LA SOLIDARIETÀ’: UNA PROFONDA GRATITUDINE – Maria Montessori

Cosa pensava e diceva la Montessori in merito a un concetto così tanto importante è problematico per noi ancora oggi?
“L’uomo ha raggiunto una grandissima meta, realizzando un’armonia di scambi quasi perfette, pari alla circolazione del sangue nel corpo mano.
Perché, dunque, continuiamo a dire che bisogna educare gli uomini all’unione universale? Questa unione nel mondo c’è già, esiste! Bisogna, dunque, fare il possibile per rendere gli uomini coscienti di questa realtà, sostituendo all’idea della necessità di realizzazione la unione fra gli uomini la constatazione dell’esistenza reale e profonda di questi legami di interdipendenza e di solidarietà sociale fra i popoli di tutta la terra.
Si tratta, quindi, di cambiare sostanzialmente il modo di considerare questi rapporti e di influire sulla coscienza degli uomini, al fine di dar loro ideali nuovi, di combattere l’indifferenza e l’incomprensione, di far nascere nelle loro anime un sentimento di GRATITUDINE verso gli uomini. Questo si può fare anche con i fanciulli. Anzi si deve cominciare dai bambini, facendoli riflettere sul valore sociale del lavoro, sulla bellezza del lavoro compiuto per gli altri, al fine che lo sforzo comune arricchisca la vita di tutti.

Per mia esperienza personale, ho visto che i bambini rispondono perfettamente a questi richiami che sono pronti ad afferrare con gioia l’idea della solidarietà umana. Io credo che la vita sarebbe molto più facile e serena se tutti gli uomini si sentissero uniti fra di loro da questo senso di profonda gratitudine, che non è altro che un modo di partecipare al divino potere della creazione e della bontà universale.
Dobbiamo essere grati alla provvidenza che ha favorito l’evoluzione di questi rapporti di interdipendenza, in modo che gli uomini devono vivere con l’aiuto degli altri uomini, per tutte le cose necessarie alla vita, partecipando così al bene universale.
È necessario, però, penetrare molto a fondo nel significato di questo aiuto: non si tratta di un “atto di carità”, atto di carità al quale si risponde anche con la gratitudine. L’atto di carità riguarda di solito i casi patologici della vita e deve essere considerato come una medicina data a chi soffre. Questa cooperazione fra gli uomini, alla quale ho inteso riferirmi, deve rappresentare la norma corrente di vita, la regola, non l’eccezione e rendere possibile la partecipazione all’universalità del bene.

Se attraverso l’opera educativa vogliamo moltiplicare le facoltà intellettuali e sensitive dei bambini che ci sono affidati, dobbiamo moltiplicare anche le nostre facoltà. E in questo campo non dobbiamo mai separare l’insegnamento delle varie cognizioni scientifiche, geografiche, storiche, ecc., dall’opera appassionata dell’uomo, che con il suo lavoro, la sua dedizione il suo sacrificio, ha portato luce di nuove verità in questo campo, altrimenti non faremmo altro che inaridire la nostra anima e quella dei piccoli che vogliamo formare alla vita.
È sotto questo aspetto che dobbiamo considerare i rapporti umani per creare un’umanità migliore, degna di arrivare alla comprensione delle verità più nobile nella luce dell’amore universale che viene da Dio agli uomini tutti, come una pioggia di benedizioni.”

Parole di Maria Montessori in un suo discorso di quasi cent’anni fa…ancora oggi attualissime e soprattutto da mettere in atto da parte nostra come genitori e adulti che si occupano della crescita e dell’educazione dei bambini.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
da “IL MONTESSORI A CASA” di Alessia Salvini