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SCATOLA DEL RITAGLIO MONTESSORI

Età: dai 24 mesi.

  • Descrizione
    Una scatola di cartone molto resistente rivestita con carta fiorentina (o una carta piuttosto resistente bella, ma che non rappresenti personaggi tv ecc.), divisa in due scomparti:
    – quello a destra suddiviso in ulteriori tre scomparti (vedi disegno)
    – nel primo partendo dall’alto la forbice che dovrà  essere con le punte arrotondate e delle dimensioni adatte per essere facilmente impugnata da un bambino di questa età;
    – nel secondo e nel terzo scomparto saranno collocate delle strisce rettangolari di cartoncino leggero con tracciati segmenti che si desiderano far tagliare al bambino.

 

  • Presentazione
    Quando il bambino mostra interesse per questo lavoro, si prende la scatola con entrambe le mani e la si porta al tavolo.
    Si invita il bambino a sedersi.
    Ci si siede alla destra del bambino.
    Si prende con la mano sinistra “punta delle forbici” e la si solleva di fronte a noi e al bambino
    Si alza lentamente la mano destra e infiliamo le dita negli anelli della forbice:

si infila il pollice nella presa superiore più piccola mentre il medio si infilerà nella presa inferiore più grande, l’indice sostiene la forbice.
Solo a questo punto stacchiamo la presa della mano sinistra dalla  forbice.
Con la mano sinistra afferriamo una striscia di carta.
Si tiene la forbice ben dritta davanti a noi.
Si apre molto lentamente e si posiziona in corrispondenza del primo segmento sulla destra, presente sulla striscia di cartoncino.
Con un movimento deciso si chiude la forbice tagliando così l’estremità del cartoncino, facendolo cadere nell’apposito ciotolino contenitore.
Si apre nuovamente la forbice e si posiziona in corrispondenza dell’ultimo segno tracciato sulla destra del cartoncino.
Si procede nello stesso modo per terminare il ritaglio.
Si ripone la forbice nella sua sede.
Si chiede al bambino se desidera provare a tagliare una striscia di cartoncino.
In caso affermativo lasciar sperimentare al bambino questa attività per quanto tempo lo desidera.
Al termine del lavoro il bambino potrà scegliere se buttare i suoi ritagli oppure raccoglierli in un apposito contenitore o busta, per poi utilizzarli eventualmente in futuro per un collage.
AI termine dell’attività si ripone la scatola del ritaglio al suo posto.

 

  • Scopo diretto
    Affinamento delle abilità manuali del bambino.
    Favorire una buona coordinazione oculo-manuale.
  • Scopo indiretto
    Favorire la concentrazione.
  • Punto d’interesse
    Riuscire a tagliare autonomamente.

 

  • Varianti
    Strisce che aumenteranno progressivamente di misura in altezza.
    Linee spezzate e curve.
    Percorsi più o meno semplici.
    Forme
    Sagome di animali

    Lavoro tratto da “IL MONTESSORI A CASA” (il libro)
    di Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori.

Perchè scegliere “Il Montessori a casa”? Una motivazione per mio figlio…e per me come genitore.

“L’educazione moderna, che osserva il bambino assai prima di arrischiarsi a volerlo educare, deve finalmente penetrare anche nella famiglia e crearvi oltre a un nuovo bambino, nuovi padri e nuove madri.”

Ma, ancora oggi né padre, né madre sono preparati a questo difficile compito. Di conseguenza, a volte, questa grande responsabilità, è lasciata un po’ al caso, alla buona volontà o nella scelta, da parte dell’adulto, di mettere in campo lo stile educativo che lui stesso ha ricevuto da bambino.

“Molti genitori esigono che i figlioli si sottomettano senza discussione ai loro ordini, e nello stesso tempo vogliono essere amati con tutto il cuore. Anche qui i figli  sono spesso i maestri dei genitori, poiché i loro pensieri sono puri e i sentimenti di una giustizia incredibile”.

“Se si sono tarpate le ali al suo giocare e al sano impulso verso l’attività, gli si impedisce quella che è la più naturale delle espressioni vitali: l’occupazione.”

Il bambino alla nascita è una creatura che ha un’anima e se dobbiamo curarci del suo bene non basta accontentarne i bisogni materiali: bisogna aprirgli la via per lo sviluppo spirituale, bisogna, fin dal primo giorno, rispettare i moti del suo animo e saperli assecondare.

Facciamo un passo in dietro…oggi, quando lavoro con un genitore e lo accompagno in un percorso di crescita ed educazione più consapevole del proprio bambino trovo perfetto condividere, approfondire e discutere queste parole di Maria Montessori: “La preparazione all’educazione è uno studio di se stessi, e la preparazione di un maestro o di un genitore che deve e vuole aiutare la vita, implica assai più di una semplice preparazione intellettuale: è una preparazione spirituale!” Come vi sentite rispetto a questo concetto?
La conoscenza è importante, indispensabile, perchè è da questa che bisogna partire, poi però bisogna mettere in pratica questi concetti, tradurli in azioni quotidiane, farle diventare sempre di più nostre…di modo che attraverso il nostro “Fare” vadano a ricreare o addirittura a fare rinascere il nostro “Essere”.

E dice anche…: “ i problemi dell’educazione si risolvono con la semplicità, la FIDUCIA e la stima del bambino. Ci sono pedagogisti che dicono che bisogna conoscere la pedagogia, ma la cosa fondamentale invece è la FIDUCIA NEL BAMBINO, la fede nelle sue forze, il rispetto della sua personalità, il riconoscimento che egli è superiore a ciò che crediamo”.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori  –  “IL MONTESSORI A CASA” 

MONTESSORI…PERCHE’ NO? Le 10 differenze tra l’Educazione Montessori e l’Educazione tradizionale

In questa settimana di inizio scuola voglio enunciare a gran voce: “Montessori…perchè no?”
Ecco qui di seguito le 10 fondamentali differenze tra una scuola a metodo Montessori e una tradizionale.

1) L’educazione  si fonda sul profondo rispetto per i bambini intesi come esseri unici ed irripetibili e si intende  come aiuto al naturale sviluppo dell’essere umano.
1) L’educazione si identifica con un programma curricolare nazionale applicato ad un gruppo di bambini che devono uniformarsi allo stesso standard.

2)      I bambini non sono tutti uguali:  ci sono modi  e tempi diversi di imparare, attitudini differenziate. L’approccio Montessori è studiato in funzione del rispetto di queste diversità, rispondendo alle caratteristiche di ciascuno.
2) I bambini vengono considerati tutti uguali: devono imparare secondo modalità e ritmi uniformi, flessibilità scarsa o nulla.

3) L’insegnante lavora in collaborazione con i bambini sfruttando  la ricchezza degli spunti individuali.
3) Il lavoro è condotto dall’insegnante che non può assecondare spunti individuali se non per brevissimo tempo.

4) I bambini deducono contenuti, regole e significati dall’esperienza diretta con il Materiale Montessori.
4) I bambini ricevono contenuti regole e significati dall’insegnante.

5) I bambini si muovono scegliendo liberamente dove stare,   apprendono attraverso il movimento delle mani utilizzando il Materiale Montessori. Movimento e apprendimento sono interdipendenti.
5) I bambini stanno seduti ai loro banchi  con posti fissi e imparano osservando la lavagna, lavorando esclusivamente con schede prestampate o sui  quaderni.

6) L’autostima di ciascuno si costruisce attraverso la consapevolezza del proprio perfezionamento. I bambini desiderano migliorarsi spinti dalla motivazione personale.
6) L’autostima è costruita attraverso un sistema basato sulla valutazione dell’insegnante. I bambini sono spinti a competere l’uno contro l’altro per meritarsi il miglior voto.

7) Gruppi di lavoro di età eterogenea:  i bambini possono lavorare individualmente o costituire autonomamente un  piccolo gruppo per mettere in atto progetti creativi, e personalizzati.
7) Classi di età omogenea:  il lavoro, organizzato   nei modi e gestito  nei tempi dall’insegnante, non consente ai bambini alcuna libertà di sperimentare soluzioni e processi creativi individuali.  I lavori di gruppo sono guidati.

8) I bambini imparano moltissimo e con grande facilità,  appropriandosi di  efficaci strumenti operativi personalizzati.
8)I bambini imparano meno e spesso con fatica, hanno  possibilità ridotte di sperimentare strumenti operativi personalizzati.

9) Gli errori servono per imparare: i bambini si correggono attraverso il Materiale Montessori, quindi non si scoraggiano e si cimentano con determinazione, energia ed entusiasmo.
9)Gli errori vengono segnalati dall’insegnante, penalizzano la valutazione e  spesso i bambini si scoraggiano,  frenati dalla paura di sbagliare. 

10)  I bambini maturano un alto grado di autodisciplina.
10) La disciplina  è legata al controllo degli insegnanti.

(tratto dal sito di Casa dei bambini Scuola Montessori Milano)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

“IL MONTESSORI A CASA” – Percorsi di Formazione Montessoriana per Genitori e Tate.

 

PSICOARITMETICA: LAVORO CON NUMERI E GETTONI (MARCHETTE)

ETA’
Dai 4 anni.

DESCRIZIONE
Si lavora sul tappeto. Una scatola divisa in due scomparti: a sinistra 10 tessere numerate in rosso da 1 a 10, a destra 55 gettoni di colore rosso.

PRESENTAZIONE
Una volta che il bambino ha scelto o dimostrato interesse per questo lavoro, si trasporta la scatola fino al tappeto scelto per lavorare, e la si appoggia a terra. Ci si siede alla destra del bambino.
Si dispongono in ordine crescente e ugualmente distanziati tra di loro i numeri contandoli ad alta voce.
Si afferra il primo gettone e lo si colloca sotto al n.1 nominandolo, poi due gettoni per il n.2, tre per il n.3, ecc. I gettoni vanno collocati (come nell’immagine) in “coppia” verticalmente, mettendo in posizione centrale il singolo gettone quando si tratta di numero dispari. in questo modo il bambino si rende conto istintivamente della nozione di numero pari e dispari e della loro differenza.

Questo esercizio è una prova per verificare se si conoscono i numeri nella loro successione numerica e le quantità da esse rappresentate.

Questo lavoro contiene in sè la lezione psicologica dei tre tempi.
Infatti: nel PRIMO tempo si dà la rappresentazione dell’oggetto in se stesso (quantità e simboli numerici).
Nel SECONDO tempo si domanda qual è la quantità corrispondente a ciascun simbolo.
Nel TERZO tempo si domanda sia la successione dei numeri, sia la quantità ad essi corrispondente.

Il lavoro contiene il controllo dell’errore: quando il lavoro è terminato la scatola dei gettone deve essere vuota.

Il bambino può scegliere di ripetere il lavoro tutte le volte che gli è necessario.

Al termine del lavoro, le tessere numerate e i gettoni, andranno ricollocati nei relativi scomparti e riposto il tutto sul ripiano dove era stato preso.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
lavoro tratto da IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini

LE REGOLE PER SCEGLIERE UNA SCUOLA DELL’INFANZIA

Durante i lavori di consulenza con le mamme e attraverso i messaggi e le mail che ricevo, una domanda risuona spesso tra le diverse richieste di informazioni: “Come faccio a scegliere la scuola dell’infanzia per mio figlio o mia figlia?

A prescindere che la scuola sia a metodo Montessori oppure no, quindi che si tratti di una tradizionale Scuola Materna o una Casa dei Bambini, ecco qui di seguito le azioni corrette da fare per una scelta più consapevole di una Scuola dell’infanzia per i vostri bambini.

Chiedete di visitarla quando ci sono i bambini. Entrate in modo discreto parlando a bassa voce, ma evitando di interrogare i piccoli. Poi iniziate ad osservare:

– se il clima sonoro della classe e della scuola è discreto o se gli adulti usano voci molto elevate;

– se le stanze appaiono ordinate, armoniose o con molti ornamenti sospesi;

– se i bambini hanno o no libero accesso all’acqua, alla terra, alla sabbia;

– se ci sono animali e piante e i bambini coinvolti nella loro cura;

– se il disegno è davvero libero o si usano schede di prescrittura da colorare;

– se si usano le forbici per varie attività di ritaglio;

– se si prevedono attività di cucina o di artigianato (come tessitura, cucitura, intrecci, collages, piegature con la carta, creta);

– quali e quanti sono gli oggetti e i giochi offerti alla libera scelta dei bambini;

– quanto è lasciato alla loro iniziativa;

– se possono giocare a terra (ci sono tappeti?)

– se si fa musica e si canta; che tipo di canzoni;

– se c’è abbondanza di libri di vario tipo;

– se il pranzo avviene in modo raccolto, quieto e se i bambini partecipano in qualche modo alla sua preparazione, allo svolgimento e al riordino;

– se i più piccoli, abituati in famiglia a dormire, possono riposare anche a scuola;

– se si esce regolarmente in giardino, in città o paese in piccoli gruppi e se si programmano le gite in pulmino;

– se il gioco della casa è curato nei particolari, con proposte diversificate;

– se vi è un orto didattico;

– se è previsto un periodo iniziale di ambientamento e se, almeno nei primi tempi, si può lasciare il bambino solo per mezza giornata.

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori
“IL MONTESSORI A CASA”

(bibliografia: Grazia Honegger Fresco)

(immagine della Scuola Bilingue Montessori Milano)

QUAL E’ IL TUO SCOPO COME “GENITORE MONTESSORIANO”?

Servono oggetti semplici per preparare un ambiente montessoriano, predisporre i lavori nell’ambiente e…attendere l’interesse del bambino attraverso la sua libera scelta; un momento decisivo anche per noi adulti: attendere, un passaggio che non siamo più abituati a fare.

E quando tutto questo accade, è perché abbiamo dato fiducia al bambino, in lui si compie il miracolo della concentrazione, esso sperimenta, ripete per tutto il tempo che ritiene necessario, si autocorregge fino a possedere l’abilità desiderata, interiorizzando concetti astratti e maturando una importantissima e unica fiducia in se stesso….tutto questo ascoltando il suo “maestro interiore” con accanto un adulto discreto e attento, non più “direttivo” ma “in ascolto” dei suoi bisogni, accanto a lui.

Come cambia la figura dell’adulto nell’ambito scolastico montessoriano?
La maestra perde quel ruolo direttivo, ordinante e diretto, nei confronti del bambino, e acquisisce un nuovo ruolo che non sarà più un semplice “Fare”, ma sarà un “Essere”! Un “Essere maestra” in modo discreto ponendo attenzione all’osservazione del bambino, preparando per lui lavori rispondenti, predisporli in un ambiente a sua misura e attendere….attendere che sia il bambino ad andare al lavoro. Questo “piccolo” dettaglio.. è quello che “cambia tutto”, dietro questo c’è da parte dell’adulto la fiducia nel bambino e la libera scelta in un ambiente preparato con delle regole ben chiare e definite.

Solo in questo modo può nascere la concentrazione quella vera, quella che si ripete per volere del bambino stesso; e solo in questo modo il bambino riuscirà a vivere vere esperienze di “Libera Scelta”, di Libertà, che esercitata in questo modo, tutti i giorni, lo porterà ad essere più facilmente un essere pensante e agente liberamente, con più potere decisionale e quella sensazione di “libertà di scelta” che si porterà dietro per tutta la vita.
Certo crescerà, gli ambienti che frequenterà saranno diversi, scuola, lavoro, socializzazione, ma quella libertà lui l’avrà fatta sua ne periodo più importante della sua vita, nei suoi primi 3 anni, in quel momento dove la sua mente assorbente “incarnava” tutto ciò che viveva, tutto ciò che era esperienza.
Quindi GRAZIE a quegli adulti che oggi scelgono fin dalla nascita dei loro bambini questa filosofia di vita o metodo educativo che sia….insomma il Montessori.

Oggi è dura, a volte durissima, l’ho visto in primis da mamma, e lo vedo con tutti i genitori con i quali lavoro. Ma vi rassicuro, il raccolto di questa grande semina, lo raccoglierete, eccome se lo raccoglierete, lo vedo personalmente dopo quasi 10 anni di “educazione e approccio Montessoriano” dove, grazie a mia figlia sono “cresciuta tanto” anch’io….abbiate fede, una grande fede nei vostri bambini e in voi stessi.
E un giorno, quando lasceremo nelle mani dei nostri figli questo mondo, potremmo pensare e comprendere che uno degli scopi più importanti della nostra vita lo abbiamo assolto…e bene!
Buona vita e buon Montessori a voi tutti!

Alessia SalviniTataFamilyCoach Montessori

ATTIVITA’ DI VITA PRATICA MONTESSORI: ASCIUGARE A TERRA CON LO STRACCIO E LO SPAZZOLONE

ATTIVITA’ DI VITA PRATICA MONTESSORI: ASCIUGARE A TERRA CON LO STRACCIO E LO SPAZZOLONE

ETA’
Dai 24 mesi.

DESCRIZIONE
Un grembiule, uno straccio e uno spazzolone.

PRESENTAZIONE
Per terra il pavimento è bagnato, è stata rovesciata dell’acqua. Se il bambino è interessato, lo si invita a lavorare: “Vuoi lavorare? Vedi per terra è bagnato….asciughiamo?”.
Si va a prendere il grembiule e lo si indossa.
Si prende lo straccio e lo si distende aperto a terra.
Si prende lo spazzolone e lo si appoggia dalla parte della spazzola sullo straccio, più precisamente sulla prima metà verso di noi (verso il basso).
Si appoggia il bastone a terra.
Si va verso lo,straccio e, con entrambe le mani, si afferra con la presa a pinza i due angoli superiori dello straccio, si sollevano verticalmente e si ripiegano all’indietro sul dorso della spazzola.
Si ritorna ad afferrare il bastone tenendolo impugnato con la mano destra più in basso (verso metà) col palmo rivolto verso l’alto e con la mano sinistra più in alto e col palmo rivolto verso il basso.
Facendolo scorrere a terra si raggiunge la parte bagnata da asciugare.
Muovendo le braccia avanti e indietro, lo si passa più volte sulla zona bagnata asciugandola.
A questo punto si riappoggia per terra lo spazzolone si va verso lo straccio, lo si afferra nello stesso modo di prima e lo si apre a terra.
Si riprende lo spazzolone e lo si riappende al suo posto, in un apposito armadietto, o appeso ad un gancio al muro.
Si prende lo straccio da terra e lo si mette ed asciugare.

NOTA
Eventualmente si potrà passare e ripassare più volte lo spazzolone con lo straccio a terra per asciugare meglio il pavimento. Questo ovviamente prevede durante il lavoro di strizzatura dello straccio, che (in base alle capacità del bambino) dovrà essere mostrata al bambino o effettuata dall’adulto.

SCOPO DIRETTO
Coordinazione dei movimenti.
Raffinamento psico-motorio.
Coordinazione oculo-manuale.

SCOPO INDIRETTO
Sviluppare la concentrazione e favorire atti di indipendenza. Imparare ad avere cura dell’ambiente.

PUNTO D’INTERESSE
L’acqua che “sparisce” assorbita dallo straccio.

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori

(lavoro tratto dal mio Album di Educatrice Montessori)
(fotografia scattata ad un Congresso organizzato dall’Associazione Montessori Brescia)

LA RIVELAZIONE DEL BAMBINO SECONDO MARIA MONTESSORI

Maria Montessori operò sempre per migliorare le condizioni dell’umanità, perchè – diceva – il bambino è il padre dell’uomo e se si vuole fare crescere l’umanità è dal bambino che bisogna cominciare. Questo convincimento improntò tutta la sua vita e la sua opera, ma fu nei dieci anni trascorsi in India che fu più compiutamente espresso.

“Per molte decadi il bambino mi ha rivelato qualcosa che è nascosto nelle profondità della sua anima. Ma quale mancanza di comprensione, quanti malintesi ho trovato in tanti paesi, perchè la gente pensava che io parlassi di un metodo pedagogico, mentre io parlavo di una rivelazione che mi è stata dall’anima.
Qui da voi sento di essere compresa fino in fondo: non parlerò quindi di un metodo per educare i bambini, ma di qualcosa che viene dall’anima dei bambini, che è stato rivelato dai bambini…
Il bambino è il tesoro supremo, dal quale possiamo attingere forza. Noi dobbiamo considerare il bambino il nostro collaboratore. Lui ha una parte del lavoro, noi un’altra. Il suo compito è donarci la prima luce del vero amore.
La società può cambiare solo se adulti e bambini collaborano. Fare ciò non è facile, e questo è il compito dell’educazione.
LA VERA EDUCAZIONE COINVOLGE NON SOLO IL BAMBINO CHE VIENE EDUCATO, MA ANCHE L’ADULTO CHE SI TRASFORMA.”

La Montessori conclude il suo discorso citando i versi di un antico poeta:
“Il bambino è l’Eterno Messia
inviato continuamente tra gli uomini che sono caduti
per aiutarli a risollevare se stessi,
la loro nazione, il mondo, il cielo.”

(dal discorso tenuto da Maria Montessori in India, ad Adyar, nel 1939)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
IL MONTESSORI A CASA di Alessia Salvini
Educatrice Montessori

LA PRIMA SCUOLA STATALE MONTESSORI – Mongrando/La proposta dell’Educatrice Alessia Salvini: “Manca una realtà simile nel Biellese”.

“Si chiama “The Westacre Montessori School Nursery” e si trova in Norfolk, non lontano da Anmer Hall, dove il duca e la duchessa di Cambridge hanno deciso di far crescere i loro figli. È bastato che il rampollo della casa reale britannica George, erede al trono di Kate Middleton e del principe William, varcasse la soglia di questo asilo, ispirato al metodo educativo sviluppato da Maria Montessori, per far tornare d’attualità l’argomento. Più in Italia, per paradosso, che all’estero: basti pensare che, nel mondo, il metodo nato nel 1907 è applicato in oltre 22mila scuole, mentre nel Paese natale della nota pedagogista e medico, invece, di simili strutture se ne trovano poco più di 150, quasi tutte materne ed elementari concentrate al Nord. Biellese escluso, restando al Settentrione: in provincia, di scuole montessoriane riconosciute e statali non ne è mai stata aperta nessuna.

Una “Montessori” per il Biellese. Fino ad oggi. Sì, perché le cose potrebbero presto cambiare. Il condizionale è d’obbligo, dal momento che si attende l’ok al progetto. Ma, certo, la notizia costituisce un “unicum” sul territorio, e a tutto il territorio intende, se approvata, rivolgersi. Si tratterebbe di una nuova sezione di scuola primaria statale a indirizzo montessoriano, cui farebbero capo le elementari di Mongrando. E lì, a Mongrando, dovrebbe sorgere: il sindaco, Tony Filoni, sostiene il progetto, a firma di una educatrice specializzata della zona, Alessia Salvini, 45 anni, mamma di una bambina di 9.

L’aggettivo “statale” è certo una caratteristica importante dell’iniziativa, come spiega la stessa educatrice: «Ho pensato a una primaria statale che possa essere alla portata di tutti. Questo garantirebbe veramente accessibilità, se pensiamo che di norme le scuole montessoriane non sono statali e hanno rette molto elevate, che arrivano anche a 500 euro al mese. Ho avuto due incontri con la dirigenza scolastica della primaria di Mongrando e la proposta verrà messo ai voti nel prossimo consiglio. Se sarà un sì, si procederà; se sarà un no, vedremo. Sono ottimista».

Il metodo Montessori è, infatti, l’ingrediente fondamentale dell’attività di Alessia Salvini (“Il Montessori a casa”), educatrice e “TataFamilyCoach”: «Porto il metodo Montessori a casa – racconta – creando Incontri con gruppi di genitori della durata di un week end e facendo consulenze personalizzate a domicilio, lavorando sulla preparazione dell’ambiente montessoriano e il rapporto adulto/bambino. Si rivolgono a me, infatti, genitori, nonni, zii, educatori, tate». Consulenze e Incontri che portano questa professionista biellese in giro per l’Italia: «E proprio visitando altre zone, spesso assisto alla nascita di realtà scolastiche legate al metodo Montessori, cosa che qui nel Biellese, a livello statale, non è stata presa in considerazione. Così, ho pensato di farlo io stessa, cercando di realizzare questo mio grande sogno, con l’appoggio dell’Opera Nazionale Montessori di Roma.»

Libera scelta, concentrazione, fiducia, ascolto e autonomia. Un lavoro manuale, in uno spazio organizzato, tempi adeguati alle esigenze del bambino e attività mai imposte, ma che ne seguano le propensioni. Questo il contenuto che potrebbe riempire l’aula della prima classe della prima scuola statale montessoriana del Biellese, con sede a Mongrando: «Questo progetto vuole essere un’opportunità di scelta in più per i genitori non solo di Mongrando ovviamente, ma per tutto il Biellese, la provincia e probabilmente anche oltre. L’obbiettivo primario è il benessere del bambino, loro sono il nostro futuro proprio come dice Maria Montessori “Il Bambino è il padre dell’uomo».”

(Giovanna Boglietti – Eco di Biella del 14 Gennaio 2016)

ATTIVITA’ MONTESSORI: INSERIRE ED ESTRARRE UNA CATENELLA

Età
Dai 15 mesi

Descrizione
Vassoio contenente:
– una ciotolina di ceramica nel cui interno viene posta una catenella
– un vasetto di vetro

Presentazione
Una volta che il bambino sceglie questo lavoro, si prende vassoio con entrambi le mani e se il bambino è in grado e vuole trasportare il vassoio lo si invita a farlo.
Si porta al lavoro sul tavolo.
Si invita a sedersi.
Ci siete alla destra del bambino.
“Ti faccio vedere come si mette la catenella vasetto”.
Con la mano destra, presa pinza, si prende un capo della catenella.
Si solleva verticalmente, sopra la ciotolina, in modo che si allunghi completamente.
Ci si sposta da sinistra a destra, in direzione del vasetto.
Si arriva all’imbocco del vasetto.
Si inserisce l’estremo inferiore della catenella nel vasetto facendo scendere lentamente la mano “accompagnando e inserendo” così tutta la catenella nel vasetto.
Si fa una breve pausa.
A questo punto si afferra con la mano destra il vasetto contenente la catenella, lo si solleva e lo si sposta in direzione della ciotolina.
Si abbassa il vasetto sulla ciotolina e vi si travasa dentro la catenella.
“Adesso tu”.
Si lascia il bambino libero di esplorare il materiale, il quale si dedica all’attività senza alcun nostro intervento.
Quando il bambino ha terminato il lavoro, lo si invita a riporre il materiale.
Se il bambino in grado di trasportare lavoro, lo si accompagna.

Scopo diretto
Coordinazione oculo manuale, manipolazione.
Sviluppare la presa pinza.

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione.

Punto d’interesse
La catenella che si allunga e poi sparisce dentro il vasetto.

Varianti
Si potrà variare l’imbocco del vasetto, proponendo un diametro sempre più stretto.

(Lavoro T ratto dal mio Album personale come Educatrice Montessori)

Buon lavoro a voi tutti, genitori e non, nella preparazione e presentazione del lavoro.
Aspetto i vostri commenti qui o su FB.
Alla presentazione del prossimo lavoro…!!

Alessia Salvini