Quante volte abbiamo pensato o detto queste parole?
Probabilmente perché ce le siamo sentite dire innumerevoli volte quando eravamo piccoli e crescendo ce lo hanno ricordato, magari facendocelo anche pesare un po’.
Ma lasciamo il passato dov’è pensando che i nostri genitori hanno fatto del loro meglio con quelle che erano le loro conoscenze.
Pensiamo al presente, ai messaggi che vogliamo trasmettere ai nostri bambini.
Vogliamo far pesare ai nostri figli le nostre scelte di oggi o ciò che non abbiamo potuto fare a causa loro?
(permettetemi questa espressione)
A parte il periodo di quando sono proprio piccoli e dipendono completamente da noi (ma anche qui ci sarebbero delle riflessioni da fare), i nostri bambini ricoprono un’importanza vitale nella nostra vita: ce ne prendiamo cura, siamo loro accanto nei momenti di difficoltà e li amiamo…a volte più di noi stessi.
A quante mamme ho sentito dire questa frase… magari detta con leggerezza, ma se lo diciamo è perché probabilmente a livello inconscio è ciò che veramente pensiamo.
Voi non immaginate quanto sento forti le parole che sto scrivendo in questo articolo…proprio perché io stessa pensavo e mettevo in atto questo pensiero: prima c’era mia figlia.
Niente di più sbagliato e pericoloso.
In tutti questi anni di crescita, di studio, di esperienza e di lavoro sul campo come mamma ho imparato dai miei errori, e compreso che prima ci siamo noi, e mi riferisco in particolar modo a noi donne.
Questo non vuol dire non amare i propri figli, anzi, significa rendersi consapevoli che questo passaggio è un atto di rispetto nei loro confronti:  perché libera noi e libera loro.
  • Libera noi perché ci sentiamo finalmente liberi di scegliere senza far pesare ai nostri bambini (o ad altri) le nostre scelte: siamo sempre libere di scegliere e di trovare il nostro modo per fare le cose rispettando noi stesse e gli altri.
  • Libera i nostri figli perché non sentiranno più il peso del “lo faccio per lui” o “non posso perché prima c’è lui”..
    Pensaci bene: le scelte le facciamo per noi.
    “Non puoi o non vuoi” diceva un mio vecchio formatore, e diceva bene quando ci spiegava di togliere il ‘posso’ e mettere il ‘voglio‘ e sentire che senso ha ora la nostra frase…sicuramente ha un suono più consapevole.
Nel suo libro “L’arte di educare”, Erich Fromm scrive:
“Chiunque abbia possibilità di studiare l’effetto di una madre dotata di genuino amore per se stessa può vedere come niente sia più utile di dare a un bambino l’esperienza di ciò che è amore, gioia, felicità, e la può ricevere solo il bambino amato da una madre che ama se stessa”.
I ruoli sacrificali non funzionano più, perché nascono dal nostro autocompiacimento, col rischio di cadere nel ricatto verbale nei confronti dei nostri figli.
Sono le esperienze che fanno di noi un buon genitore, il nostro continuo crescere, cercare e migliorarci, senza sentirsi in
colpa per voler essere noi stessi.
Mostrandoci liberi di scegliere, sarà questo il messaggio che passeremo ai nostri bambini e loro lo assorbiranno.
Se ci mostriamo succubi e lamentosi, senza assumerci le nostre responsabilità, loro assorbiranno questo.
Un genitore che ama e dà valore a se stesso, è ciò che mostrerà al suo bambino.
Non ti sei mai accorto che se sei felice tu è più sereno anche il tuo bambino?
Ogni cosa parte da noi: ciò che fai per te, fa star bene anche le persone che ami e questo è ciò che interiorizzerà  il tuo bambino.
Buone riflessioni e buone scelte consapevoli.
Alessia Salvini