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ATTIVITA’: MANIPOLAZIONE: PREPARAZIONE E PRESENTAZIONE

Età: dai 24 mesi.

Descrizione

Cosa  e come predisporre in casa uno spazio di lavoro per la manipolazione:
• un tavolino
• due sedie
• un vassoio contenente formine ( anche metalliche, da biscotto) di ridotte dimensioni
• matterello
• spatoline, per intagliare la pasta
• rotelle tagliapasta
• pasta, chiusa dentro un contenitore ermetico
Il materiale per lavorare la pasta può essere variato e aggiunto, in seguito a una nostra osservazione e alle preferenze dei bambini.

Presentazione

Quando il bambino mostra interesse per questo lavoro, ci si siede con lui al tavolo alla sua destra.
“Ora ti faccio vedere come si lavora con la pasta”
Si prende il contenitore con due mani e ce lo si appoggia davanti.
Si apre e si prende il sacchetto con la pasta.
Si estrae la pasta dal sacchetto.

Con la mano destra stacchiamo un pezzo di pasta.

Si appoggia sul tavolo, rivestito di tela cerata.
Riponiamo la pasta rimanente dentro al sacchetto, e successivamente nel contenitore.

Con la pasta isolata si inizia l’attività:

  • si schiaccia in una mano
    • si passa da una mano all’altra
    • si preme sul tavolo con il palmo della mano
    • si passa tra i due palmi roteando per darle una forma sferica
    • si passa avanti e indietro sotto il palmo, sul tavolo, per farne un serpente
    • si fanno tanti pezzi
    • si riuniscono
    • si appiattisce e si passa il matterello, poi intaglio con le formine, con la rotella e così via …
    “Vuoi provare?” E si lascia che il bambino esplori il materiale e che esaurisca il suo interesse. AI termine dell’attività lo si invita a riporre la pasta nuovamente nel sacchetto e poi nel contenitore, e a riporre tutti gli attrezzi nel vassoio.

Scopo diretto
Sviluppare la manualità

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione e l’indipendenza.
Raffinamento psico-motorio e coordinazione oculo-manuale.

Punto d’interesse
Modificare le forme della pasta con la propria forza.

Varianti
Si potranno usare diversi materiali per la manipolazione, se il bambino è molto piccolo, è più opportuno un materiale completamente commestibile, esempio:

RICETTA PRIMA PASTA:

  • 3 tazze di farina bianca
  • 3 tazze di acqua
  • l tazza di sale fino
  • 3 cucchiai di olio
  • 2 cucchiai di cremortartaro
  • colorante alimentare o zafferano o succo di barbabietola …

Procedimento:
Mettere tutti gli ingredienti in una casseruola.
Mescolare energicamente e far cuocere lentamente sul fuoco fino a quando la palla che si è formata si stacca dal fondo della casseruola.
Conservare, dopo l’utilizzo, in un sacchetto di plastica ben chiuso, così durerà più a lungo.
E’ una ricetta alimentare e pertanto non tossica.
Da evitare per chi fosse intollerante al glutine.

Successivamente potremmo inserire:

  • pasta al sale
    • argilla
    • creta

Osservate….preparate…presentate e…Buon lavoro a voi tutti!

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

LE 6 STRATEGIE DEL “NO MONTESSORIANO” E LE REGOLE

Come utilizzare i NO e limitare le lotte di potere.

1) Offrite alternative a vostro figlio. Quando è possibile permettetegli di scegliere tra due alternative accettabili. Per esempio, sta lavorando a un travaso con le mani di nocciole da un contenitore ad un altro, improvvisamente comincia a lanciare nell’ambiente le nocciole. Anzichè intervenire in modo autoritario con un “No” imperativo e quasi giudicante; ci rivolgeremo a lui con tono fermo e deciso (senza urlare) dicendogli: “Queste sono le nocciole del travaso, non possiamo lanciarle, cosa vuoi fare: vuoi continuare a travasare le nocciole o andare a tirare le palline contro i birilli?”.
A questo punto il bambino si sentirà “accolto e ascoltato”, con la possibilità di una scelta, ovviamente data in base a ciò che stiamo osservando, e non semplicemente “bloccato”!

