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IO ADULTO…COSA POSSO IMPARARE OSSERVANDO MIO FIGLIO?

Dopo aver compreso l’importanza e l’utilità dell’osservazione nei confronti dei nostri bambini e come attuarla, in questo articolo voglio approfondire questo “lavoro”, osservandolo da un altro punto di vista, ponendomi questa domanda: “A me come adulto perchè serve osservare il mio bambino, e cosa posso imparare da tutto questo?”

Ricordiamoci innanzitutto che osservando i nostri bambini l’unica certezza che possiamo avere, è che le loro preferenze, i loro interessi e le loro capacità subiscono cambiamenti imprevedibili da un giorno all’altro.

Vi consiglio sempre di prendere nota delle vostre osservazioni, di tenere un “diario”; oggi sarà utile per la preparazione di un ambiente rispondente per i vostro bambino, domani sarà un meraviglioso ricordo relativo alla crescita e alle evoluzioni di vostro figlio.
Ogni volta che osservate il vostro bambino, cercate di dimenticare le esperienze o le percezioni precedenti e concentratevi su quanto accade in quel preciso istante.

Ed è da questo concetto che voglio partire. Mettiamoci in condizioni di osservare il nostro bambino con la mente libera, pulita da ogni preconcetto e giudizio, ma soprattutto con un’attenzione totale a quello che stiamo facendo, senza pensare a “dopo” o a “prima” o a qualsiasi altra cosa. Stiamo osservando il nostro bambino e quindi mi concentro su questo.

Cosa stiamo facendo? Quale possibilità ci sta offrendo il nostro bambino? Stiamo mettendo un’attenzione totale e consapevole all’azione che stiamo svolgendo, ci stiamo concentrando, siamo nel “qui ed ora”….siamo anche noi in quella “forma di meditazione” che Maria Montessori descrive e vede nel bambino quando lavora ripetutamente, ed è “dentro quel lavoro”, niente lo disturba, la sua mente è lì.

Lo so, per noi è un grande lavoro, un grande sforzo consapevole da fare, noi non siamo più abituati a fermarci su una cosa, a vivere il momento che stiamo vivendo concentrandoci solo su questo. Nel bambino, invece,a quell’età è naturale, perchè il suo interesse è mosso da una forza interiore, ancora inconsapevole (Periodi Sensitivi).

Nostro figlio ci sta dando quindi la possibilità di “meditare”, perchè la meditazione è attenzione: è essere presenti a sè stessi, è rilassarsi ed essere nel momento, è permanere nel “qui e ora”.

Anche in questa occasione, i nostri figli ci insegnano; il rapporto tra genitore e bambino è quindi un rapporto di coeducazione, in questo modo il bambino ci aiuta a emendarci, a migliorarci, a liberarci da vizi e difetti…

Concludo questo mio articolo confessandovi che questa è la parte del mio lavoro che amo di più: dare il mio aiuto consapevole alla crescita di un bambino attraverso la crescita/rinascita di un genitore, perchè ogni volta che nasce un bambino nasce anche un genitore.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

ATTIVITA’: SPAZZARE A TERRA

ETA’
Dai 20 mesi in poi.

DESCRIZIONE
– Grembiule
– Scopa con setole
– Scopino con paletta annessa
Entrambi dotati di foro o fettuccia per essere appesi.
– Cestino porta immondizia
– Scatolina per contenere pezzetti di carta che il bambino può gettare a terra per compiere autonomamente l’attività

PRESENTAZIONE
Con del nastro adesivo colorato creare a terra un rettangolo o un quadrato. Questo sarà lo spazio entro il quale verrà raccolta “l’immondizia” spazzata.
Si getta sul pavimento la carta a pezzetti (alcuni fogli strappati a piccoli pezzi). Il materiale da spazzare può variare in base alla capacità del bambino, successivamente potremmo gettare anche coriandoli di piccole dimensioni e successivamente farina gialla.
Si indossa il grembiule.
prendiamo la scopa (quella da adulti), e si impugna con le mani ben distanziate.
Compiendo un movimento oscillatorio si sposta lentamente tutta la “sporcizia” dentro lo spazio precedentemente designato.
Si ripone la scopa.
Si prende la paletta, si stacca lo scopino, ci si china, e con scopino si raccoglie tutta l’immondizia nella paletta.
Si getta l’immondizia nel cestino, facendo cadere tutto lo sporco dalla paletta, aiutandosi con lo scopino.
Si ripone scopino e paletta.
Si ripone il grembiule.
A questo punto la presentazione è ultimata e chiediamo, come sempre, al bambino se ora vuole continuare lui questo lavoro. Se Sì, lo aiutiamo a indossare il suo grembiule, e lo lasciamo lavorare per tutto il tempo che gli è necessario; altrimenti andremo a lavarci le mani e lasceremo che sia poi lui, con i suoi tempi ad avvicinarsi al lavoro.

SCOPO DIRETTO
Sviluppare l’attenzione e la concentrazione.
Sviluppare la coordinazione dei movimenti e la coordinazione oculo-manuale.
Sviluppare il senso dell’ordine.

SCOPO INDIRETTO
Favorire l’autonomia e l’amore per l’ambiente.

PUNTO D’INTERESSE
Convogliare tutto lo sporco nel cerchio.
Buttare il contenuto della paletta nel cestino.

(attività tratta da “IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini”)

LE 6 STRATEGIE DEL “NO MONTESSORIANO” E LE REGOLE

Come utilizzare i NO e limitare le lotte di potere.

1) Offrite alternative a vostro figlio. Quando è possibile permettetegli di scegliere tra due alternative accettabili. Per esempio, sta lavorando a un travaso con le mani di nocciole da un contenitore ad un altro, improvvisamente comincia a lanciare nell’ambiente le nocciole. Anzichè intervenire in modo autoritario con un “No” imperativo e quasi giudicante; ci rivolgeremo a lui con tono fermo e deciso (senza urlare) dicendogli: “Queste sono le nocciole del travaso, non possiamo lanciarle, cosa vuoi fare: vuoi continuare a travasare le nocciole o andare a tirare le palline contro i birilli?”.
A questo punto il bambino si sentirà “accolto e ascoltato”, con la possibilità di una scelta, ovviamente data in base a ciò che stiamo osservando, e non semplicemente “bloccato”!

2) Insegnategli/mostrategli a dire “NO” con educazione (noi dobbiamo essere il primo esempio per lui da emulare).
I bambini sono lo specchio di ciò che “assorbono” dall’adulto (o dagli adulti) che si occupano di lui. Quindi qualsiasi cosa ci capita di osservare nei nostri bambini, se non ci piace, deve essere un “campanello dall’allarme” per fare meglio noi, come adulti, la prossima volta o per migliorare quel particolare “atteggiamento” nei suoi confronti.

3) Regola importante: “La gentilezza e la cortesia sono valori importanti e fondamentali tra marito e moglie, tra mamma e papà, tra genitori e figli…in famiglia.

4) Non limitatevi a cedere. Fate un passo indietro con garbo. Spesso, trovando un compromesso, voi e vostro figlio otterrete tutto ciò che volete o quasi. A volte può essere utile anche una breve e semplice spiegazione in merito alla scelta che stiamo facendo.

5) Potete ridurre le lotte di potere concedendo al bambino un grado ragionevole di indipendenza e responsabilità. Così si sentirà “grande” e dotato di una certa autonomia.

6) Riservate i “NO” ai casi veramente importanti, per esempio vietando un’attività che potrebbe nuocere a vostro figlio o agli altri o provocare danni.

7) Noi adulti cerchiamo di non “prendere sul personale” gli atteggiamenti o le risposte dei nostri bambini.

E ricordatevi, anche se immagino che lo sappiate, che anche noi adulti sbagliamo, e più spesso di quanto possiamo credere. Questo è “buono” quando ce ne accorgiamo e siamo consapevoli di “cosa abbiamo fatto” e di “come avremmo potuto fare”. Bene! Questo è il punto di partenza per ammettere i nostri errori, chiedere “scusa” e spiegare l’errore che abbiamo commesso nei confronti dei nostri bambini (in questo modo interiorizzeranno anche loro questo concetto). E da qui partire per un, sicuramente impegnativo, ma meraviglioso lavoro di crescita e di miglioramento personale di noi stessi come adulti nei confronti dei nostri bambini.

Grazie ai nostri bambini….i nostri maestri.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

dal mio progetto “IL MONTESSORI A CASA”.

UN’ATTESA RAGIONEVOLE E’ UN’ESPERIENZA FORMATIVA – MONTESSORI

Questa capacità primordiale, presente già nel lattante, è agli albori del pensiero e si sviluppa, si arricchisce attraverso l’attesa, quel tanto che può sopportare senza sofferenza.
Questo non significa ‘non lasciar mai piangere un bambino’, ma solo essere pronti, senza addirittura anticipare i suoi desideri.
Significa allenarsi ad ascoltare i vari significati che il suo pianto può avere, ma non bloccarlo a ogni costo (con il seno, il succhiotto o più tardi con i dolciumi..)
Il pianto di un bambino ci angoscia. Le sue frequenze sonore, come quelle del pigolio di un pulcino o del mugolio di un cucciolo, servono per tenere all’erta la madre. Non si tratta di sfuggire a esso, di impedirlo, quanto invece di ‘leggere’ il desiderio che esprime, identificandosi, se possibile, con i bisogni del figlio.
Tra lasciarlo urlare a lungo in modo punitivo e prevenire ogni minima richiesta c’è il ruolo positivo dell’attesa, di quella frustrazione minima (“Non c’è, ma adesso arriva”) riempita a volte dalla voce della mamma (“Adesso vengo da te!”).
Accontentare ‘tutto e subito’.E’ una sorta di risposta onnipotente che, alla lunga, non regge e che ritarda per il bambino la capacità di separarsi dalla madre.
La relazione positiva tra loro due cresce con il tempo se i genitori restano vigili davanti alla richiesta del ‘tutto e subito’ che un piccolo esprime, se lo aiutano a realizzare piccoli rinvii, ad aspettare un ‘dopo’ che non sia troppo lontano, ad accettare una spiegazione semplice e ripetuta di un ‘no’ che comunque lo rassicura perchè il genitore è con lui e gli parla.
Oggi c’è l’abitudine di distrarre o di sostituire un oggetto con un altro per il timore che soffra, e se ne abusa, mentre si trascura la condivisione emotiva della sofferenza e delle paure.

Il piccolo che si dispera perchè si è fatto male cadendo va consolato con tanto di cerotto e coccole, senza negare il dolore (“Non è niente”), ma dicendogli: “Lo so che stai male, per questo ti tengo tra le braccia e ti aiuto”.
La bimba che vuole a ogni costo la bambola costosa come quella dell’amica non va distratta con qualcosa di sostitutivo o, peggio, subito accontentata, ma aiutata a capire il ‘no’ della madre con efficaci, tenere quanto ferme, spiegazioni.
Non trasformiamo i nostri bambini i avidi consumatori e ricordiamo che la frustrazione non negativa ma elaborata può essere la molla che aiuta a trovare creativamente soluzioni nuove, una spinta anche futura per l’individuo a ‘tirarsi fuori’ con i propri mezzi.
(G. Honegger Fresco)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
dal mio progetto per genitori e non… “IL MONTESSORI A CASA”.

LE REGOLE PER SCEGLIERE UNA SCUOLA DELL’INFANZIA

Durante i lavori di consulenza con le mamme e attraverso i messaggi e le mail che ricevo, una domanda risuona spesso tra le diverse richieste di informazioni: “Come faccio a scegliere la scuola dell’infanzia per mio figlio o mia figlia?

A prescindere che la scuola sia a metodo Montessori oppure no, quindi che si tratti di una tradizionale Scuola Materna o una Casa dei Bambini, ecco qui di seguito le azioni corrette da fare per una scelta più consapevole di una Scuola dell’infanzia per i vostri bambini.

Chiedete di visitarla quando ci sono i bambini. Entrate in modo discreto parlando a bassa voce, ma evitando di interrogare i piccoli. Poi iniziate ad osservare:

– se il clima sonoro della classe e della scuola è discreto o se gli adulti usano voci molto elevate;

– se le stanze appaiono ordinate, armoniose o con molti ornamenti sospesi;

– se i bambini hanno o no libero accesso all’acqua, alla terra, alla sabbia;

– se ci sono animali e piante e i bambini coinvolti nella loro cura;

– se il disegno è davvero libero o si usano schede di prescrittura da colorare;

– se si usano le forbici per varie attività di ritaglio;

– se si prevedono attività di cucina o di artigianato (come tessitura, cucitura, intrecci, collages, piegature con la carta, creta);

– quali e quanti sono gli oggetti e i giochi offerti alla libera scelta dei bambini;

– quanto è lasciato alla loro iniziativa;

– se possono giocare a terra (ci sono tappeti?)

– se si fa musica e si canta; che tipo di canzoni;

– se c’è abbondanza di libri di vario tipo;

– se il pranzo avviene in modo raccolto, quieto e se i bambini partecipano in qualche modo alla sua preparazione, allo svolgimento e al riordino;

– se i più piccoli, abituati in famiglia a dormire, possono riposare anche a scuola;

– se si esce regolarmente in giardino, in città o paese in piccoli gruppi e se si programmano le gite in pulmino;

– se il gioco della casa è curato nei particolari, con proposte diversificate;

– se vi è un orto didattico;

– se è previsto un periodo iniziale di ambientamento e se, almeno nei primi tempi, si può lasciare il bambino solo per mezza giornata.

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori
“IL MONTESSORI A CASA”

(bibliografia: Grazia Honegger Fresco)

(immagine della Scuola Bilingue Montessori Milano)

ATTIVITA’ MONTESSORI: IL MOMENTO DEL PASTO (dai 7 mesi in poi)

– DESCRIZIONE
– un vassoio o cestino contenente tutto l’occorrente per il pranzo
– una tovaglietta
– un bavaglino
– una ciotola o piccolo piatto in ceramica
– un piccolo bicchiere di vetro
– due cucchiaini in acciaio, uno per il bambino e uno per l’adulto
– una eventuale spugnetta per raccogliere il cibo che cade

ATTIVITA’
Una volta che il bambino è seduto a tavola (o al suo tavolino), si trasporta il vassoio pronto, con il cibo, al tavolo e si appoggia lentamente.
Ci si siede di fronte al bambino, si estrae la tovaglietta e si stende davanti al bambino. “Adesso indossiamo il bavaglino” e si aiuta il bambino a indossare il bavaglino.
Si posiziona la ciotola al centro della tovaglietta e si pone un cucchiaio alla nostra destra e l’altro alla destra del bambino.
Molto lentamente si prende un po’ di cibo dal piatto e lo si offre al bambino, è importante cercare e comprendere il ritmo del bambino senza insistere.
“Hai sete?” si offre dell’acqua al bambino porgendogli il bicchiere.
Si mantiene il contatto visivo con il bambino che se desidera potrà prendere il suo cucchiaio e provare a portare il cibo alla bocca da sè. Se il bambino sperimenta di toccare il cibo con le mani, lo lasciamo fare.
Quando il bambino ci sembra sazio, o allontana la ciotola in segno di rifiuto, la prendiamo la rimettiamo sul vassoio insieme alle posate. Togliamo il bavaglino al bambino, sempre descrivendogli i movimenti che si compiono.
Arrotoliamo la tovaglietta e la ritiriamo. Ci si alza, si riordina la sedia. Si prende il vassoio e lo si porta in cucina.
A seconda dell’età del bambino il momento del pasto sarà molto differente, egli diventerà sempre più partecipativo ed indipendente.

SCOPO DIRETTO
Cura di sè nel momento del pasto.

SCOPO INDIRETTO
Sviluppare l’indipendenza.
Favorire la relazione con il bambino.
Sviluppare il linguaggio.
Stimolare la concentrazione.

PUNTO D’INTERESSE
Il cibo

(attività tratta dal mio Album come Educatrice Montessori)

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori

QUAL E’ IL TUO SCOPO COME “GENITORE MONTESSORIANO”?

Servono oggetti semplici per preparare un ambiente montessoriano, predisporre i lavori nell’ambiente e…attendere l’interesse del bambino attraverso la sua libera scelta; un momento decisivo anche per noi adulti: attendere, un passaggio che non siamo più abituati a fare.

E quando tutto questo accade, è perché abbiamo dato fiducia al bambino, in lui si compie il miracolo della concentrazione, esso sperimenta, ripete per tutto il tempo che ritiene necessario, si autocorregge fino a possedere l’abilità desiderata, interiorizzando concetti astratti e maturando una importantissima e unica fiducia in se stesso….tutto questo ascoltando il suo “maestro interiore” con accanto un adulto discreto e attento, non più “direttivo” ma “in ascolto” dei suoi bisogni, accanto a lui.

Come cambia la figura dell’adulto nell’ambito scolastico montessoriano?
La maestra perde quel ruolo direttivo, ordinante e diretto, nei confronti del bambino, e acquisisce un nuovo ruolo che non sarà più un semplice “Fare”, ma sarà un “Essere”! Un “Essere maestra” in modo discreto ponendo attenzione all’osservazione del bambino, preparando per lui lavori rispondenti, predisporli in un ambiente a sua misura e attendere….attendere che sia il bambino ad andare al lavoro. Questo “piccolo” dettaglio.. è quello che “cambia tutto”, dietro questo c’è da parte dell’adulto la fiducia nel bambino e la libera scelta in un ambiente preparato con delle regole ben chiare e definite.

Solo in questo modo può nascere la concentrazione quella vera, quella che si ripete per volere del bambino stesso; e solo in questo modo il bambino riuscirà a vivere vere esperienze di “Libera Scelta”, di Libertà, che esercitata in questo modo, tutti i giorni, lo porterà ad essere più facilmente un essere pensante e agente liberamente, con più potere decisionale e quella sensazione di “libertà di scelta” che si porterà dietro per tutta la vita.
Certo crescerà, gli ambienti che frequenterà saranno diversi, scuola, lavoro, socializzazione, ma quella libertà lui l’avrà fatta sua ne periodo più importante della sua vita, nei suoi primi 3 anni, in quel momento dove la sua mente assorbente “incarnava” tutto ciò che viveva, tutto ciò che era esperienza.
Quindi GRAZIE a quegli adulti che oggi scelgono fin dalla nascita dei loro bambini questa filosofia di vita o metodo educativo che sia….insomma il Montessori.

Oggi è dura, a volte durissima, l’ho visto in primis da mamma, e lo vedo con tutti i genitori con i quali lavoro. Ma vi rassicuro, il raccolto di questa grande semina, lo raccoglierete, eccome se lo raccoglierete, lo vedo personalmente dopo quasi 10 anni di “educazione e approccio Montessoriano” dove, grazie a mia figlia sono “cresciuta tanto” anch’io….abbiate fede, una grande fede nei vostri bambini e in voi stessi.
E un giorno, quando lasceremo nelle mani dei nostri figli questo mondo, potremmo pensare e comprendere che uno degli scopi più importanti della nostra vita lo abbiamo assolto…e bene!
Buona vita e buon Montessori a voi tutti!

Alessia SalviniTataFamilyCoach Montessori

MONTESSORI – ATTIVITA’ DEL PRANZO: PREPARARE LA SPREMUTA

ATTIVITA’ DEL PRANZO MONTESSORI: PEPARARE LA SPREMUTA.

– Età
Dai 24 mesi

– Descrizione
Tavolino lavabile
Vassoio
Spremiagrumi dotato di contenitore raccogli succo
Piatto contenente gli agrumi tagliati a metà
Bicchiere
Contenitore per gli agrumi spremuti
Cucchiaino
Grembiule per le attività di cucina
Piccolo straccio per asciugare il tavolo

– Presentazione
Quando il bambino ha mostrato interesse per questo tipo di attività lo si invita al tavolino, nominando il lavoro che si andrà a svolgere. Si aiuta il bambino a indossare il grembiule.
Con la mano destra si afferra la metà dell’agrume e si va ad appoggiare la faccia tagliata facendo coincidere il centro con la punta dello spremiagrumi, si preme con forza, si lascia leggermente la presa e si fa ruotare la mano più volte fino a che l’agrume sarà tutto spremuto.
Si mette l’agrume spremuto nell’apposito contenitore.
Con la mano sinistra si tiene lo spremiagrumi, con la mano destra si afferra il cucchiaino e, facendolo girare sulla polpa spremuta, si fa scendere l’eventuale succo residuo.
Si toglie la parte superiore dello spremiagrumi.
Si invita il bambino (se lo desidera) a versare il liquido spremuto nel bicchiere.
Col cucchiaino si svuota la parte residua della polpa rimasta solo spremiagrumi nel contenitore delle grucce spremute.
Si va al lavandino a lavare lo spremiagrumi e lo si asciuga.
E infine si pulisce il tavolo.

– Scopo diretto
Coordinazione oculo-manuale.
Sequenzialità delle azioni.

– Scopo indiretto
Concentrazione.
Sviluppo dell’autonomia.

– Punto d’interesse
Premere con forza l’agrume sullo spremi agrumi.
Vuotare il succo spremuto nel bicchiere.

(Attività tratta dal mio Album di Educatrice Montessori)

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori

MATERIALE SCIENTIFICO SENSORIALE MONTESSORI: LA TORRE ROSA

– Età
Dai 30 mesi.

– Descrizione
Dieci cubi di legno di colore rosa, il più grande ha un lato che misura 10 cm, il più piccolo 1 cm e degradano di 1 cm per cubo.

– Presentazione
Una volta che il bambino ha mostrato interesse per questo tipo di attività, lo si invita a prendere un tappeto e arrotolarlo a terra nel posto scelto per lavorare.
“Vuoi lavorare con la torre rosa? Ti faccio vedere come si utilizza..”
Si va a prendere la torre rosa con le “mani preparate in senso verticale a palmo piatto”, la si trasporta sul tappeto un cubo alla volta partendo dal più piccolo e ponendo i cubi in ordine sparso.
Con questo tipo di presa verrà naturale afferrare i cubi più piccoli con i soli due indici, mentre i cubi più grossi con le mani intere.
Una volta che tutti i cubi sono sparsi sul tappeto ci si rivolge al bambino dicendo: “Fra tutti questi cerco il più grande.”
Lo si prende e lo si appoggia in un angolo del tappeto. Riferendosi ai cubi rimasti si dice al bambino: “Ora fra tutti questi cerco sempre il più grande”.
Lo si sovrappone al precedente cubo mettendolo bene al centro.
Si procede in questo modo per tutti i restanti cubi impilandoli correttamente.

” Vuoi lavorarci tu ora?”
E se il bambino vuole, lo si lascia lavorare liberamente per il tempo che desidera, osservandolo e ritirandosi con discrezione.
Quando il bambino avrà esaurito il suo interesse per l’attività, lo si inviterà a riporre il materiale scomponendo la torre rosa dal tappeto e rimontandola sul suo piedistallo o nel posto dove va ritirata.

– Scopo diretto
Educazione visiva delle dimensioni.
Affinamento della coordinazione oculo-manuale.

– Scopo indiretto
Sviluppo della volontà e della concentrazione.
Formazione della mente logico-matematica.

Lezione dei tre tempi.
Si rapporta la torre rosa sul tappeto.
Si isolano il cubo grande e il cubo piccolo.

– Primo tempo:
“Questo è grande!”
Si manipola il cubo grande e lo si offre al bambino.
“Questo è piccolo!”
Si manipola il cubo piccolo e lo si offre al bambino.

– Secondo tempo:
(E’ molto importante e va prolungato fino a quando il bambino non risponde prontamente, se incontra qualche difficoltà lo si può aiutare a riconoscere l’oggetto a cui si riferisce indicandoglielo)
“Mi dai il cubo piccolo..”
“Mi dai il cubo grande..”
“Metti qui il cubo grande..”
“Metti qui il cubo piccolo..”
“Tocca il cubo piccolo..”
“Tocca il cubo grande..”

– Terzo tempo: si indica un oggetto per volta.
“Questo com’è?”
“E questo…com’è?”

– Scopo diretto
Sviluppo del linguaggio.
Educare l’occhio a riconoscere la dimensione dell’oggetto, osservare e fare confronti con gli oggetti, provocare il ragionamento sull’eventuale errore e la sua correzione.
Graduare gli oggetti secondo le loro differenze.

– Scopo indiretto
Preparazione alla formazione della mente matematica (dimensioni, grandezza).

(Attivitá Montessoriana tratta dal mio Album di Educatrice Montessori)

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori

ATTIVITA’ MONTESSORI: LA PREPARAZIONE DELLA MERENDA

Un modo per incoraggiare vostro figlio a consumare spuntini sani è invitarlo o meglio ancora, a dargli gli strumenti e mostrargli come prepararseli da solo.

Se osservate che il vostro bambino è molto interessato ai vostri lavori di vita pratica in cucina e a tagliare, potrebbe essere il momento di mostrargli come si utilizza un coltellino, scegliendone uno con la punta arrotondata e con la lama affilata quanto basta per tagliare una banana o del formaggio morbido.
Mostrategli come afferrare il manico e come utilizzare la posata per spalmare il burro, marmellata e simili. In seguito, dopo che il bimbo avrà imparato ad eseguire questa operazione, potrete mostrargli ad adoperare il coltello per tagliare un alimento molle, per esempio una banana.
Il passaggio successivo, quando sarà un po’ più grande, più forte e più capace di controllare la posata, passate a cibi più difficili come carote e sedano.

Assicuratevi che possa accedere con facilità, senza aiuto, e quindi in completa autonomia, a tutti gli utensili e gli ingredienti di cui ha bisogno per prepararsi la merenda, ricordando di riservare un piano basso agli alimenti che vanno conservati in frigorifero.

Quando avrà acquisito una sufficiente sicurezza, invitatelo a preparare un piatto con una banana affettata e qualche crackers spalmato di marmellata. Aggiungete un po’ di stuzzicadenti (o se preferite delle piccole forchettine) per raccogliere le fettine di frutta dal piatto e suggeritegli di offrire lo spuntino a tutti i membri della famiglia.

Questa modalità di approccio è molto importante per aiutare a rendere sempre più autonomo e responsabile il bambino, e non solo, si va anche a lavorare sul suo senso dell’ordine. Infatti sarà lui che autonomamente andrà a prendere gli attrezzi e gli alimenti che gli servono, compirà il lavoro e dopo che avrà consumato la sua merenda,  la fase di riordino potrà essere quella di portare un oggetto per volta al lavandino e procedere al lavaggio.

Sarà compito del genitore, come sempre, mostrargli la prima volta come si fa: trasportare gli oggetti al lavandino, l’utilizzo del sapone per i piatti, della spugna e il risciacquo con acqua corrente.

La vita, come il Montessori, va mostrata.

E se proprio vogliamo, e il bambino è interessato, possiamo proporgli (mostrandogliela) l’asciugatura delle stoviglie e delle posate con riordino delle stesse al loro posto.
Questa sarà una conclusione del lavoro che lo gratificherà tantissimo, l’acqua ha infatti sempre un gran potenziale di concentrazione e nello stesso tempo di rilassamento nel bambino. E se per caso capiterà che non avrà voglia di farlo, non preoccupatevi, non forzatelo, sarà poi lui, quando nutrirà quell’interesse, a farsi avanti per sperimentare sempre più esperienze di vita pratica che vede fare a voi quotidianamente in casa, nel suo ambiente.

Infine un’altra interessante attività che si può scegliere di proporre al bambino in questo contesto è ovviamente l’apparecchiatura, utilizzando il  tavolino (con un paio di sedie abbinate) alla sua altezza che solitamente adopera per i suoi lavori; utilizzando, volendo, le pratiche tovagliette con già disegnate sopra le posizioni dove andranno disposte posate, piatto e bicchiere. E chiudendo il ciclo del lavoro: la sparecchiatura.

So che qualcuno mi scriverà sicuramente per chiedermi l’età a cui proporre queste attività, come sempre vi rispondo che non c’è un’età fissa, vi potrei dire intorno ai 2 anni di età, ma sarà come sempre il vostro bambino, attraverso la vostra osservazione, a dirvi quando sarà ora di predisporlo nell’ambiente.

Buon lavoro e buone merende a voi tutti!

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori
“Il Montessori a casa” di Alessia Salvini
Educatrice Coach Consulente Familiare