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LA FIDUCIA NEL BAMBINO… E IN ME COME GENITORE – Metodo Montessori

“Non si può essere liberi se non si è indipendenti; quindi, al fine di raggiungere l’indipendenza, le manifestazioni attive della libertà personale debbono essere guidate fin dalla primissima infanzia. Dal momento in cui vengono svezzati, i piccoli  si mettono in cammino lungo la rischiosa via dell’indipendenza. (..)
Però è ancora un essere dipendente, perchè non è capace di camminare, di lavarsi o di vestirsi, e non può chiedere ciò che vuole in linguaggio intelligibile. Egli è lo schiavo di tutti. All’età di tre anni, il bambino dovrebbe essersi fatto in gran parte indipendente e libero. Non abbiamo ancora compreso nel suo vero senso l’alto concetto dell’indipendenza poichè le condizioni sociali in cui viviamo sono ancora servili.
(…) chi è servito è leso nella sua indipendenza. Questo concetto sarà il fondamento della dignità degli uomini futuri: “Non voglio essere servito, perchè non sono un impotente, ma dobbiamo aiutarci gli uni gli altri, perchè siamo esseri socievoli”: ecco ciò che bisogna conquistare prima di sentirsi veramente liberi. Un’azione pedagogica efficace sui teneri bambini deve essere quella di aiutarli ad avanzare sulla via dell’indipendenza.
Aiutarli ad imparare a camminare senza aiuto, a correre, a salire e scendere le scale, a rialzare oggetti caduti, a vestirsi e a spogliarsi, a lavarsi, a parlare per esprimere chiaramente i propri bisogni, a cercare con tentativi di giungere al soddisfacimento dei propri desideri – ecco l’educazione all’indipendenza.
Noi serviamo i bambini; e un atto servile verso di loro è non meno fatale di un atto che tende a soffocare un loro moto spontaneo utile.
Crediamo che i bambini siano simili a fantocci inanimati: li laviamo, li imbocchiamo come essi fanno con la bambola. Non pensiamo mai che il nostro dovere verso il bambino, il quale non fa, non sa fare, ma dovrà poi fare ed ha i mezzi fisio-psicologici per imparare a fare, è senza eccezione quello di aiutarlo alla conquista di atti utili. La madre che imbocca il bambino senza compiere il minimo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio e a cercare la propria bocca, o che almeno non mangia ella stessa invitandolo a guardare come fa, non è una buona madre.
Chi non comprende che insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi e a vestirsi, è un lavoro ben più lungo, difficile e paziente che imboccarlo, lavarlo e vestirlo?
Il primo è il lavoro di chi educa: il secondo è il lavoro inferiore e facile del servo; non solo un lavoro inferiore e facile, ma anche un lavoro pericoloso che chiude vie, pone ostacoli alla vita che si svolge e, oltre alle conseguenze immediate, ha più gravi conseguenze lontane. (….)

Tutto quanto è aiuto inutile e impedimento allo sviluppo delle forze naturali.

(Maria Montessori – tratto dall’omonimo capitolo in “Educare alla libertà”)

Parole forti di Maria Montessori in relazione a un delicatissimo argomento: fin dove “arrivare” con il nostro “aiuto”, e soprattutto se darlo oppure no; un argomento che approfondisco molto con le mamme con le quali svolgo il mio lavoro di consulenza e dal quale capisco che è davvero un punto molto difficile per loro.
E’ una scelta molto delicata, e soprattutto molto “personale”. Certo ci sono delle linee guida, delle regole alle quali attenersi nella quotidiana relazione con il bambino tenendo ovviamente conto anche della sua età; ugualmente vedo e ritengo indispensabile svolgere un lavoro di approfondimento per ogni “rapporto adulto/mamma-bambino, i loro tempi insieme, la routine instaurata dal bambino ed eventuali cambiamenti in corso.
Alla base di tutta questa attenzione vi è lo svolgersi in maniera naturale e rispettosa dell’autonomia del bambino che deve essere già “vista” dalla nascita; un’attenzione nei confronti del bambino e nella preparazione del suo ambiente derivante da una sempre più attenta osservazione da parte nostra.
E quale resta resta secondo voi il principio fondamentale sul quale si può “creare e svolgere” tutto ciò di cui parla la Montessori? La FIDUCIA NEL BAMBINO!
Come dico sempre, senza la fiducia, che deve prima partire da noi adulti verso il Bambino e verso noi stessi, non riusciremo a fare molto. Lo so molto bene, non è facile, primo perchè l’ho vissuto, secondo perchè lo vedo nella maggior parte dei genitori con i quali lavoro.
Confermando le meravigliose e vere parole di Maria Montessori, prima di Educare i nostri bambini, dobbiamo Educare noi stessi. Cosa vuol dire? Vuol dire che se vogliamo scegliere di agire consapevolmente nei confronti dei nostri bambini, dobbiamo fare prima (e durante) un lavoro, più o meno profondo, su noi stessi.
Un consiglio in merito a questo? Guardate ai vostri bambini non come “una difficoltà, un problema, un ‘non so se ce la faccio’…”, ma come opportunità di miglioramento di voi stessi come persone. Quindi guardate con Fiducia i vostri bambini dicendovi “Come io posso essere utile alla tua crescita…cosa posso imparare da te oggi…e ringraziate per ogni esperienza “dolorosa o gioiosa” che il vostro bambino vi ha dato la possibilità di vivere.

Felici esperienze e felice crescita anche a voi genitori….perchè genitori non si nasce…si diventa!

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

Aiutami a farlo da solo

L’indipendenza è l’impulso più forte dei bambini. Mentre si impegnano per conquistarla si divertono a esercitare e affinare molte capacità.

Sin dalla più tenera età, i bimbi vogliono praticare le attività che li renderanno indipendenti. Insegnando loro a fare le cose da soli (per esempio, vestirsi, laversi i denti, versarsi le bevande e prepararsi uno spuntino), li metterete sulla strada dell’autonomia.

A seconda dell’età, i bambini possono rendersi molto utili in casa. Sanno ripulire la cameretta, tagliare le verdure, riordinare, spolverare e, in genere, darci una mano in cucina. Sono in grado di apparecchiare, portare le pietanze in tavola, disporre fiori e altre decorazioni.

Possono anche assimilare le buone maniere, accogliere gli ospiti sulla porta ed essere bravi padroni di casa per gli amici e i parenti che vengono a trovarci. Se guidati con gentilezza, imparano ben presto a lavorare senza creare confusione, a rimettere in ordine e a partecipare alle faccende domestiche, e amano esercitare queste capacità.

Il senso dell’io. I bambini che si sentono rispettati e competenti godono di un benessere emotivo maggiore di quelli che vengono solo coccolati. Le attività proposte  sono studiate per insegnare a vostro figlio specifiche capacità di vita quotidiana che lo aiuteranno a diventare sempre più autonomo e sicuro di sé. Lo scopo non è soltanto l’apprendimento della facoltà in questione, ma anche lo sviluppo di un senso di calma, concentrazione, collaborazione, autodisciplina e fiducia in sé. Molte attività hanno anche un obiettivo sociale, perché sono finalizzate a insegnare l’autocoscienza, la sensibilità verso gli altri e la solidarietà nei confronti della comunità.

I genitori devono dare il buon esempio e fungere da modello comportamentale per le capacità di vita quotidiana. Dobbiamo essere quilibrati, determinati, precisi, affettuosi e generosi. Per Maria Montessori “l’essenza dell’indipendenza è poter fare qualcosa per il proprio io. Questa esperienza non è soltanto un gioco. E’ un lavoro che i bambini devono svolgere per crescere”.

Lezioni di vita.  E’ possibile suddividere in tre aree le lezioni che vostro figlio impara:

  • cura di se stesso
  • compiti quotidiani nell’ambito domestico
  • garbo e cortesia.

Molte di queste lezioni richiedono la padronanza di capacità motorie come allacciare un bottone, versare un liquido da una caraffa o spostare gli oggetti senza farli cadere. Sono insegnamenti che quasi tutti i genitori cercano di impartire ai figli quando sono molto piccoli…..

Il metodo più efficace per capire quando è arrivato il momento giusto è prestare attenzione a ciò che il piccino dice, non solo con le parole, ma con le azioni. Per esempio, a un certo punto, cercherà di tenere in mano una tazza. Quella è l’occasione migliore per iniziare a insegnargli a bere da solo.

 (da “I bambini hanno bisogno di fiducia – Il metodo Montessori oggi per crescere figli felici”  di Tim Seldin – Fabbri Editori)