2) Insegnategli/mostrategli a dire “NO” con educazione (noi dobbiamo essere il primo esempio per lui da emulare).
I bambini sono lo specchio di ciò che “assorbono” dall’adulto (o dagli adulti) che si occupano di lui. Quindi qualsiasi cosa ci capita di osservare nei nostri bambini, se non ci piace, deve essere un “campanello dall’allarme” per fare meglio noi, come adulti, la prossima volta o per migliorare quel particolare “atteggiamento” nei suoi confronti.

3) Regola importante: “La gentilezza e la cortesia sono valori importanti e fondamentali tra marito e moglie, tra mamma e papà, tra genitori e figli…in famiglia.

4) Non limitatevi a cedere. Fate un passo indietro con garbo. Spesso, trovando un compromesso, voi e vostro figlio otterrete tutto ciò che volete o quasi. A volte può essere utile anche una breve e semplice spiegazione in merito alla scelta che stiamo facendo.

5) Potete ridurre le lotte di potere concedendo al bambino un grado ragionevole di indipendenza e responsabilità. Così si sentirà “grande” e dotato di una certa autonomia.

6) Riservate i “NO” ai casi veramente importanti, per esempio vietando un’attività che potrebbe nuocere a vostro figlio o agli altri o provocare danni.

7) Noi adulti cerchiamo di non “prendere sul personale” gli atteggiamenti o le risposte dei nostri bambini.

E ricordatevi, anche se immagino che lo sappiate, che anche noi adulti sbagliamo, e più spesso di quanto possiamo credere. Questo è “buono” quando ce ne accorgiamo e siamo consapevoli di “cosa abbiamo fatto” e di “come avremmo potuto fare”. Bene! Questo è il punto di partenza per ammettere i nostri errori, chiedere “scusa” e spiegare l’errore che abbiamo commesso nei confronti dei nostri bambini (in questo modo interiorizzeranno anche loro questo concetto). E da qui partire per un, sicuramente impegnativo, ma meraviglioso lavoro di crescita e di miglioramento personale di noi stessi come adulti nei confronti dei nostri bambini.

Grazie ai nostri bambini….i nostri maestri.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

dal mio progetto “IL MONTESSORI A CASA”.

LE MIE OSSERVAZIONI, IERI, IN UNA SCUOLA PRIMARIA MONTESSORI DI MILANO

Sono le 9.30 in punto e, col mio sgabello in mano, entro nel largo corridoio che porta alle classi della primaria Montessori.
Scelgo inizialmente di entrare nella classe di matematica che accoglie circa 18 bambini di 1* e 2* elementare; e qui l’emozione e il profondo rispetto per il bambino arrivano fino ai miei occhi, che si illuminano e non si stancherebbero mai di osservare questo “bambino libero e felice di lavorare, conoscere, imparare e sperimentare a scuola”.
Vedere per credere, anche se Maria Montessori diceva “Credere per vedere!”
Inizia la mia osservazione, prendo nota, scrivo dei lavori che vedo, dei bambini, dell’organizzazione del lavoro, dell’adulto, dell’ambiente, ma soprattutto di “come” avviene tutto questo, di quello che sento e percepisco in queste aule insieme a tutti questi bambini.
I bambini al lavoro con le Tavole di Seguin, le perle, unità, decine, centinaia, migliaia, i cartoncini con i problemi, il lavoro delle moltiplicazioni, divisioni, somme e sottrazioni, il disegno dei solidi….il tutto rigorosamente da toccare, maneggiare, contare anche in collaborazione con un compagno…sul tavolo o a terra su un tappeto.
Mi sposto nella classe sempre di 1* e 2* , ma d’italiano. Qui vi sono circa 21 bambini con una maestra e si lavora all’alfabetario mobile, alle nomenclature dei pesci e dei fiori, all’analisi grammaticale, la divisione in sillabe, ecc…
Ed è bello osservare i dettagli: un bambino fermo in mezzo alla classe assorto dalla lettura di un vocabolo ritrovato sul dizionario; cinque bambini seduti a un tavolo lavorano ognuno al proprio lavoro, ugualmente c’è aiuto, si scambiano qualche breve parola, socializzano, poi passa la maestra e chiede come stanno procedendo i lavori; un bambino da solo ad un altro tavolo legge tranquillamente un libro.
Arriva l’ora del merenda del mattino: pane e banana, ognuno riceve il suo tovagliolo di carta, si siedono tutti in cerchio a terra e mangiano; al termine ogni bambino va a gettare la buccia di banana in un contenitore apposito e il tovagliolo (raccolto dai quattro angoli: dettaglio Montessoriano) nel cestino della carta.
Ognuno torna al suo lavoro e i bambini instancabili ritornano a concludere le loro attività e poi subito dalla maestra ( seduta a un tavolo con altri bambini) per mostrare il tutto ed avere altro lavoro da svolgere…..e se la maestra è impegnata con un altro bimbo è naturale attendere con educazione il proprio turno.
Poi sono passata nella classe di matematica di 3* 4* e 5* e qui da restare a bocca aperta! Sentire i bambini di 5* in collaborazione con la maestra, enunciare teoremi, formule e ragionamenti impensabili per quell’età!!
Se l’ho visto è perché esiste…e se c’è qualcuno che non crede a ciò che ho scritto, lo invito con tutto il mio cuore a partecipare come genitore a una giornata di scuola aperta in una scuola Montessoriana.
Poi rispondetemi e scrivetemi, sarà un piacere leggere e condividere i vostri pensieri!

