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SCATOLA DEL RITAGLIO MONTESSORI

Età: dai 24 mesi.

  • Descrizione
    Una scatola di cartone molto resistente rivestita con carta fiorentina (o una carta piuttosto resistente bella, ma che non rappresenti personaggi tv ecc.), divisa in due scomparti:
    – quello a destra suddiviso in ulteriori tre scomparti (vedi disegno)
    – nel primo partendo dall’alto la forbice che dovrà  essere con le punte arrotondate e delle dimensioni adatte per essere facilmente impugnata da un bambino di questa età;
    – nel secondo e nel terzo scomparto saranno collocate delle strisce rettangolari di cartoncino leggero con tracciati segmenti che si desiderano far tagliare al bambino.

 

  • Presentazione
    Quando il bambino mostra interesse per questo lavoro, si prende la scatola con entrambe le mani e la si porta al tavolo.
    Si invita il bambino a sedersi.
    Ci si siede alla destra del bambino.
    Si prende con la mano sinistra “punta delle forbici” e la si solleva di fronte a noi e al bambino
    Si alza lentamente la mano destra e infiliamo le dita negli anelli della forbice:

si infila il pollice nella presa superiore più piccola mentre il medio si infilerà nella presa inferiore più grande, l’indice sostiene la forbice.
Solo a questo punto stacchiamo la presa della mano sinistra dalla  forbice.
Con la mano sinistra afferriamo una striscia di carta.
Si tiene la forbice ben dritta davanti a noi.
Si apre molto lentamente e si posiziona in corrispondenza del primo segmento sulla destra, presente sulla striscia di cartoncino.
Con un movimento deciso si chiude la forbice tagliando così l’estremità del cartoncino, facendolo cadere nell’apposito ciotolino contenitore.
Si apre nuovamente la forbice e si posiziona in corrispondenza dell’ultimo segno tracciato sulla destra del cartoncino.
Si procede nello stesso modo per terminare il ritaglio.
Si ripone la forbice nella sua sede.
Si chiede al bambino se desidera provare a tagliare una striscia di cartoncino.
In caso affermativo lasciar sperimentare al bambino questa attività per quanto tempo lo desidera.
Al termine del lavoro il bambino potrà scegliere se buttare i suoi ritagli oppure raccoglierli in un apposito contenitore o busta, per poi utilizzarli eventualmente in futuro per un collage.
AI termine dell’attività si ripone la scatola del ritaglio al suo posto.

 

  • Scopo diretto
    Affinamento delle abilità manuali del bambino.
    Favorire una buona coordinazione oculo-manuale.
  • Scopo indiretto
    Favorire la concentrazione.
  • Punto d’interesse
    Riuscire a tagliare autonomamente.

 

  • Varianti
    Strisce che aumenteranno progressivamente di misura in altezza.
    Linee spezzate e curve.
    Percorsi più o meno semplici.
    Forme
    Sagome di animali

    Lavoro tratto da “IL MONTESSORI A CASA” (il libro)
    di Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori.

ATTIVITÀ MONTESSORI: LAVARE ED ASCIUGARE UN TAVOLO (20 mesi)

DESCRIZIONE MATERIALE
Grembiule, spugna, sapone di marsiglia, secchiello con manico, bacinella, brocca, manopola, straccio, tavolino.

PRESENTAZIONE
Su di un banchetto, andiamo a posizionare la brocca, la bacinella, a fianco il piattino con dentro sapone, la spugna, la manopola e uno straccio asciutto piegato.
Avendo compreso che il bambino é interessato al lavaggio del tavolo, lo invitiamo a questo lavoro: “Vuoi lavare il tavolo?” Si trasporta il tavolino vicino al panchetto facendosi aiutare dal bambino.
Si indossa il grembiule.
Si invita il bambino ad andare in bagno a prendere l’acqua con la brocca.
Si versa metà dell’acqua nella bacinella.
Si prende la spugna, la si immerge nell’acqua e la si strizza. Si afferra il sapone e lo si strofina più volte sulla spugna. Si appoggia la spugna sul tavolo, la si afferra e si stringe. Si passa la spugna sul tavolo facendo dei movimenti circolari antiorari, si passano anche i bordi del tavolo.
Si sciacqua, si strizza la spugna e la si ripassa sul tavolo per togliere la schiuma e lo sporco…. “Era proprio sporco!”
Si controlla che il tavolo sia ben pulito.
Si sciacqua la spugna, la si strizza e la si pone nel piattino. Si ripeterà l’operazione fino a quando ci sarà schiuma.
Si sciacqua la spugna, si strizza e si ripone al suo posto.
Si prende lo straccio, lo si posa sul tavolo lo si piega lo si afferra al centro e si asciuga il tavolo con movimenti da sinistra verso destra…. “Adesso é proprio pulito!”
Si ripone lo straccio.
Si prende la bacinella e si versa l’acqua sporca fino all’ultima goccia dentro il secchiello.
Si afferra la brocca per il manico e tenendola con l’altra mano alla base, si versa l’acqua rimasta nella bacinella.
Si rimette a posto la brocca.
Si afferra la bacinella e tenendola bene contro corpo, facendo dei movimenti circolari, si stacca bene lo sporco e la schiuma dalle pareti.
Si getta l’acqua sporca nel secchiello.
Si prende la manopola, la si infila e si asciuga la bacinella e se é necessario anche panchetto.
Si ripone la manopola.
Si va a gettare l’acqua del secchiello nel water e lo si ripone.
Si trasporta il tavolo al suo posto, facendosi aiutare dal bambino.
Si procede ad asciugare eventualmente il pavimento.
Si toglie e lo si ripone.

SCOPO DIRETTO
Sviluppare l’attenzione la concentrazione.
Sviluppare la coordinazione dei movimenti e la coordinazione oculo-manuale.
Sviluppare il senso dell’ordine.

SCOPO INDIRETTO
Favorire l’indipendenza e l’amore per l’ambiente.

PUNTO D’INTERESSE
La schiuma prodotta da sapone.
La scomparsa dello sporco.

ESTENSIONE
Con lo stesso materiale è possibile allargare l’attività per pulire altro arredo presente, si può per esempio pulire uno specchio o dei vetri ed inserire l’utilizzo di un nebulizzatore.

(tratto dall’Album di Alessia Salvini come Educatrice Montessori)
Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

COME DEVE INTERVENIRE L’ADULTO?

Come devo intervenire?” Si preoccupa spesso l’adulto, senza porsi abbastanza il dubbio se sia necessario intervenire.
Ogni intervento invade lo spazio del bambino. Può essere positivo, rassicurante, liberante. Può costituire sostegno incoraggiante a fare, presentando un gioco o un libro nuovi, un’attività. Può essere un “no” fermo, necessario di fronte al disordine gratuito e non costruttivo. ma può essere anche un’intrusione negativa, frustrante, umiliante.

Proviamo a operare qualche distinzione:

– l’adulto che parla a voce alta, richiamando, ordinando, reprimendo
l’adulto che si rivolge con calma al bambino;

– l’adulto che per “far socializzare” evita costantemente il momento del lavoro individuale
l’adulto che prepara, cura gli oggetti per le attività, la disposizione del mobilio, l’ordine logico dei materiali,
la rotazione delle attività stesse: tutto in funzione del bambino;

– l’adulto che chiude gli oggetti negli armadi e li dà al bambino quando lo ritiene opportuno
l’adulto che usa l’armadio per la riserva di materiali o giochi  e mette a disposizione del  bambino quel materiale  che può davvero interessargli;

– l’adulto che ritiene che il bambino per riposare abbia bisogno di sfogo, di urla in grandi ambienti
l’adulto che consente al bambino di passare da solo da una attività all’altra secondo il proprio ritmo, non      arrivando mai  alla tensione e alla stanchezza indotte da un “fare troppo diretto dall’adulto”;

– l’adulto che privilegia talune attività perchè meno disturbanti, per mantenere inalterati l’ordine e le abitudini
l’adulto che non mette limiti preconcetti alle attività possibili, ma è anzi alla continua ricerca di varianti che
soddisfino i multiformi bisogni infantili;

– l’adulto che considera con tono di superiorità e sufficienza i giochi del bambino, le sue piccole scoperte ingenue
l’adulto che partecipa affettivamente al senso di meraviglia che il piccolo esprime nelle sue osservazioni, e ogni    volta risponde alla sua richiesta di dialogo come se fosse la cosa più importante del mondo in quel momento.

Se si riconosce come scelta pedagogica che il bambino piccolo non ha bisogno che gli si “facciano fare” delle cose, ma chiede di trovare nell’ambiente quello che gli corrisponde e di organizzarsi da sè, il ruolo dell’adulto cambia profondamente.

Il bambino piccolo lavora per sè; è l’egocentrismo per antonomasia, secondo una modalità che è costruttiva e sana nei primi due, tre anni. Prima ha bisogno di formare se stesso, il suo intelletto (esperienze, memorie, concetti), il suo linguaggio, le sue abilità motorie, la sua capacità d’orientarsi. Non sa esprimersi attraverso un prodotto concreto come avverrà a 4-5 anni: ora lo fa in modo per noi poco afferrabile ma non meno significativo, attraverso il movimento, il gioco, l’esplorazione.
Solo in quanto “riempie” se stesso ora, potrà poi entrare in comunicazione con altri.
Nel suo apparente baloccarsi, nelle sue, per noi, insensate ripetizioni, nei suoi balbettamenti e incertezze motorie, prediligendo per ora una o due persone, egli sviluppa via via un essere pensante, capace di azione e di ampi rapporti sociali. Ma questo può anche non avvenire se il bambino ha dovuto impegnare le proprie forze a difendersi, se è vissuto in uno stato di deprivazione affettiva, manuale, sensoriale, verbale e così via.”

(Bibliografia: “Per ogni bambino una risposta” – M. L. Canderle Sala, G.H. Fresco, C. Soru)

Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori

 

Montessori – Il Bambino e il Genitore nascono quando la loro anima sente se stessa, si fissa, si orienta, sceglie.

“La libera scelta è la più alta attività: solo il bambino, che conosce ciò di cui ha bisogno per esercitarsi e sviluppare la sua vita spirituale, può in verità scegliere liberamente.
Non si può parlare di libera scelta quando ogni oggetto esterno richiama ugualmente il bambino ed egli, mancando di potere volitivo, segue ogni richiamo e passa dall’una cosa all’altra senza posa. Questa è una delle più importanti distinzioni che (l’adulto) deve saper fare.
Il bambino che non sa ancora obbedire a una sua guida interiore non è il bambino libero che si mette sulla strada lunga e stretta della perfezione. E’ ancora lo schiavo di sensazioni superficiali che lo lasciano in balia dell’ambiente; il suo spirito rimbalza da un oggetto all’altro come una palla. L’uomo nasce quando la sua anima sente se stessa, si fissa, si orienta, sceglie.
Questo semplice e grande fenomeno si rivela in ogni essere creato. Tutti gli esseri viventi possiedono il potere di scegliere, in un ambiente complicato e di molti aspetti, ciò, e soltanto ciò, che è necessario a mantenere la vita.
Le radici di ogni pianta cercano fra i molti elementi del suolo quelli di cui hanno bisogno; un insetto sceglie determinatamente e si fissa sul fiore fatto per riceverlo. Nell’uomo lo stesso meraviglioso discernimento non è semplice istinto, ma qualcosa che deve essere conquistato.
I bambini hanno, specialmente nei primi anni, un’intima sensibilità come necessità spirituale, che educazione mal diretta o repressioni possono far svanire e sostituire con una specie di schiavitù dei sensi esterni verso ogni oggetto dell’ambiente.
Noi stessi abbiamo perduto questa profonda e vitale sensibilità e dinanzi ai bimbi, in cui la vediamo risorgere, ci troviamo come dinanzi a un mistero rivelato”.
(Maria Montessori – “La mente del bambino”)

Proprio davanti a queste parole di Maria Montessori non dobbiamo aver paura di sbagliare…dobbiamo imparare, il nostro bambino è giunto a noi, nella nostra vita con lo scopo di darci una possibilità: quella di evolvere, quella di essere persone migliori. Tutti abbiamo vissuto e viviamo questa esperienza, sta solamente a noi la scelta di “come” vogliamo viverla.
Facciamo oggi una cosa diversa, un esercizio su di noi, cerchiamo di liberarci il più possibile da tutti i possibili condizionamenti sui bambini, pensiamo e immaginiamo che lui oggi sia un maestro, una persona di grande profondità spirituale, venuto a trovarci per aiutarci in questo nostro momento della nostra vita. Come vi sentite?

Ricordatevi che ogni cosa che ci “arriva” nella nostra vita è ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento per evolvere, per migliorarci; e il nostro bambino…. così impegnativo rispetto ad altri,  che a volte ci mette davvero in crisi….
Beh! Dobbiamo ringraziarlo quel Bambino perchè più le difficoltà di quel momento, più l’impegno richiesto è grande e più sarà grande la nostra crescita e di conseguenza anche quella di nostro figlio.
Non arrendetevi mai….avete davanti a voi il dono più grande che la vita poteva farvi….sta solo a voi la volontà di ‘vederlo’.

Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori
IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini

I 10 DESIDERI DEI BAMBINI – “IL MONTESSORI A CASA”

I reali desideri dei nostri bambini fin dal giorno della loro nascita. Accorgiamoci…

1) DATECI AMORE  –  Concepiteci per amore, chiamateci alla vita per il desiderio di esprimere vita.
Solo l’amore consente, infatti, di crescere provando l’amore per la vita, per gli altri, per gli animali,
per il sapere, per le regole e per il rispetto.

2) DATECI ATTENZIONE  –  Il vostro tempo e non le vostre ricchezze sono i beni più preziosi. La vostra presenza,
la vostra cura: nessun regalo, per quanto prezioso, nessuna baby sitter può sostituire il bene unico e prezioso
della vostra presenza.

3) RISPETTATE I NOSTRI TEMPI  –  Consentiteci di crescere rispettando i “nostri tempi”, senza forzarci, senza
obbligarci a fare dei passaggi che non rispettano il nostro sviluppo psicofisico, la nostra competenza emotiva,
il nostro cuore.

4) RIMANETE AL NOSTRO FIANCO  nei passaggi della vita. Fateci sentire la vostra compagnia, il vostro sostegno, la
vostra presenza. Non negateci il vostro affetto e, anzi, fateci sentire che esso è incondizionato.
Abbiamo bisogno di esplorare la vita e, inizialmente, dovete essere al nostro fianco.

5) CONSENTITECI DI SBAGLIARE senza giudicarci, senza dare voti, senza emettere sentenze, giudizi, perchè
sbagliare fa parte dell’esperienza della vita.

6) DATECI LA VOSTRA GUIDA  –  Se voi ci guidate lungo la strada della vita, vi seguiremo, faremo come voi,
impareremo ad andare, ad affrontare le salite, le scalate, a evitare i burroni, a esplorare le grotte, a trovare i
luoghi giusti dove riposare. Se voi ci guidate, impareremo a marciare e, nel tempo, diventeremo anche noi
delle guide.

7) DATECI REGOLE CHIARE , limiti ben precisi. Poche e chiare regole comprensibili alla mente e al cuore.
Regole che aiutino a trovare la strada dei comportamenti sereni. Regole che voi stessi rispettate.

8) SIATE AFFIDABILI e non tradite mai le promesse che ci fate.

9) MOSTRATECI L’AMORE CHE PROVATE  per noi. Abbiamo bisogno di coccole. Perchè, come dice Arthur Janov:
“Le coccole fanno maturare il cervello”.

10) DATE SPAZIO ALLA GIOIA , aprite il vostro cuore alla gioia, ricercatela e donatela a noi poichè è la gioia a
illuminare la vita, a creare quelle preziose, intime, psicologiche condizioni che consentono di affrontare le
esperienze della vita con la serena consapevolezza e la speranza di essere amati e di poter ricambiare il dono.

(di Claus Dieter Kaul, formatore Montessori)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori – “IL MONTESSORI A CASA”

FACCIAMO LA PACE – IL TAVOLO DELLA PACE MONTESSORI

Di tanto in tanto, i bambini litigano con i fratelli o i compagni. Il motivo può essere banale come un turno di gioco oppure importante come un’amicizia. Talvolta i piccini arrivano al punto di essere troppo arrabbiati per ragionare. E’ qui che entra in scena il tavolo della pace, un luogo dove possono calmarsi seguendo una procedura che mette subito fine al diverbio.

COME SI PROCEDE:
Si tratta di un tavolo a misura di bambino con due sedie, una campanella e un fiore o un ornamento che simboleggi la pace, magari una rosa, una colomba o un rametto d’ulivo. Se non c’è molto spazio, andranno benissimo due sedie accostate, un tappeto nell’angolo della stanza o persino un punto particolare delle scale. Quando i bambini si sono abituati, può darsi che vadano al tavolo della pace senza bisogno di esortazioni; in altre occasioni, un genitore o un fratello più grande può accorgersi di un alterco in corso e suggerire agli interessati di risolvere il problema al tavolo della pace.
Una volta lì, occorre rispettare una certa procedura. Il bimbo che si sente particolarmente offeso posa una mano sul tavolo e l’altra sul petto, indicando che dirà la verità, che parlerà con il cuore. Quindi guarda l’altro bambino, ne pronuncia il nome e spiega il suo stato d’animo su quanto è appena accaduto e il modo in cui vorrebbe superare il disaccordo.

Poi tocca al secondo e il dialogo prosegue fino al raggiungimento di un’intesa. Se i due litiganti non riescono a trovarla da soli, avranno bisogno di un mediatore, un genitore o un fratello più grande. Se il problema è troppo complicato, possono convocare un consiglio di famiglia, durante il quale tutti ascoltano le due versioni della storia. Grazie al tavolo della pace i bambini imparano che, a prescindere dalle loro dimensioni, dall’età o dalla posizione all’interno della famiglia, il loro punto di vista verrà ascoltato e riceveranno un trattamento equo. L’insegnamento fondamentale che traggono da queste procedure è la necessità di risolvere i litigi con onestà e buona volontà per mantenere un’atmosfera armoniosa e collaborativa nell’ambiente domestico.
(Tim Seldin – “I bambini hanno bisogno di fiducia”)

Ho scelto di riportare la spiegazione del “Tavolo della pace” descritta molto bene da Tim Seldin, la trovo un’ottima soluzione/procedura da cui prendere spunto sul come affrontare momenti difficili, importanti e delicati nella relazione tra i bambini. Ed è soprattutto un invito a riflettere più profondamente sul COME, sull’approccio, sull’avere rispetto nell’ascoltare il bambino, responsabilizzarlo sulle sue azioni, dargli quindi fiducia e in questo modo stiamo lavorando per accrescere la sua autistima e la fiducia nelle sue capacità.

(da “IL MONTESSORI A CASA” di Alessia Salvini)
Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori