RISPETTIAMO I TEMPI DEL BAMBINO?

Questa mattina scelgo di condividere con voi parte di un’intervista a Grazia Honegger Fresco, che, per chi non lo sa, è una delle ultime allieve di Maria Montessori e autrice di interessanti e utili libri sul metodo.
Il tema trattato è il rispetto dei tempi dei bambino, così diversi dai nostri..

(..)”Altro aspetto importante è quello della VELOCITA’ DEL NOSTRO VIVERE: il bambino piccolo è in uno stato di lentezza incredibile, ha bisogno di tempi lunghissimi per costruire il suo mondo interno, non è che sia vuoto, perché nasce con un patrimonio di neuroni incredibile, ma deve costruire le immagini interne di quello che gli succede; ci vuole un tempo lungo per noi adulti per conoscere una cosa nuova, figurarsi per un bambino, che parte da una base molto limitata di conoscenza. E’ normale dunque che i bambini ricevono forti contraccolpi dalla frettolosità degli adulti andando contro il loro bisogno di continuità e di protezione. Protezione, continuità, lentezza, sono proprio come dire le basi, il fondamento della costruzione mentale di un bambino, e allora, diversamente, vuol dire non permettere al bambino di vivere secondo il suo ritmo personale. C’è anche da dire che ogni bambino è unico, diverso da ogni altro, nel presente, nel passato e nel futuro, perché questo è il gioco dei cromosomi, delle mescolanze tra gli esseri umani. Invece noi ci comportiamo come se i bambini fossero vuoti. Vi consiglio di leggere i libri di Alice Miller, una grande studiosa tedesca che ha analizzato le radici della violenza, vi consiglio in particolar modo “Le radici della violenza” sulla storia di Hitler dove si cerca di analizzare che cosa c’è alla base del comportamento di una persona malata come lo è stato Hitler che ha rovesciato tutto questo suo odio nel mondo. Non voglio entrare nel merito, ma vorrei arrivare alla radice, come ad esempio chiedendosi, rispetto alla ragazzina che si distrugge con la droga, cosa gli è successo dentro… perché è arrivata a quel punto… Questo è un grosso problema che ci dobbiamo porre! I risultati del nostro modo di porci nei confronti dell’infanzia ne fa conseguire che i bambini sono sempre più irritabili, si notano sempre più degli accenni di depressione nei bambini di 2 anni, senza tenere conto che il passaggio tra i 2 e i 3 anni è delicatissimo, mentre noi ci andiamo così, a cuor leggero, dicendoci finalmente sta in piedi, corre, gioca.. Li riempiamo di giocattoli che non hanno nessun significato, montagne di peluche e plastica con cui i bambini non fanno niente, si annoiano; in questo modo il loro cervello che è ricchissimo e che ha fame di esperienze e di esplorazione, sta nel vuoto, aggrediti dall’inutilità degli oggetti perché se il bambino piglia il cestino delle mele e le tira fuori e fa dentro e fuori, subito gli dicono: no non si tocca, le cipolle no per carità, non si tocca, apre lo sportellino: no fermo che me lo ammacchi… Ma che deve fare questo bambino? Siccome sono così agitati, poi non dormono più, rifiutano il cibo, vanno dal pediatra che gli da il Nopron e poi diventano ancora più agitati, vanno a scuola non hanno concentrazione e non stanno mai fermi.”(..)

Parole a tratti un po’ dure, ma in alcuni casi ancora tristemente reali e attuali. Vi auguro una buona lettura e delle buone riflessioni.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

“IL MONTESSORI A CASA” di Alessia Salvini