Alessia Salvini – Educatrice Montessori
Tatafamilycoach Montessori

IL GIOCO É UNA COSA SERIA – Il Montessori a casa

IL GIOCO É UNA COSA SERIA
#montessori

Il gioco è il lavoro del #bambino. Il lavoro è l’azione dell’uomo diretta a produrre: un pane ben cotto, un poema, la pulizia di una stanza, la confezione di un abito, un raffinato congegno elettronico….

Il lavoro del bambino (il gioco) dà il prodotto più pregiato e importante: un individuo pensante, con un’intelligenza creativa e mani abili a costruire, a sperimentare. Dà o dovrebbe dare: questo dipende dalle esperienze che vengono consentite al bambino, dalle risposte ai suoi bisogni che sappiamo offrirgli al momento opportuno.

Il bambino si sviluppa solo agendo da protagonista! È un esploratore instancabile, confronta gli oggetti fra loro, a suo modo li misura, li disfa, li ricompone. È un vagabondo assetato di nuovo, girella qua e là apparentemente senza pensieri e si lascia affascinare dalle forme, dai colori, dai suoni, dai congegni.
Ama le cose semplici e le azioni semplici, quelle che si possono ripetere.
Il filo dell’acqua che cola dal rubinetto, due bicchieri, una sedia per arrampicarsi ed ecco un gioco che dura ore: ripetitivo, carico di attenzione.

“Gioco stupido”, dicono alcuni adulti che pure impiegano ore e denaro con le carte da gioco o per collezionare cose diverse. “Gioco inutile”, dicono altri che, maestri sul valutare in termini di produttività (“A che serve? È roba da bambini!”) non sanno più concentrarsi, salvo quando si immobilizzano davanti a un televisore: il gioco per delega…

“Il bambino è padre dell’umanità e della civilizzazione, è il nostro maestro, anche nei riguardi della sua educazione”
(Maria Montessori)

Il bambino non ancora condizionato è ricchissimo di potenzialità e affamato di scoperte. Gli oggetti che gli offriamo dovranno essere preparati secondo una sigla “magica” O.C.C.I., come la chiama la pedagogista italo-americana Vincenza Fretta:

– #ordine
– #concentrazione
– #coordinazione
– #indipendenza

ORDINE
Gli oggetti razionalmente disposti, senza nulla di estraneo all’agire stesso che confonderebbe, adatti per dimensione, stabilità, qualità al bambino cui si propongono; egli stesso agisce l’ordine!

CONCENTRAZIONE
Gli oggetti preparati con cura in base ai bisogni relativamente osservati, favoriscono la concentrazione, l’abbandono di stare al gioco, la partecipazione profonda all’azione di cui il bambino è protagonista. La concentrazione si manifesta soprattutto nelle attività individuali e si sviluppa, quale facoltà essenziale per la vita adulta, solo se sufficientemente protetta.

COORDINAZIONE
Gli oggetti siano tali da favorire la relazione occhio-mano o, in senso più lato, la circolarità tra sensi-mano-sviluppo psichico, tra il passaggio dall’esperienza al concetto astratto (solo se faccio capisco) e di qui alla ricerca di nuove esperienze.

INDIPENDENZA
Ogni lavoro o gioco davvero interessante rende il bambino più sicuro, più forte; gli pone problemi e lo spinge a risolverli attraverso il piacere di giocare e lo rende meno legato all’adulto.

(Fresco – Sala – Soru)

Buon lavoro e Felice #Montessori a casa con i vostri bambini!

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori