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SCATOLA DEL RITAGLIO MONTESSORI

Età: dai 24 mesi.

  • Descrizione
    Una scatola di cartone molto resistente rivestita con carta fiorentina (o una carta piuttosto resistente bella, ma che non rappresenti personaggi tv ecc.), divisa in due scomparti:
    – quello a destra suddiviso in ulteriori tre scomparti (vedi disegno)
    – nel primo partendo dall’alto la forbice che dovrà  essere con le punte arrotondate e delle dimensioni adatte per essere facilmente impugnata da un bambino di questa età;
    – nel secondo e nel terzo scomparto saranno collocate delle strisce rettangolari di cartoncino leggero con tracciati segmenti che si desiderano far tagliare al bambino.

 

  • Presentazione
    Quando il bambino mostra interesse per questo lavoro, si prende la scatola con entrambe le mani e la si porta al tavolo.
    Si invita il bambino a sedersi.
    Ci si siede alla destra del bambino.
    Si prende con la mano sinistra “punta delle forbici” e la si solleva di fronte a noi e al bambino
    Si alza lentamente la mano destra e infiliamo le dita negli anelli della forbice:

si infila il pollice nella presa superiore più piccola mentre il medio si infilerà nella presa inferiore più grande, l’indice sostiene la forbice.
Solo a questo punto stacchiamo la presa della mano sinistra dalla  forbice.
Con la mano sinistra afferriamo una striscia di carta.
Si tiene la forbice ben dritta davanti a noi.
Si apre molto lentamente e si posiziona in corrispondenza del primo segmento sulla destra, presente sulla striscia di cartoncino.
Con un movimento deciso si chiude la forbice tagliando così l’estremità del cartoncino, facendolo cadere nell’apposito ciotolino contenitore.
Si apre nuovamente la forbice e si posiziona in corrispondenza dell’ultimo segno tracciato sulla destra del cartoncino.
Si procede nello stesso modo per terminare il ritaglio.
Si ripone la forbice nella sua sede.
Si chiede al bambino se desidera provare a tagliare una striscia di cartoncino.
In caso affermativo lasciar sperimentare al bambino questa attività per quanto tempo lo desidera.
Al termine del lavoro il bambino potrà scegliere se buttare i suoi ritagli oppure raccoglierli in un apposito contenitore o busta, per poi utilizzarli eventualmente in futuro per un collage.
AI termine dell’attività si ripone la scatola del ritaglio al suo posto.

 

  • Scopo diretto
    Affinamento delle abilità manuali del bambino.
    Favorire una buona coordinazione oculo-manuale.
  • Scopo indiretto
    Favorire la concentrazione.
  • Punto d’interesse
    Riuscire a tagliare autonomamente.

 

  • Varianti
    Strisce che aumenteranno progressivamente di misura in altezza.
    Linee spezzate e curve.
    Percorsi più o meno semplici.
    Forme
    Sagome di animali

    Lavoro tratto da “IL MONTESSORI A CASA” (il libro)
    di Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori.

ATTIVITA’: MANIPOLAZIONE: PREPARAZIONE E PRESENTAZIONE

Età: dai 24 mesi.

Descrizione

Cosa  e come predisporre in casa uno spazio di lavoro per la manipolazione:
• un tavolino
• due sedie
• un vassoio contenente formine ( anche metalliche, da biscotto) di ridotte dimensioni
• matterello
• spatoline, per intagliare la pasta
• rotelle tagliapasta
• pasta, chiusa dentro un contenitore ermetico
Il materiale per lavorare la pasta può essere variato e aggiunto, in seguito a una nostra osservazione e alle preferenze dei bambini.

Presentazione

Quando il bambino mostra interesse per questo lavoro, ci si siede con lui al tavolo alla sua destra.
“Ora ti faccio vedere come si lavora con la pasta”
Si prende il contenitore con due mani e ce lo si appoggia davanti.
Si apre e si prende il sacchetto con la pasta.
Si estrae la pasta dal sacchetto.

Con la mano destra stacchiamo un pezzo di pasta.

Si appoggia sul tavolo, rivestito di tela cerata.
Riponiamo la pasta rimanente dentro al sacchetto, e successivamente nel contenitore.

Con la pasta isolata si inizia l’attività:

  • si schiaccia in una mano
    • si passa da una mano all’altra
    • si preme sul tavolo con il palmo della mano
    • si passa tra i due palmi roteando per darle una forma sferica
    • si passa avanti e indietro sotto il palmo, sul tavolo, per farne un serpente
    • si fanno tanti pezzi
    • si riuniscono
    • si appiattisce e si passa il matterello, poi intaglio con le formine, con la rotella e così via …
    “Vuoi provare?” E si lascia che il bambino esplori il materiale e che esaurisca il suo interesse. AI termine dell’attività lo si invita a riporre la pasta nuovamente nel sacchetto e poi nel contenitore, e a riporre tutti gli attrezzi nel vassoio.

Scopo diretto
Sviluppare la manualità

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione e l’indipendenza.
Raffinamento psico-motorio e coordinazione oculo-manuale.

Punto d’interesse
Modificare le forme della pasta con la propria forza.

Varianti
Si potranno usare diversi materiali per la manipolazione, se il bambino è molto piccolo, è più opportuno un materiale completamente commestibile, esempio:

RICETTA PRIMA PASTA:

  • 3 tazze di farina bianca
  • 3 tazze di acqua
  • l tazza di sale fino
  • 3 cucchiai di olio
  • 2 cucchiai di cremortartaro
  • colorante alimentare o zafferano o succo di barbabietola …

Procedimento:
Mettere tutti gli ingredienti in una casseruola.
Mescolare energicamente e far cuocere lentamente sul fuoco fino a quando la palla che si è formata si stacca dal fondo della casseruola.
Conservare, dopo l’utilizzo, in un sacchetto di plastica ben chiuso, così durerà più a lungo.
E’ una ricetta alimentare e pertanto non tossica.
Da evitare per chi fosse intollerante al glutine.

Successivamente potremmo inserire:

  • pasta al sale
    • argilla
    • creta

Osservate….preparate…presentate e…Buon lavoro a voi tutti!

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

INSERIRE ED ESTRARRE BOTTONI – ATTIVITA’ MONTESSORI

INSERIRE ED ESTRARRE BOTTONI – ATTIVITA’ MONTESSORI

Età: dai 14 mesi

Descrizione

Vassoio contenente:

  • una barattolo in cartone foderato (o in metallo) dotato di fessura sul coperchio superiore apribile e richiudibile.
  • ciotola contenente circa 7 bottoni (o gettoni) tutti uguali

Presentazione

Quando il bambino ha mostrato interesse per questo lavoro, si afferra il vassoio con entrambe le mani e lo si trasporta al tavolo.  Se il bambino è in grado e vuole trasportare il vassoio lo si invita a farlo.

Si invita il bambino a sedersi.
Ci si siede alla destra del bambino.

“Ti faccio vedere come si infilano i bottoni”.

Con la mano sinistra si tiene la scatola. Con la mano destra si prende un bottone con la presa a pinza.
Si solleva il bottone e lo si sposta sulla fessura.
Con l’indice della mano sinistra indichiamo la fessura.
Inseriamo il bottone per metà per qualche istante, poi lo lasciamo cadere.
Si ripete l’operazione con tutti i bottoni.
Si pone la scatola in modo che il bambino veda l’apertura.
Con la mano sinistra si tiene fermo il barattolo, con la mano destra si afferra il coperchio superiore e lo si apre:

“Aperto”.

Si appoggia il coperchio di lato, e prendendo  il barattolo  con entrambe le mani, lo si solleva e si rovesciano i bottoni nella ciotola.
A questo punto si riposiziona il barattolo alla destra della ciotola.
Si chiede al bambino se desidera utilizzare il lavoro.
Si lascia il bambino libero di esplorare il materiale, che si dedichi all’attività senza intervenire.
Quando il bambino ha terminato il lavoro, lo si invita a riporre il materiale. Se il bambino è in grado di trasportare il lavoro, lo si accompagna.

Scopo diretto

Coordinazione oculo-manuale, manipolazione. Coordinazione dei movimenti della mano, delle dita e del polso.

Scopo indiretto

Favorire la concentrazione.
Lavoro da sinistra a destra: senso della scrittura.

Punto d’interesse

Inserire il bottone nella fessura.
Rumore prodotto dal bottone che cade e “sparisce” dentro il barattolo.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
Lavoro tratto dal progetto: “IL MONTESSORI A CASA”

 

 

I TELAI DELLE ALLACCIATURE MONTESSORI: IL TELAIO CON I BOTTONI

I TELAI DELLE ALLACCIATURE MONTESSORI: IL TELAIO CON I BOTTONI

I telai sono oggetti che servono ai bambini come esercizi di analisi dei movimenti, così strutturati: un telaio di legno che porta due rettangoli di stoffa i quali si possono unire/allacciare.
Ogni telaio presenta un differente modo di unione: bottoni, ganci, lacci, nastri, fibbie, automatici ecc. Questi oggetti di sviluppo si riferiscono agli atti pratici del vestirsi. I due lembi di stoffa devono prima essere giustapposti in modo che ai due lati si corrispondano reciprocamente per essere allacciati.
Se questi sono occhielli nei quali si deve infilare un laccio, ovvero se sono asola e bottone, o nastri da annodare, richiedono manovre diverse, e abbastanza complesse per poter far distinguere al bambino gli atti successivi; ciascuno dei quali deve completarsi prima di procedere all’altro.

Esempio: il bottone deve essere preso con una mano mentre l’altra tira l’asola in modo che essa ed il bottone messo di taglio si sovrappongano; poi il bottone passa; quindi esso viene ancora disposto orizzontalmente.
Dopo che viene mostrato con esattezza il modo di procedere, il bambino continua indefinitamente a provare e riprovare, abbottonando e sbottonando molte volte, fino a che acquista abilità e sveltezza.
(Maria Montessori, “La scoperta del bambino”)

TELAIO CON BOTTONI GRANDI

Età: dai 24 mesi

Descrizione
Telaio quadrato in legno con cinque chiusure a bottone di egual grandezza e di egual colore.

Presentazione
Quando il bambino mostra interesse per questa attività, si prende il telaio e lo si porta al tavolo nominandolo.
Si appoggia il telaio sul tavolo, si invita il bambino a sedersi e ci si siede alla sua destra.
Con le dita della mano sinistra (presa a pinza) si afferra il primo bottone in alto.
Con le dita della mano destra (presa a pinza) si afferra il lembo di stoffa accanto all’occhiello del bottone che si sta per sfilare.
Si allarga leggermente l’occhiello e vi si inserisce parte del bottone
spingendolo delicatamente.
Con la mano destra si lascia la presa del lembo di stoffa e si afferra il bottone che sta passando attraverso l’asola.
Con la mano sinistra si lascia la presa del bottone e si afferra il lembo di stoffa.

Con la mano destra si tira completamente il bottone fino a sfilarlo.
Si ripete l’operazione anche per gli altri quattro bottoni.
Si procede ad aprire prima un lato e poi l’altro dei due lembi di stoffa.
Si afferra con le due mani (presa a pinza) gli angoli della stoffa del
lato delle asole e lo si apre, si procede nello stesso modo e si apre il lato dei bottoni.
Si fa una breve pausa per far notare al bambino l’apertura.
“Aperto”.
Si afferra sempre con le due mani, e la presa a pinza, i due angoli della stoffa coi bottoni e la si chiude.
Si procede nello stesso modo chiudendo anche il lato di stoffa con le asole e si cerca di sovrapporre quest’ultime ai bottoni.

Si comincia l’abbottonatura.
Con la mano destra (presa a pinza) si afferra l’asola.
Con la mano sinistra (presa a pinza) si afferra il bottone e lo si spinge infilandolo per metà nell’asola.
Con la mano destra si lascia l’asola e si afferra il bottone.
Con la mano sinistra si lascia il bottone e si afferra l’asola.
A questo punto con la mano destra tiro il bottone fino a farlo uscire del tutto. Si ripete la stessa operazione per anche gli altri quattro bottoni.
“Chiuso”.
Terminato il lavoro si prende il telaio e lo si rimette al suo posto.

Scopo diretto
Coordinazione oculo-manuale.
Raffinamento della presa a pinza.
Sviluppo dell’indipendenza.

Scopo indiretto
Ordine logico e sequenzialità delle azioni.
Favorire l’indipendenza nello svestirsi e nel vestirsi.
Arricchimento del linguaggio.

Punto d’interesse
Riuscire ad infilare completamente il bottone.

Alessia Salvini

(tratto dal mio progetto e futuro libro “IL MONTESSORI A CASA” – Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori)

METODO MONTESSORI: QUALI SONO I LIMITI POSTI AI BAMBINI?

NEL METODO #MONTESSORI QUALI SONO I LIMITI POSTI AI BAMBINI??

“Nel nostro lavoro c’è molto rispetto per la libertà individuale, è uno spazio di libertà che si dà al #bambino ma non senza limiti; il bambino può scegliere ma ci sono alcune cose che non può fare, per esempio non può togliere un gioco ad un altro bambino.

Se capita ad esempio che un bimbo arraffa un giochino a quell’altro, con gentilezza l’educatrice cerca di far capire al bimbo in questione che ci potrà giocare più tardi con quello stesso gioco e nel frattempo di prenderne un altro. Ovviamente non si ottiene subito il risultato voluto, i bimbi poi adesso sono abituati a dimenarsi a terra e urlare per ottenere le cose.

Questo è un criterio per cui di ogni oggetto c’è un solo esemplare e i bambini sanno che lo possono tenere per tutto il tempo a loro necessario, dopo però lo devono rimettere a posto, i piccolini all’inizio non lo sanno fare, lasciano le cose in giro, allora con pazienza si insegna che se questo è il posto del bicchiere lì va rimesso, ed è compito della maestra curare l’ordine dell’ambiente.

I visitatori che vengono nelle nostre scuole sono sempre molto colpiti dall’ordine che è un punto di riferimento visivo per il bambino. C’è una grande libertà però ci sono dei confini molto precisi. I bambini oggi fanno di tutto e di più perché i #genitori non mettono confini, per questo le maestre sono disperate; bisogna ricominciare con pazienza a dire si, no, si può fare, tanti si molto concreti con gli oggetti a disposizione, questo è molto importante, di modo che i bambini abbiano tante cose da fare concrete al loro livello(…).

Però i No vanno detti senza rabbia, senza giudizio, devono impararlo questo le maestre.

Gli devi dire il tuo di no, quello giusto, che lo aiuta a darsi una regola e questo è per i bambini una cosa straordinaria, osservare come già nei piccolini comincia questo senso di responsabilità, del capire che la bambola va rimessa nella sua culla, perché dopo c’è qualche altro bambino che ci vuole giocare. Ci sono tante modalità per far crescere i bambini con questo senso di rispetto per l’ambiente, visto che l’adulto ha preparato per loro in modo molto rispettoso l’ambiente in cui loro vivono(…)

Bisogna dare al bambino il tempo di imparare, ma non facendo delle prediche o sgridandoli o punendoli, ma semplicemente avendo un atteggiamento molto tranquillo sapendo che la #regola è quella e che fa stare bene il bambino, perché lui sa come si deve comportare. Il metodo #Montessori offre ai bimbi #autonomia, ricchezza e indipendenza e allo stesso tempo questo senso di calma e di ordine che parte dal fatto che l’educatore non grida mai, perché l’adulto non deve mai alzare la voce, deve parlare ai bambini con rispetto, come si fa tra persone amiche”.

(Grazia Honegger Fresco)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori – IL MONTESSORI A CASA

Perchè scegliere “Il Montessori a casa”? Una motivazione per mio figlio…e per me come genitore.

“L’educazione moderna, che osserva il bambino assai prima di arrischiarsi a volerlo educare, deve finalmente penetrare anche nella famiglia e crearvi oltre a un nuovo bambino, nuovi padri e nuove madri.”

Ma, ancora oggi né padre, né madre sono preparati a questo difficile compito. Di conseguenza, a volte, questa grande responsabilità, è lasciata un po’ al caso, alla buona volontà o nella scelta, da parte dell’adulto, di mettere in campo lo stile educativo che lui stesso ha ricevuto da bambino.

“Molti genitori esigono che i figlioli si sottomettano senza discussione ai loro ordini, e nello stesso tempo vogliono essere amati con tutto il cuore. Anche qui i figli  sono spesso i maestri dei genitori, poiché i loro pensieri sono puri e i sentimenti di una giustizia incredibile”.

“Se si sono tarpate le ali al suo giocare e al sano impulso verso l’attività, gli si impedisce quella che è la più naturale delle espressioni vitali: l’occupazione.”

Il bambino alla nascita è una creatura che ha un’anima e se dobbiamo curarci del suo bene non basta accontentarne i bisogni materiali: bisogna aprirgli la via per lo sviluppo spirituale, bisogna, fin dal primo giorno, rispettare i moti del suo animo e saperli assecondare.

Facciamo un passo in dietro…oggi, quando lavoro con un genitore e lo accompagno in un percorso di crescita ed educazione più consapevole del proprio bambino trovo perfetto condividere, approfondire e discutere queste parole di Maria Montessori: “La preparazione all’educazione è uno studio di se stessi, e la preparazione di un maestro o di un genitore che deve e vuole aiutare la vita, implica assai più di una semplice preparazione intellettuale: è una preparazione spirituale!” Come vi sentite rispetto a questo concetto?
La conoscenza è importante, indispensabile, perchè è da questa che bisogna partire, poi però bisogna mettere in pratica questi concetti, tradurli in azioni quotidiane, farle diventare sempre di più nostre…di modo che attraverso il nostro “Fare” vadano a ricreare o addirittura a fare rinascere il nostro “Essere”.

E dice anche…: “ i problemi dell’educazione si risolvono con la semplicità, la FIDUCIA e la stima del bambino. Ci sono pedagogisti che dicono che bisogna conoscere la pedagogia, ma la cosa fondamentale invece è la FIDUCIA NEL BAMBINO, la fede nelle sue forze, il rispetto della sua personalità, il riconoscimento che egli è superiore a ciò che crediamo”.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori  –  “IL MONTESSORI A CASA” 

POSSIAMO SCEGLIERE DI CAMBIARE PER I NOSTRI FIGLI?

Solo analizzando le nostre reazione emotive possiamo evitare il rischio di giudicare a vuoto, di buttare sull’altro i nostri modi di vedere. E’ un rischio sempre presente, tuttavia ridimensionabile se si vive il rapporto con i figli non in termini pedagogici, ma semplicemente umani.

Mettiamo vicine le nostre diversità, i nostri limiti, e cerchiamo quello che possiamo avere in comune, soprattutto sul piano del sentire. Se ci confrontiamo sull’età, sull’esperienza, sulle nozioni che possediamo, forse ci separano abissi, ma sul piano del sentire possiamo scoprirci invece molto vicini: io, adulto, sicuro di me e questo bambino di 2 anni che chiede aiuto o questo adolescente aggressivo e caparbio o questa bimba chiusa nel suo doloroso autismo o questa vecchia che chiede ascolto ai suoi ricordi un po’ sbiaditi.

Sul piano del sentire, gli umani possono raggiungere livelli di unione e di comunicabilità insospettati: bisogna però fare lo sforzo di uscire dal ruolo per sviluppare “la propria capacità di amare…di pensare in maniera critica, senza abbandonarsi a sentimentalismi”, come suggerisce Eric Fromm in “Avere o Essere”.

Bisogna reinventare un modo di essere genitori, cambiando i modelli parentali che abbiamo assorbito, se ci si riesce, ma non sovvertendoli a vuoto solo perchè ci hanno fatto soffrire. Erano frutto di quel tempo, di quella generazione: se ne sappiamo un po’ di più, è anche perchè possiamo avvalerci dei loro errori, e forse ci è più semplice operare un cambiamento positivo senza scelte traumatiche.

(tratto da “Essere Genitori” di G. H. Fresco)

Possiamo scegliere di cambiare per i nostri figli?
Questa è la domanda/titolo di questo articolo. La risposta? Ognuno di noi, dentro di sè, sa già la sua risposta, perchè siamo sempre liberi di scegliere, in ogni momento della giornata, della nostra vita, facile o difficile che sia.
Accorgetevi di questo e fate in modo che ogni vostra scelta sia ‘consapevolmente scelta’.
Felice cambiamento a voi tutti..!

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori  –  “IL MONTESSORI A CASA”

 

MONTESSORI: I LAVORI DOMESTICI

Parliamo dei lavori domestici che tanto interessano i bambini nel periodo della prima e seconda infanzia.
Come possiamo organizzare e vivere serenamente queste esperienze accanto a loro rispettando la loro necessità di “fare”? Prima di tutto con una buona dose di Fiducia nei loro confronti!

  • Tra i due anni e mezzo e i quattro nessuna attività di casa attira maschietti e bambine più dei lavori domestici.
  • Lucidare, spolverare, innaffiare, tagliare le verdure, mescolare la crema, apparecchiare o sparecchiare la tavola sono in fondo azioni semplici, ripetitive, che si ritrovano presso tutti i gruppi umani, con le varianti legate al particolare modo di vivere di ciascun gruppo.
  • Il bambino che segue la madre ne è affascinato e la vuole imitare.
  • L’adulto ogni tanto lo accontenta per ‘tenerlo buono’ o per ‘abituarlo’ ad aiutare, che per dare una adeguata, costruttiva risposta al suo desiderio di agire.
  • Naturalmente, com’è d’uso nelle scuole Montessori, occorrono oggetti dalle dimensioni più piccole, ma veri e funzionali: un mattarello più sottile, una scopina a manico corto, un paio di forbicine a punta rotonda, un coltellino con lama arrotondata…
  • Mettiamo da parte il pregiudizio dei lavori ‘da donna’ o ‘da uomo’: i maschietti si appassionano esattamente come le bimbe a tutte queste attività domestiche.
  • Mettiamo da parte anche la paura, poichè è un’emozione nostra, dobbiamo ‘risolvercela’ consapevolmente noi, e non dobbiamo trasmetterla ai nostri bambini.

    Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori  –  “IL MONTESSORI A CASA”.

MONTESSORI…PERCHE’ NO? Le 10 differenze tra l’Educazione Montessori e l’Educazione tradizionale

In questa settimana di inizio scuola voglio enunciare a gran voce: “Montessori…perchè no?”
Ecco qui di seguito le 10 fondamentali differenze tra una scuola a metodo Montessori e una tradizionale.

1) L’educazione  si fonda sul profondo rispetto per i bambini intesi come esseri unici ed irripetibili e si intende  come aiuto al naturale sviluppo dell’essere umano.
1) L’educazione si identifica con un programma curricolare nazionale applicato ad un gruppo di bambini che devono uniformarsi allo stesso standard.

2)      I bambini non sono tutti uguali:  ci sono modi  e tempi diversi di imparare, attitudini differenziate. L’approccio Montessori è studiato in funzione del rispetto di queste diversità, rispondendo alle caratteristiche di ciascuno.
2) I bambini vengono considerati tutti uguali: devono imparare secondo modalità e ritmi uniformi, flessibilità scarsa o nulla.

3) L’insegnante lavora in collaborazione con i bambini sfruttando  la ricchezza degli spunti individuali.
3) Il lavoro è condotto dall’insegnante che non può assecondare spunti individuali se non per brevissimo tempo.

4) I bambini deducono contenuti, regole e significati dall’esperienza diretta con il Materiale Montessori.
4) I bambini ricevono contenuti regole e significati dall’insegnante.

5) I bambini si muovono scegliendo liberamente dove stare,   apprendono attraverso il movimento delle mani utilizzando il Materiale Montessori. Movimento e apprendimento sono interdipendenti.
5) I bambini stanno seduti ai loro banchi  con posti fissi e imparano osservando la lavagna, lavorando esclusivamente con schede prestampate o sui  quaderni.

6) L’autostima di ciascuno si costruisce attraverso la consapevolezza del proprio perfezionamento. I bambini desiderano migliorarsi spinti dalla motivazione personale.
6) L’autostima è costruita attraverso un sistema basato sulla valutazione dell’insegnante. I bambini sono spinti a competere l’uno contro l’altro per meritarsi il miglior voto.

7) Gruppi di lavoro di età eterogenea:  i bambini possono lavorare individualmente o costituire autonomamente un  piccolo gruppo per mettere in atto progetti creativi, e personalizzati.
7) Classi di età omogenea:  il lavoro, organizzato   nei modi e gestito  nei tempi dall’insegnante, non consente ai bambini alcuna libertà di sperimentare soluzioni e processi creativi individuali.  I lavori di gruppo sono guidati.

8) I bambini imparano moltissimo e con grande facilità,  appropriandosi di  efficaci strumenti operativi personalizzati.
8)I bambini imparano meno e spesso con fatica, hanno  possibilità ridotte di sperimentare strumenti operativi personalizzati.

9) Gli errori servono per imparare: i bambini si correggono attraverso il Materiale Montessori, quindi non si scoraggiano e si cimentano con determinazione, energia ed entusiasmo.
9)Gli errori vengono segnalati dall’insegnante, penalizzano la valutazione e  spesso i bambini si scoraggiano,  frenati dalla paura di sbagliare. 

10)  I bambini maturano un alto grado di autodisciplina.
10) La disciplina  è legata al controllo degli insegnanti.

(tratto dal sito di Casa dei bambini Scuola Montessori Milano)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

“IL MONTESSORI A CASA” – Percorsi di Formazione Montessoriana per Genitori e Tate.

 

IO ADULTO…COSA POSSO IMPARARE OSSERVANDO MIO FIGLIO?

Dopo aver compreso l’importanza e l’utilità dell’osservazione nei confronti dei nostri bambini e come attuarla, in questo articolo voglio approfondire questo “lavoro”, osservandolo da un altro punto di vista, ponendomi questa domanda: “A me come adulto perchè serve osservare il mio bambino, e cosa posso imparare da tutto questo?”

Ricordiamoci innanzitutto che osservando i nostri bambini l’unica certezza che possiamo avere, è che le loro preferenze, i loro interessi e le loro capacità subiscono cambiamenti imprevedibili da un giorno all’altro.

Vi consiglio sempre di prendere nota delle vostre osservazioni, di tenere un “diario”; oggi sarà utile per la preparazione di un ambiente rispondente per i vostro bambino, domani sarà un meraviglioso ricordo relativo alla crescita e alle evoluzioni di vostro figlio.
Ogni volta che osservate il vostro bambino, cercate di dimenticare le esperienze o le percezioni precedenti e concentratevi su quanto accade in quel preciso istante.

Ed è da questo concetto che voglio partire. Mettiamoci in condizioni di osservare il nostro bambino con la mente libera, pulita da ogni preconcetto e giudizio, ma soprattutto con un’attenzione totale a quello che stiamo facendo, senza pensare a “dopo” o a “prima” o a qualsiasi altra cosa. Stiamo osservando il nostro bambino e quindi mi concentro su questo.

Cosa stiamo facendo? Quale possibilità ci sta offrendo il nostro bambino? Stiamo mettendo un’attenzione totale e consapevole all’azione che stiamo svolgendo, ci stiamo concentrando, siamo nel “qui ed ora”….siamo anche noi in quella “forma di meditazione” che Maria Montessori descrive e vede nel bambino quando lavora ripetutamente, ed è “dentro quel lavoro”, niente lo disturba, la sua mente è lì.

Lo so, per noi è un grande lavoro, un grande sforzo consapevole da fare, noi non siamo più abituati a fermarci su una cosa, a vivere il momento che stiamo vivendo concentrandoci solo su questo. Nel bambino, invece,a quell’età è naturale, perchè il suo interesse è mosso da una forza interiore, ancora inconsapevole (Periodi Sensitivi).

Nostro figlio ci sta dando quindi la possibilità di “meditare”, perchè la meditazione è attenzione: è essere presenti a sè stessi, è rilassarsi ed essere nel momento, è permanere nel “qui e ora”.

Anche in questa occasione, i nostri figli ci insegnano; il rapporto tra genitore e bambino è quindi un rapporto di coeducazione, in questo modo il bambino ci aiuta a emendarci, a migliorarci, a liberarci da vizi e difetti…

Concludo questo mio articolo confessandovi che questa è la parte del mio lavoro che amo di più: dare il mio aiuto consapevole alla crescita di un bambino attraverso la crescita/rinascita di un genitore, perchè ogni volta che nasce un bambino nasce anche un genitore.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori