e nello stesso tempo di rilassamento nel bambino. E se per caso capiterà che non avrà voglia di farlo, non preoccupatevi, non forzatelo, sarà poi lui, quando nutrirà quell’interesse, a farsi avanti per sperimentare sempre più esperienze di vita pratica che vede fare a voi quotidianamente in casa, nel suo ambiente.

Infine un’altra interessante attività che si può scegliere di proporre al bambino in questo contesto è ovviamente l’apparecchiatura, utilizzando il  tavolino (con un paio di sedie abbinate) alla sua altezza che solitamente adopera per i suoi lavori; utilizzando, volendo, le pratiche tovagliette con già disegnate sopra le posizioni dove andranno disposte posate, piatto e bicchiere. E chiudendo il ciclo del lavoro: la sparecchiatura.

So che qualcuno mi scriverà sicuramente per chiedermi l’età a cui proporre queste attività, come sempre vi rispondo che non c’è un’età fissa, vi potrei dire intorno ai 2 anni di età, ma sarà come sempre il vostro bambino, attraverso la vostra osservazione, a dirvi quando sarà ora di predisporlo nell’ambiente.

Buon lavoro e buone merende a voi tutti!

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori
“Il Montessori a casa” di Alessia Salvini
Educatrice Coach Consulente Familiare

COME DEVE INTERVENIRE L’ADULTO?

Come devo intervenire?” Si preoccupa spesso l’adulto, senza porsi abbastanza il dubbio se sia necessario intervenire.
Ogni intervento invade lo spazio del bambino. Può essere positivo, rassicurante, liberante. Può costituire sostegno incoraggiante a fare, presentando un gioco o un libro nuovi, un’attività. Può essere un “no” fermo, necessario di fronte al disordine gratuito e non costruttivo. ma può essere anche un’intrusione negativa, frustrante, umiliante.

Proviamo a operare qualche distinzione:

– l’adulto che parla a voce alta, richiamando, ordinando, reprimendo
l’adulto che si rivolge con calma al bambino;

– l’adulto che per “far socializzare” evita costantemente il momento del lavoro individuale
l’adulto che prepara, cura gli oggetti per le attività, la disposizione del mobilio, l’ordine logico dei materiali,
la rotazione delle attività stesse: tutto in funzione del bambino;

– l’adulto che chiude gli oggetti negli armadi e li dà al bambino quando lo ritiene opportuno
l’adulto che usa l’armadio per la riserva di materiali o giochi  e mette a disposizione del  bambino quel materiale  che può davvero interessargli;

– l’adulto che ritiene che il bambino per riposare abbia bisogno di sfogo, di urla in grandi ambienti
l’adulto che consente al bambino di passare da solo da una attività all’altra secondo il proprio ritmo, non      arrivando mai  alla tensione e alla stanchezza indotte da un “fare troppo diretto dall’adulto”;

– l’adulto che privilegia talune attività perchè meno disturbanti, per mantenere inalterati l’ordine e le abitudini
l’adulto che non mette limiti preconcetti alle attività possibili, ma è anzi alla continua ricerca di varianti che
soddisfino i multiformi bisogni infantili;

– l’adulto che considera con tono di superiorità e sufficienza i giochi del bambino, le sue piccole scoperte ingenue
l’adulto che partecipa affettivamente al senso di meraviglia che il piccolo esprime nelle sue osservazioni, e ogni    volta risponde alla sua richiesta di dialogo come se fosse la cosa più importante del mondo in quel momento.

Se si riconosce come scelta pedagogica che il bambino piccolo non ha bisogno che gli si “facciano fare” delle cose, ma chiede di trovare nell’ambiente quello che gli corrisponde e di organizzarsi da sè, il ruolo dell’adulto cambia profondamente.

Il bambino piccolo lavora per sè; è l’egocentrismo per antonomasia, secondo una modalità che è costruttiva e sana nei primi due, tre anni. Prima ha bisogno di formare se stesso, il suo intelletto (esperienze, memorie, concetti), il suo linguaggio, le sue abilità motorie, la sua capacità d’orientarsi. Non sa esprimersi attraverso un prodotto concreto come avverrà a 4-5 anni: ora lo fa in modo per noi poco afferrabile ma non meno significativo, attraverso il movimento, il gioco, l’esplorazione.
Solo in quanto “riempie” se stesso ora, potrà poi entrare in comunicazione con altri.
Nel suo apparente baloccarsi, nelle sue, per noi, insensate ripetizioni, nei suoi balbettamenti e incertezze motorie, prediligendo per ora una o due persone, egli sviluppa via via un essere pensante, capace di azione e di ampi rapporti sociali. Ma questo può anche non avvenire se il bambino ha dovuto impegnare le proprie forze a difendersi, se è vissuto in uno stato di deprivazione affettiva, manuale, sensoriale, verbale e così via.”

(Bibliografia: “Per ogni bambino una risposta” – M. L. Canderle Sala, G.H. Fresco, C. Soru)

Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori

 

ATTIVITA’ MONTESSORI DAI 6 AI 9 MESI CIRCA (2° parte)

IL GIOCO EURISTICO

                                                             GIOCO EURISTICO

 Descrizione

Questo materiale è stato inventato da Elinor Goldschmied, psicologa inglese. E’ composto da circa 15 sacchetti di stoffa. Ogni sacchetto contiene circa 6/7 oggetti dello stesso tipo che devono essere esplorabili, manipolabili e interpretabili dal bambino per il loro uso. Su ogni sacchetto viene posto un’immagine con l’oggetto contenuto o attaccato l’oggetto stesso cucendolo.

Nella stanza allestiamo in un angolo una striscia di legno fissata al muro con una fila di pomelli a cui appenderemo i sacchetti, potremmo anche contrassegnare il pomello con il relativo oggetto contenuto nel sacchetto. Accanto ci sarà disponibile per questa attività un grande tappeto. Sopra il quale dovremmo avere uno scaffale su cui appoggeremo dei contenitori di vario tipo (ceste, scatole metalliche, in legno, in vimini…).

Tra i materiali più idonei da poter mettere all’interno dei sacchetti del gioco euristico troviamo:

  • mollette da bucato
  • palline
  • cilindri di cartoni
  • tappi di sughero
  • pigne
  • pompon di lana
  • coperchi metallici
  • nastri di vario tessuto
  • catene fini e leggere in varie lunghezze
  • anelli in legno o in metallo
  • chiavi di vario tipo

e altro ancora.

Attività

Quest’attività è anche indicata per un gruppo di massimo 8 bambini non di più (ovviamente il numero degli oggetti contenuti nei sacchetti va moltiplicata per il numero di bambini circa).
Invitiamo il bambino ad avvicinarsi al tappeto.
“Facciamo il gioco euristico?”
Si prendono i sacchetti che abbiamo appeso al muro, si inizia con due sacchetti, magari con due materiali molto differenti tra loro: coperchi di metallo e nastri di stoffa. Si appoggiano sul tappeto ben distanti, e si prendono due contenitori per svuotare i sacchetti, si prendono i contenitori in modo da risaltare la caratteristica del materiale, cesta per i nastri e una scatola di metallo per i coperchi.
Si svuota il contenuto dei sacchetti all’interno dei contenitori.

Lasciamo ora il bambino libero di sperimentare il materiale. Gli oggetti si presteranno ad essere esplorati plurisensorialmente. L’adulto si siederà a una certa distanza senza intervenire, osserverà analizzando attentamente le scelte, le interazioni, i movimenti e l’uso che il bambino fa del materiale. L’attività può durare anche da mezz’ora a un’ora nel caso in cui ci sia tanto materiale. Quando il bambino avrà terminato lo si inviterà al riordino.

Gli oggetti verranno posti all’interno dei contenitori e successivamente rovesciati nei sacchetti. Facciamo riappendere i sacchetti alla parete.
I sacchetti coinvolti aumenteranno di volta in volta, e a discrezione dell’adulto che grazie all’osservazione fatta capirà le esigenze del bambino.
Il gioco euristico non essendo un’attività montessoriana ha caratteristiche molto diverse da tutte le altre attività che i bambini compiono in questa fascia di età.

Può essere utile nel caso di bambini che alle loro spalle hanno un deserto di esperienze sensoriali. Bambini che avranno invece, molto lavorato con il cestino dei tesori sentiranno meno attrattiva verso quest’attività. Anche se in questa attività manca l’elemento fondamentale della libera scelta, starà nell’abilità dell’adulto, che attraverso l’attenta osservazione saprà renderlo un utile strumento.

 Scopo diretto
Favorire l’esplorazione sensoriale.
Scoprire da soli il modo in cui gli oggetti si comportano nello spazio.

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione.
Promuovere il libero movimento fine e grosso.
Ampliare il vocabolario con la ripetizione verbale.
Sviluppare l’ordine.
Si sostiene la capacità di interazione tra bambini (nel caso di più bambini).

Punto d’interesse
Caratteristiche dei singoli oggetti.

 

LO SCALINO PORTATILE

scalino portatile.2                        scalino portatile.1

 

Età
Da 8 mesi.

Descrizione
Consiste in una scatola di forma quadrata (60cm x 60cm), in legno compensato, ben levigata alta 15cm.
Il bambino può usarla in due sensi: come scatola in cui entrare scavalcando il bordo o, rovesciata, come scalino su cui salire e da cui scendere.
Viene posto o nella stanza di lavoro o nel giardino.
E’ importante che vi sia nell’ambiente un ostacolo sicuro da superare, il fatto che possa servire da contenitore è di secondaria importanza.

Presentazione
Presentiamo questo materiale semplicemente ponendolo nell’ambiente del bambino, in modo che sia facilmente raggiungibile. L’adulto lascia che il bambino esplori liberamente il materiale. Offrirà la sua presenza nel caso in cui il bambino richieda il suo intervento.
Questo materiale sarà una fonte di interesse per il bambino che gattona e che attraverso ad esso promuoverà il movimento.

Quando sarà in grado di camminare perderà l’interesse per questo materiale.

Scopo diretto
Sviluppare il movimento grosso.
Esercitare l’orientamento.

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione.
Sviluppare un primo approccio al concetto topologico (sopra, sotto, dentro, fuori).

Punto d’interesse
Salirci sopra.

Variante
E’ possibile utilizzare anche a dei semplici pouf fabbricati in vimini o in altro materiale naturale.

(Tratto dal mio Album professionale come Educatrice Montessori)

ATTIVITA’ MONTESSORI DAI 6 AI 9 MESI CIRCA (1° parte)

TRAINARE (6/7 MESI)
traino con corda coccodrillo

Descrizione = Si tratta di oggetti in legno dotati di ruote ed un cordino legato ad un’estremità in modo che possa essere trainato. Questo materiale va posto sul tappeto in modo che il bambino lo possa raggiungere. E’ opportuno non offrire più di due oggetti.

Presentazione = Questo materiale si presenta semplicemente ponendolo nell’ambiente. Il bambino trainerà l’oggetto apprezzandone il movimento e ascoltandone il rumore e deve poter esplorare il materiale fino a quando non avrà esaurito il suo interesse, l’adulto offrirà la sua presenza discreta nel caso in cui il bambino richieda il suo intervento.

Scopo diretto =
Sviluppo dell’esplorazione sensoriale
Sviluppo del movimento grosso e fino
Sviluppo della forza

Scopo indiretto =
Favorire la concentrazione
Sviluppare la coordinazione del movimento
Promuovere il libero movimento, mosso da desiderio di scoprire
Sviluppare la consapevolezza causa/effetto

Punto d’interesse =
Il movimento dell’oggetto
Il rumore prodotto
Il peso che varia

 

CESTINO DEI TESORI (6/9 MESI)

cestino tesori.1

Descrizione = Materiale inventato da Elinor Goldschmied, psicologa inglese. Consiste in un cestino di circa 35 cm di diametro e 15 cm di altezza, di materiale naturale, abbastanza rigido con o senza manici.
All’interno verranno posti oggetti di vita quotidiana differenti per forma e dimensione.
Deve essere posto sul tappeto accanto al bambino, è necessario che il bambino sia in grado di stare seduto, che estragga gli oggetti e ne sperimenti la forma, la consistenza, il peso, la temperatura, il gusto, il profumo, il colore.

Presentazione = Presentiamo questo materiale semplicemente ponendolo nell’ambiente del bambino, in modo che sia facilmente raggiungibile. L’adulto lascia che il bambino esplori liberamente il materiale fino a quando non avrà esaurito il suo interesse, offrirà la sua presenza solo nel caso in cui il bambino richieda il suo intervento.
Esaurito l’interesse del bambino, l’adulto si avvicinerà a lui sedendosi sul tappeto. Invitandolo ad aiutarla, riporranno insieme tutti gli oggetti all’interno del cestino posto accanto al bambino. Si potranno anche verbalizzare gli oggetti nominandoli. Sempre con movimenti calmi riporrà il cestino sulla mensola facendosi accompagnare dal bambino se lo desidera. Gli oggetti contenuti dopo qualche settimana andranno sostituiti, la continuità rispetto all’attività, è data dal contenitore che rimane il medesimo. L’adulto, osservando di volta in volta il bambino, coglierà il momento giusto per rinnovare il materiale, in quanto ogni bambino “si impossessa dell’ambiente” on tempi diversi. Anche l’età del bambino influirà su questo, poiché verso i 9/10 mesi sostituiremo il materiale anche 1-2 volte nella stessa settimana.

Scopo diretto =
Sviluppare l’esplorazione sensoriale di oggetti di vita quotidiana.

 Scopo indiretto =
Favorire la concentrazione
Promuovere il libero movimento e la libera scelta, mosso dal desiderio di scoprire
Sviluppare l’ordine
Si sostiene eventualmente la capacità di interazione tra bambini

Punto d’interesse =
Le diverse forme
Il peso
La temperatura
Il profumo
Il colore

(Tratto dal Quaderno Montessori di Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori)

L’AMORE PER L’AMBIENTE SECONDO IL METODO MONTESSORI

Il primo passo che il bambino deve fare, è trovare la via ed i mezzi di concentrazione che stabiliscono le fondamenta del carattere e preparano il comportamento sociale. Appare subito evidente l’importanza dell’ambiente a questo fine; poichè nessuno dall’esterno può dare al bambino concentrazione ed organizzare la sua psiche, egli lo deve fare da sè.” (Maria Montessori – La mente del bambino)

Il compito più importante dell’adulto non è “educare”, ma preparare l’ambiente e osservare a lungo il bambino che si sviluppa liberamente (l’educatore è quindi scienziato), potrà, anche se necessario, migliorare l’ambiente introducendo delle variabili.
Il lavoro del bambino è quello di modificare le sue competenze assorbendo l’ambiente.
Il bambino non deve essere ostacolato nella sua “crescenza”, altrimenti si andranno a limitare le sue potenzialità psichiche e la formazione dei suoi organi psichici.
Il bambino si costruisce a spese (anche economiche) dell’ambiente che diventa per lui vero nutrimento psichico, il bambino si innamora dell’ambiente (elemento utile per il suo percorso di formazione psichica)

AMBIENTE PREPARATO
BAMBINO LIBERO
MAESTRO DELLA NATURA

Un ambiente a misura del nostro corpo ci permette di svilupparci meglio.
Il bambino va quindi, rispettato in quanto tale, sarà necessario per il suo completo sviluppo che abbia intorno a sè un ambiente a sua misura.
La mentalità del bambino a volte è un mistero e va rispettata, il bambino piccolo non ha mentalità fantasiosa, lui fa uno sforzo razionale (reale).

Tre fattori importanti rivestono all’interno del metodo, estrema importanza:

1. L’arredo come motivo di attività (le cose ci parlano)
2. La presentazione delle attività da parte dell’adulto
3. La libera scelta del bambino (fondamentale)

La vita stessa è una forma di libertà.

Vi sono due elementi importanti nel pensiero di Maria Montessori:

– Un forte naturalismo (sviluppo naturale). Tutti gli esseri del mondo e gli organismi si sviluppano con un loro processo e sono inarrestabili, ponendo una grande  fiducia nella natura stessa, supportata da una forte scientificità.

– Il bambino sta sviluppando il punto precedente, abbiamo fiducia di questo e quindi siamo sereni e tranquilli (non in ansia).

Il bambino a partire dai due anni di vita come attività svolge lavori quotidiani che vede compiere dagli adulti a lui vicini.
Il bambino deve avere la possibilità di fare cose vere, che portano alla sicurezza in se stesso e all’autostima personale.

E’ molto importante quindi ciò che un genitore può già scegliere fare e attuare nell’ambiente di casa: il primo ambiente di vita del bambino, dopo il periodo di “vita prenatale”. L’adulto attraverso la conoscenza e, prima di tutto, l’educazione di se stesso, saprà come preparare un ambiente corretto come interessi e a misura del suo bambino.
Infatti tra “il bambino” e “l’ambiente”, l’adulto sarà solo il trait d’union tra i due, e lo potrà fare solamente “preparandosi” prima, mettendosi in discussione e aprendosi alla sua crescita personale attraverso la crescita del suo bambino.

Felice crescita a voi tutti!

Alessia Salvini

Dal Progetto: “IL MONTESSORI A CASA” di Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori

Aiutami a farlo da solo

L’indipendenza è l’impulso più forte dei bambini. Mentre si impegnano per conquistarla si divertono a esercitare e affinare molte capacità.

Sin dalla più tenera età, i bimbi vogliono praticare le attività che li renderanno indipendenti. Insegnando loro a fare le cose da soli (per esempio, vestirsi, laversi i denti, versarsi le bevande e prepararsi uno spuntino), li metterete sulla strada dell’autonomia.

A seconda dell’età, i bambini possono rendersi molto utili in casa. Sanno ripulire la cameretta, tagliare le verdure, riordinare, spolverare e, in genere, darci una mano in cucina. Sono in grado di apparecchiare, portare le pietanze in tavola, disporre fiori e altre decorazioni.

Possono anche assimilare le buone maniere, accogliere gli ospiti sulla porta ed essere bravi padroni di casa per gli amici e i parenti che vengono a trovarci. Se guidati con gentilezza, imparano ben presto a lavorare senza creare confusione, a rimettere in ordine e a partecipare alle faccende domestiche, e amano esercitare queste capacità.

Il senso dell’io. I bambini che si sentono rispettati e competenti godono di un benessere emotivo maggiore di quelli che vengono solo coccolati. Le attività proposte  sono studiate per insegnare a vostro figlio specifiche capacità di vita quotidiana che lo aiuteranno a diventare sempre più autonomo e sicuro di sé. Lo scopo non è soltanto l’apprendimento della facoltà in questione, ma anche lo sviluppo di un senso di calma, concentrazione, collaborazione, autodisciplina e fiducia in sé. Molte attività hanno anche un obiettivo sociale, perché sono finalizzate a insegnare l’autocoscienza, la sensibilità verso gli altri e la solidarietà nei confronti della comunità.

I genitori devono dare il buon esempio e fungere da modello comportamentale per le capacità di vita quotidiana. Dobbiamo essere quilibrati, determinati, precisi, affettuosi e generosi. Per Maria Montessori “l’essenza dell’indipendenza è poter fare qualcosa per il proprio io. Questa esperienza non è soltanto un gioco. E’ un lavoro che i bambini devono svolgere per crescere”.

Lezioni di vita.  E’ possibile suddividere in tre aree le lezioni che vostro figlio impara:

  • cura di se stesso
  • compiti quotidiani nell’ambito domestico
  • garbo e cortesia.

Molte di queste lezioni richiedono la padronanza di capacità motorie come allacciare un bottone, versare un liquido da una caraffa o spostare gli oggetti senza farli cadere. Sono insegnamenti che quasi tutti i genitori cercano di impartire ai figli quando sono molto piccoli…..

Il metodo più efficace per capire quando è arrivato il momento giusto è prestare attenzione a ciò che il piccino dice, non solo con le parole, ma con le azioni. Per esempio, a un certo punto, cercherà di tenere in mano una tazza. Quella è l’occasione migliore per iniziare a insegnargli a bere da solo.

 (da “I bambini hanno bisogno di fiducia – Il metodo Montessori oggi per crescere figli felici”  di Tim Seldin – Fabbri Editori)