In questo articolo voglio parlarvi delle emozioni dei nostri bambini e magari proprio quelle che ci mettono più in difficoltà.

  • Come viviamo le emozioni dei nostri bambini?
  • Come mai ci mettono così tanto in difficoltà?
  • Sono forse ancora le nostre che non abbiamo mai affrontato con consapevolezza?

Risponderò a queste domande in maniera generale declinandole un po’ alla mia realtà di mamma, tu invece cerca di farlo sinceramente come un dono a te stessa/o.

Le emozioni di mia figlia, mi hanno messo spesso in difficoltà, alcune volte tirando fuori il peggio di me.
Dopo infatti mi sentivo male pensando che avrei potuto reagire in un altro modo.
Col tempo, sbagliando, continuando a mettermi e rimettermi in discussione, le cose hanno cominciato a migliorare.

Ma come mai mi mettevano così tanto in difficoltà e, a volte mi ci mettono ancora adesso?

Le risposte possono essere diverse, quanto siamo diversi noi gli uni dagli altri.
A volte perché, senza che ce ne accorgiamo, prendiamo sul personale l’atteggiamento di nostro figlio, ci sale la rabbia proprio come quando ci arrabbiamo con un adulto…ma è diverso.

  • A volte perché dimentichiamo che i nostri bambini a quell’età sono ancora piccoli e non hanno ancora gli strumenti e le capacità per gestire le emozioni come noi adulti.
  • A volte perché partiamo dal presupposto che siamo stanchi e che non ce la facciamo più.
  • A volte non siamo attenti nell’osservazione dei nostri bambini e lasciamo che il loro ‘livello di rabbia’ salga a dismisura con il rischio che possa creare danni a se stesso o agli altri, quando invece se ce ne accorgevamo, potevamo intervenire prima.
  • E infine quando pensiamo di sistemare le cose arrabbiandoci anche noi, urlando o utilizzando ricatti e  castighi.

Abbiamo ottenuto dei risultati in questo modo?

Non penso.
Vediamo un po’ cosa invece possiamo fare, non solo per il bene dei nostri bambini, ma anche per il nostro.
Innanzitutto osserviamo…imparare a osservare i nostri bambini senza pregiudizi è uno dei passi fondamentali per mettere in atto il metodo Montessori.
Attraverso l’osservazione avviene l’ascolto: quanto ascoltiamo i nostri bambini? O abbiamo sempre fretta perché impegnati in qualcos’altro?
Mettiamoci alla loro altezza, ascoltiamoli e aiutiamoli a verbalizzare a raccontarci con le parole le loro emozioni.
Offriamo loro il nostro contatto anziché allontanarli, lasciandoli soli o mettendoli in castigo.

Il bambino riflette il nostro Essere e il nostro Fare con lui: se noi urliamo, lui urlerà di più, se noi lo strattoniamo anche lui alzerà le mani contro di noi, se noi lo allontaniamo lui allontanerà noi. E’ questo che vogliamo?

Teniamo bene a mente che i capricci e la rabbia, spesso e volentieri, sono reazioni verso le nostre azioni e noi, perché non abbiamo compreso i reali bisogni del bambino in quel momento.
Con questo non si vuole colpevolizzare nessuno, il mio scopo è fare in modo che questi approfondimenti possano esservi di aiuto per accorgervi un attimo prima…per fare un bel respiro profondo, come dico io “diamo ossigeno al cervello“…e scegliamo diversamente, troviamo nuovi modi e: come saremo noi con il bambino, lui sarà con noi.

E infine è corretto anche una riflessione dentro di noi chiedendoci com’è la nostra relazione con le emozioni, soprattutto quelle forti come la rabbia o la paura, magari ripensando a come l’abbiamo sempre gestita o come ci hanno detto sempre di gestirla: dando il peggio di noi, nascondendola oppure riconoscendola e accettandola?

Vi auguro buone riflessioni e buon ascolto e osservazione delle vostre emozioni e di quelle dei vostri bambini.

Alessia Salvini