Un tempo, quando eri più piccola, pensavo a quante occasioni ed eventi mi stavo perdendo per seguire te Elisa, che a quell’età mi portavi ovunque, ma, spesso e volentieri, non dove volevo andare io: “Mamma vieni…guarda”.

Questa foto per esempio ti ritrae tanti anni fa, eravamo all’Isola d’Elba e noi eravamo fuori da una grande struttura sportiva dove era in corso una premiazione importante, ma noi eravamo fuori, perchè tu, come sempre (ed è naturale che sia così), volevi uscire ed esplorare il territorio a modo tuo.

Ti sei fermata accanto a questi cespugli di fiori e spighe, ne eri fortemente attratta, li strappavi uno dopo l’altro, con la lentezza e l’attenzione di uno scienziato, li osservavi, li manipolavi…e a volte mi spiegavi a parole tue quali erano le tue impressioni.

In occasioni come queste, a volte mi capitava di pensare che mi stavo ‘perdendo qualcosa’, per esempio la compagnia delle altre persone con le quali eravamo andate lì, ma col tempo, e a oggi che hai dodici anni, sono sempre più in pace con me stessa in merito alle scelte educative fatte allora per te Elisa.

Quando rallentavi e osservavi ogni centimetro quadrato delle nostre passeggiate, quando correvi via e io ti raggiungevo per vedere cosa avevi trovato o visto, quando ti incantavi a guardare le foglie di un albero mosse leggermente dal vento o quando ancora ti sedevi a terra nel prato e sembrava fissassi il vuoto o non facessi nulla…all’inizio mi domandavo cosa stessi facendo, ma non ti ho mai disturbata, dove mi era possibile ho sempre scelto di darti tutto il tempo che ti era necessario.

Col tempo ho compreso anche questo: in quei momenti eri in solitudine e silenzio con te stessa.

Quanti insegnamenti mi hai dato la possibilità di vedere, osservare ed imparare…sempre.

“Grazie Elisa”

Ho scritto oggi quest’articolo, perchè ognuno di noi possa accorgersi e ringraziare dell’insegnamento che può ricevere ogni giorno da un bambino.