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SCATOLA DEL RITAGLIO MONTESSORI

Età: dai 24 mesi.

  • Descrizione
    Una scatola di cartone molto resistente rivestita con carta fiorentina (o una carta piuttosto resistente bella, ma che non rappresenti personaggi tv ecc.), divisa in due scomparti:
    – quello a destra suddiviso in ulteriori tre scomparti (vedi disegno)
    – nel primo partendo dall’alto la forbice che dovrà  essere con le punte arrotondate e delle dimensioni adatte per essere facilmente impugnata da un bambino di questa età;
    – nel secondo e nel terzo scomparto saranno collocate delle strisce rettangolari di cartoncino leggero con tracciati segmenti che si desiderano far tagliare al bambino.

 

  • Presentazione
    Quando il bambino mostra interesse per questo lavoro, si prende la scatola con entrambe le mani e la si porta al tavolo.
    Si invita il bambino a sedersi.
    Ci si siede alla destra del bambino.
    Si prende con la mano sinistra “punta delle forbici” e la si solleva di fronte a noi e al bambino
    Si alza lentamente la mano destra e infiliamo le dita negli anelli della forbice:

si infila il pollice nella presa superiore più piccola mentre il medio si infilerà nella presa inferiore più grande, l’indice sostiene la forbice.
Solo a questo punto stacchiamo la presa della mano sinistra dalla  forbice.
Con la mano sinistra afferriamo una striscia di carta.
Si tiene la forbice ben dritta davanti a noi.
Si apre molto lentamente e si posiziona in corrispondenza del primo segmento sulla destra, presente sulla striscia di cartoncino.
Con un movimento deciso si chiude la forbice tagliando così l’estremità del cartoncino, facendolo cadere nell’apposito ciotolino contenitore.
Si apre nuovamente la forbice e si posiziona in corrispondenza dell’ultimo segno tracciato sulla destra del cartoncino.
Si procede nello stesso modo per terminare il ritaglio.
Si ripone la forbice nella sua sede.
Si chiede al bambino se desidera provare a tagliare una striscia di cartoncino.
In caso affermativo lasciar sperimentare al bambino questa attività per quanto tempo lo desidera.
Al termine del lavoro il bambino potrà scegliere se buttare i suoi ritagli oppure raccoglierli in un apposito contenitore o busta, per poi utilizzarli eventualmente in futuro per un collage.
AI termine dell’attività si ripone la scatola del ritaglio al suo posto.

 

  • Scopo diretto
    Affinamento delle abilità manuali del bambino.
    Favorire una buona coordinazione oculo-manuale.
  • Scopo indiretto
    Favorire la concentrazione.
  • Punto d’interesse
    Riuscire a tagliare autonomamente.

 

  • Varianti
    Strisce che aumenteranno progressivamente di misura in altezza.
    Linee spezzate e curve.
    Percorsi più o meno semplici.
    Forme
    Sagome di animali

    Lavoro tratto da “IL MONTESSORI A CASA” (il libro)
    di Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori.

SAI PERCHE’ STAI SCEGLIENDO “IL MONTESSORI” COME METODO EDUCATIVO?

SAI PERCHE’ STAI SCEGLIENDO “IL MONTESSORI” COME METODO EDUCATIVO?

Con la parola “PERCHE’” io intendo la “propria motivazione personale”.

Una volta che ho acquisito la conoscenza di questo metodo perché dovrei scegliere di viverlo? Qual è lo scopo o l’obiettivo che mi interessa raggiungere?

Cosa sento più allineato nelle mie corde del metodo #Montessori…cosa invece un po’ mi spaventa o penso che forse non riuscire a fare?

Sono tante le domande che un genitore si pone dopo che ha letto almeno un  libro della Montessori o che ha cominciato a informarsi.

In merito alle conoscenze che avete acquisito sino ad oggi come vi sentite?

Ecco questo è una parte fondamentale del mio lavoro: aiutare i #genitori a portare nella propria quotidianità la filosofia montessoriana, aiutandoli a viverla in primis sulla loro pelle, perché come dice Maria Montessori: “Prima di educare un #bambino  dobbiamo educare noi stessi”.

Dobbiamo riflettere molto bene su questo perché è il punto di partenza del Montessori a casa, ossia di vivere 24 ore su 24 con rispetto e fiducia nei confronti dei nostri bambini.

La Montessori dice anche:
“..i problemi dell’educazione si risolvono con la semplicità, la fiducia e la stima del bambino. Ci sono pedagogisti che dicono che bisogna conoscere la pedagogia, ma la cosa fondamentale invece è
LA FIDUCIA NEL BAMBINO,
la fede nelle sue forze, il rispetto della sua personalità,
il riconoscimento che egli è superiore a ciò che crediamo.”


Si tratta infatti di un concetto fondamentale sul quale si basa il metodo Montessori.

Riusciamo a guardare i nostri bambini pensando che quello che stanno scegliendo di fare o di sperimentare è esattamente quello di cui hanno bisogno?

Certo! Perché il bambino per natura sa già di cosa ha bisogno per la sua naturale e corretta crescita fisica ed interiore, quali tipi di esperienze fare per far suoi dei concetti, per interiorizzare la fiducia in se stesso e nelle proprie capacità.

Scegliere un’educazione di questo tipo implica inevitabilmente un grande lavoro dell’adulto su se stesso, il mettere in discussione tutto, o quasi, ciò che fino ad ora erano le abitudini del “così fan tutti o così hanno fatto con me”.

Spesso e volentieri può voler dire andare anche contro il pensiero di  amici e parenti, ma non temete e non demordete, poiché sarà proprio il tempo a confermare ciò che voi genitori per amore dei vostri figli e con tanta passione avete portato avanti nei giorni, nei mesi, negli anni.

 

LA FIDUCIA E’ ESSENZIALE!

Un lavoro basato sulla Fiducia nei vostri bambini e Fiducia in voi stessi per quello che state scegliendo di essere e di fare.

Saranno proprio i bambini stessi con il loro Essere, il loro Fare a mostrare che “c’è un altro modo” ed è proprio il modo naturale, perché Maria Montessori dice e scrive che lei non  ha scoperto nulla….lei ha solo osservato il bambino!

Nel momento in cui scegliamo di portare nella nostra quotidianità il Montessori dobbiamo inevitabilmente prima partire da un lavoro sull’Essere fino ad arrivare a un lavoro sul Fare.

Buon Montessori consapevole a voi tutti!

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori  –  “IL MONTESSORI A CASA”

I TELAI DELLE ALLACCIATURE MONTESSORI: IL TELAIO CON I BOTTONI

I TELAI DELLE ALLACCIATURE MONTESSORI: IL TELAIO CON I BOTTONI

I telai sono oggetti che servono ai bambini come esercizi di analisi dei movimenti, così strutturati: un telaio di legno che porta due rettangoli di stoffa i quali si possono unire/allacciare.
Ogni telaio presenta un differente modo di unione: bottoni, ganci, lacci, nastri, fibbie, automatici ecc. Questi oggetti di sviluppo si riferiscono agli atti pratici del vestirsi. I due lembi di stoffa devono prima essere giustapposti in modo che ai due lati si corrispondano reciprocamente per essere allacciati.
Se questi sono occhielli nei quali si deve infilare un laccio, ovvero se sono asola e bottone, o nastri da annodare, richiedono manovre diverse, e abbastanza complesse per poter far distinguere al bambino gli atti successivi; ciascuno dei quali deve completarsi prima di procedere all’altro.

Esempio: il bottone deve essere preso con una mano mentre l’altra tira l’asola in modo che essa ed il bottone messo di taglio si sovrappongano; poi il bottone passa; quindi esso viene ancora disposto orizzontalmente.
Dopo che viene mostrato con esattezza il modo di procedere, il bambino continua indefinitamente a provare e riprovare, abbottonando e sbottonando molte volte, fino a che acquista abilità e sveltezza.
(Maria Montessori, “La scoperta del bambino”)

TELAIO CON BOTTONI GRANDI

Età: dai 24 mesi

Descrizione
Telaio quadrato in legno con cinque chiusure a bottone di egual grandezza e di egual colore.

Presentazione
Quando il bambino mostra interesse per questa attività, si prende il telaio e lo si porta al tavolo nominandolo.
Si appoggia il telaio sul tavolo, si invita il bambino a sedersi e ci si siede alla sua destra.
Con le dita della mano sinistra (presa a pinza) si afferra il primo bottone in alto.
Con le dita della mano destra (presa a pinza) si afferra il lembo di stoffa accanto all’occhiello del bottone che si sta per sfilare.
Si allarga leggermente l’occhiello e vi si inserisce parte del bottone
spingendolo delicatamente.
Con la mano destra si lascia la presa del lembo di stoffa e si afferra il bottone che sta passando attraverso l’asola.
Con la mano sinistra si lascia la presa del bottone e si afferra il lembo di stoffa.

Con la mano destra si tira completamente il bottone fino a sfilarlo.
Si ripete l’operazione anche per gli altri quattro bottoni.
Si procede ad aprire prima un lato e poi l’altro dei due lembi di stoffa.
Si afferra con le due mani (presa a pinza) gli angoli della stoffa del
lato delle asole e lo si apre, si procede nello stesso modo e si apre il lato dei bottoni.
Si fa una breve pausa per far notare al bambino l’apertura.
“Aperto”.
Si afferra sempre con le due mani, e la presa a pinza, i due angoli della stoffa coi bottoni e la si chiude.
Si procede nello stesso modo chiudendo anche il lato di stoffa con le asole e si cerca di sovrapporre quest’ultime ai bottoni.

Si comincia l’abbottonatura.
Con la mano destra (presa a pinza) si afferra l’asola.
Con la mano sinistra (presa a pinza) si afferra il bottone e lo si spinge infilandolo per metà nell’asola.
Con la mano destra si lascia l’asola e si afferra il bottone.
Con la mano sinistra si lascia il bottone e si afferra l’asola.
A questo punto con la mano destra tiro il bottone fino a farlo uscire del tutto. Si ripete la stessa operazione per anche gli altri quattro bottoni.
“Chiuso”.
Terminato il lavoro si prende il telaio e lo si rimette al suo posto.

Scopo diretto
Coordinazione oculo-manuale.
Raffinamento della presa a pinza.
Sviluppo dell’indipendenza.

Scopo indiretto
Ordine logico e sequenzialità delle azioni.
Favorire l’indipendenza nello svestirsi e nel vestirsi.
Arricchimento del linguaggio.

Punto d’interesse
Riuscire ad infilare completamente il bottone.

Alessia Salvini

(tratto dal mio progetto e futuro libro “IL MONTESSORI A CASA” – Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori)

METODO MONTESSORI: QUALI SONO I LIMITI POSTI AI BAMBINI?

NEL METODO #MONTESSORI QUALI SONO I LIMITI POSTI AI BAMBINI??

“Nel nostro lavoro c’è molto rispetto per la libertà individuale, è uno spazio di libertà che si dà al #bambino ma non senza limiti; il bambino può scegliere ma ci sono alcune cose che non può fare, per esempio non può togliere un gioco ad un altro bambino.

Se capita ad esempio che un bimbo arraffa un giochino a quell’altro, con gentilezza l’educatrice cerca di far capire al bimbo in questione che ci potrà giocare più tardi con quello stesso gioco e nel frattempo di prenderne un altro. Ovviamente non si ottiene subito il risultato voluto, i bimbi poi adesso sono abituati a dimenarsi a terra e urlare per ottenere le cose.

Questo è un criterio per cui di ogni oggetto c’è un solo esemplare e i bambini sanno che lo possono tenere per tutto il tempo a loro necessario, dopo però lo devono rimettere a posto, i piccolini all’inizio non lo sanno fare, lasciano le cose in giro, allora con pazienza si insegna che se questo è il posto del bicchiere lì va rimesso, ed è compito della maestra curare l’ordine dell’ambiente.

I visitatori che vengono nelle nostre scuole sono sempre molto colpiti dall’ordine che è un punto di riferimento visivo per il bambino. C’è una grande libertà però ci sono dei confini molto precisi. I bambini oggi fanno di tutto e di più perché i #genitori non mettono confini, per questo le maestre sono disperate; bisogna ricominciare con pazienza a dire si, no, si può fare, tanti si molto concreti con gli oggetti a disposizione, questo è molto importante, di modo che i bambini abbiano tante cose da fare concrete al loro livello(…).

Però i No vanno detti senza rabbia, senza giudizio, devono impararlo questo le maestre.

Gli devi dire il tuo di no, quello giusto, che lo aiuta a darsi una regola e questo è per i bambini una cosa straordinaria, osservare come già nei piccolini comincia questo senso di responsabilità, del capire che la bambola va rimessa nella sua culla, perché dopo c’è qualche altro bambino che ci vuole giocare. Ci sono tante modalità per far crescere i bambini con questo senso di rispetto per l’ambiente, visto che l’adulto ha preparato per loro in modo molto rispettoso l’ambiente in cui loro vivono(…)

Bisogna dare al bambino il tempo di imparare, ma non facendo delle prediche o sgridandoli o punendoli, ma semplicemente avendo un atteggiamento molto tranquillo sapendo che la #regola è quella e che fa stare bene il bambino, perché lui sa come si deve comportare. Il metodo #Montessori offre ai bimbi #autonomia, ricchezza e indipendenza e allo stesso tempo questo senso di calma e di ordine che parte dal fatto che l’educatore non grida mai, perché l’adulto non deve mai alzare la voce, deve parlare ai bambini con rispetto, come si fa tra persone amiche”.

(Grazia Honegger Fresco)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori – IL MONTESSORI A CASA

ATTIVITA’ MONTESSORI: IL MOMENTO DEL PASTO (dai 7 mesi in poi)

– DESCRIZIONE
– un vassoio o cestino contenente tutto l’occorrente per il pranzo
– una tovaglietta
– un bavaglino
– una ciotola o piccolo piatto in ceramica
– un piccolo bicchiere di vetro
– due cucchiaini in acciaio, uno per il bambino e uno per l’adulto
– una eventuale spugnetta per raccogliere il cibo che cade

ATTIVITA’
Una volta che il bambino è seduto a tavola (o al suo tavolino), si trasporta il vassoio pronto, con il cibo, al tavolo e si appoggia lentamente.
Ci si siede di fronte al bambino, si estrae la tovaglietta e si stende davanti al bambino. “Adesso indossiamo il bavaglino” e si aiuta il bambino a indossare il bavaglino.
Si posiziona la ciotola al centro della tovaglietta e si pone un cucchiaio alla nostra destra e l’altro alla destra del bambino.
Molto lentamente si prende un po’ di cibo dal piatto e lo si offre al bambino, è importante cercare e comprendere il ritmo del bambino senza insistere.
“Hai sete?” si offre dell’acqua al bambino porgendogli il bicchiere.
Si mantiene il contatto visivo con il bambino che se desidera potrà prendere il suo cucchiaio e provare a portare il cibo alla bocca da sè. Se il bambino sperimenta di toccare il cibo con le mani, lo lasciamo fare.
Quando il bambino ci sembra sazio, o allontana la ciotola in segno di rifiuto, la prendiamo la rimettiamo sul vassoio insieme alle posate. Togliamo il bavaglino al bambino, sempre descrivendogli i movimenti che si compiono.
Arrotoliamo la tovaglietta e la ritiriamo. Ci si alza, si riordina la sedia. Si prende il vassoio e lo si porta in cucina.
A seconda dell’età del bambino il momento del pasto sarà molto differente, egli diventerà sempre più partecipativo ed indipendente.

SCOPO DIRETTO
Cura di sè nel momento del pasto.

SCOPO INDIRETTO
Sviluppare l’indipendenza.
Favorire la relazione con il bambino.
Sviluppare il linguaggio.
Stimolare la concentrazione.

PUNTO D’INTERESSE
Il cibo

(attività tratta dal mio Album come Educatrice Montessori)

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori

QUAL E’ IL TUO SCOPO COME “GENITORE MONTESSORIANO”?

Servono oggetti semplici per preparare un ambiente montessoriano, predisporre i lavori nell’ambiente e…attendere l’interesse del bambino attraverso la sua libera scelta; un momento decisivo anche per noi adulti: attendere, un passaggio che non siamo più abituati a fare.

E quando tutto questo accade, è perché abbiamo dato fiducia al bambino, in lui si compie il miracolo della concentrazione, esso sperimenta, ripete per tutto il tempo che ritiene necessario, si autocorregge fino a possedere l’abilità desiderata, interiorizzando concetti astratti e maturando una importantissima e unica fiducia in se stesso….tutto questo ascoltando il suo “maestro interiore” con accanto un adulto discreto e attento, non più “direttivo” ma “in ascolto” dei suoi bisogni, accanto a lui.

Come cambia la figura dell’adulto nell’ambito scolastico montessoriano?
La maestra perde quel ruolo direttivo, ordinante e diretto, nei confronti del bambino, e acquisisce un nuovo ruolo che non sarà più un semplice “Fare”, ma sarà un “Essere”! Un “Essere maestra” in modo discreto ponendo attenzione all’osservazione del bambino, preparando per lui lavori rispondenti, predisporli in un ambiente a sua misura e attendere….attendere che sia il bambino ad andare al lavoro. Questo “piccolo” dettaglio.. è quello che “cambia tutto”, dietro questo c’è da parte dell’adulto la fiducia nel bambino e la libera scelta in un ambiente preparato con delle regole ben chiare e definite.

Solo in questo modo può nascere la concentrazione quella vera, quella che si ripete per volere del bambino stesso; e solo in questo modo il bambino riuscirà a vivere vere esperienze di “Libera Scelta”, di Libertà, che esercitata in questo modo, tutti i giorni, lo porterà ad essere più facilmente un essere pensante e agente liberamente, con più potere decisionale e quella sensazione di “libertà di scelta” che si porterà dietro per tutta la vita.
Certo crescerà, gli ambienti che frequenterà saranno diversi, scuola, lavoro, socializzazione, ma quella libertà lui l’avrà fatta sua ne periodo più importante della sua vita, nei suoi primi 3 anni, in quel momento dove la sua mente assorbente “incarnava” tutto ciò che viveva, tutto ciò che era esperienza.
Quindi GRAZIE a quegli adulti che oggi scelgono fin dalla nascita dei loro bambini questa filosofia di vita o metodo educativo che sia….insomma il Montessori.

Oggi è dura, a volte durissima, l’ho visto in primis da mamma, e lo vedo con tutti i genitori con i quali lavoro. Ma vi rassicuro, il raccolto di questa grande semina, lo raccoglierete, eccome se lo raccoglierete, lo vedo personalmente dopo quasi 10 anni di “educazione e approccio Montessoriano” dove, grazie a mia figlia sono “cresciuta tanto” anch’io….abbiate fede, una grande fede nei vostri bambini e in voi stessi.
E un giorno, quando lasceremo nelle mani dei nostri figli questo mondo, potremmo pensare e comprendere che uno degli scopi più importanti della nostra vita lo abbiamo assolto…e bene!
Buona vita e buon Montessori a voi tutti!

Alessia SalviniTataFamilyCoach Montessori

MONTESSORI – ATTIVITA’ DEL PRANZO: PREPARARE LA SPREMUTA

ATTIVITA’ DEL PRANZO MONTESSORI: PEPARARE LA SPREMUTA.

– Età
Dai 24 mesi

– Descrizione
Tavolino lavabile
Vassoio
Spremiagrumi dotato di contenitore raccogli succo
Piatto contenente gli agrumi tagliati a metà
Bicchiere
Contenitore per gli agrumi spremuti
Cucchiaino
Grembiule per le attività di cucina
Piccolo straccio per asciugare il tavolo

– Presentazione
Quando il bambino ha mostrato interesse per questo tipo di attività lo si invita al tavolino, nominando il lavoro che si andrà a svolgere. Si aiuta il bambino a indossare il grembiule.
Con la mano destra si afferra la metà dell’agrume e si va ad appoggiare la faccia tagliata facendo coincidere il centro con la punta dello spremiagrumi, si preme con forza, si lascia leggermente la presa e si fa ruotare la mano più volte fino a che l’agrume sarà tutto spremuto.
Si mette l’agrume spremuto nell’apposito contenitore.
Con la mano sinistra si tiene lo spremiagrumi, con la mano destra si afferra il cucchiaino e, facendolo girare sulla polpa spremuta, si fa scendere l’eventuale succo residuo.
Si toglie la parte superiore dello spremiagrumi.
Si invita il bambino (se lo desidera) a versare il liquido spremuto nel bicchiere.
Col cucchiaino si svuota la parte residua della polpa rimasta solo spremiagrumi nel contenitore delle grucce spremute.
Si va al lavandino a lavare lo spremiagrumi e lo si asciuga.
E infine si pulisce il tavolo.

– Scopo diretto
Coordinazione oculo-manuale.
Sequenzialità delle azioni.

– Scopo indiretto
Concentrazione.
Sviluppo dell’autonomia.

– Punto d’interesse
Premere con forza l’agrume sullo spremi agrumi.
Vuotare il succo spremuto nel bicchiere.

(Attività tratta dal mio Album di Educatrice Montessori)

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori

ATTIVITA’ DI VITA PRATICA MONTESSORI: ASCIUGARE A TERRA CON LO STRACCIO E LO SPAZZOLONE

ATTIVITA’ DI VITA PRATICA MONTESSORI: ASCIUGARE A TERRA CON LO STRACCIO E LO SPAZZOLONE

ETA’
Dai 24 mesi.

DESCRIZIONE
Un grembiule, uno straccio e uno spazzolone.

PRESENTAZIONE
Per terra il pavimento è bagnato, è stata rovesciata dell’acqua. Se il bambino è interessato, lo si invita a lavorare: “Vuoi lavorare? Vedi per terra è bagnato….asciughiamo?”.
Si va a prendere il grembiule e lo si indossa.
Si prende lo straccio e lo si distende aperto a terra.
Si prende lo spazzolone e lo si appoggia dalla parte della spazzola sullo straccio, più precisamente sulla prima metà verso di noi (verso il basso).
Si appoggia il bastone a terra.
Si va verso lo,straccio e, con entrambe le mani, si afferra con la presa a pinza i due angoli superiori dello straccio, si sollevano verticalmente e si ripiegano all’indietro sul dorso della spazzola.
Si ritorna ad afferrare il bastone tenendolo impugnato con la mano destra più in basso (verso metà) col palmo rivolto verso l’alto e con la mano sinistra più in alto e col palmo rivolto verso il basso.
Facendolo scorrere a terra si raggiunge la parte bagnata da asciugare.
Muovendo le braccia avanti e indietro, lo si passa più volte sulla zona bagnata asciugandola.
A questo punto si riappoggia per terra lo spazzolone si va verso lo straccio, lo si afferra nello stesso modo di prima e lo si apre a terra.
Si riprende lo spazzolone e lo si riappende al suo posto, in un apposito armadietto, o appeso ad un gancio al muro.
Si prende lo straccio da terra e lo si mette ed asciugare.

NOTA
Eventualmente si potrà passare e ripassare più volte lo spazzolone con lo straccio a terra per asciugare meglio il pavimento. Questo ovviamente prevede durante il lavoro di strizzatura dello straccio, che (in base alle capacità del bambino) dovrà essere mostrata al bambino o effettuata dall’adulto.

SCOPO DIRETTO
Coordinazione dei movimenti.
Raffinamento psico-motorio.
Coordinazione oculo-manuale.

SCOPO INDIRETTO
Sviluppare la concentrazione e favorire atti di indipendenza. Imparare ad avere cura dell’ambiente.

PUNTO D’INTERESSE
L’acqua che “sparisce” assorbita dallo straccio.

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori

(lavoro tratto dal mio Album di Educatrice Montessori)
(fotografia scattata ad un Congresso organizzato dall’Associazione Montessori Brescia)

ATTIVITA’ MONTESSORI: LA PREPARAZIONE DELLA MERENDA

Un modo per incoraggiare vostro figlio a consumare spuntini sani è invitarlo o meglio ancora, a dargli gli strumenti e mostrargli come prepararseli da solo.

Se osservate che il vostro bambino è molto interessato ai vostri lavori di vita pratica in cucina e a tagliare, potrebbe essere il momento di mostrargli come si utilizza un coltellino, scegliendone uno con la punta arrotondata e con la lama affilata quanto basta per tagliare una banana o del formaggio morbido.
Mostrategli come afferrare il manico e come utilizzare la posata per spalmare il burro, marmellata e simili. In seguito, dopo che il bimbo avrà imparato ad eseguire questa operazione, potrete mostrargli ad adoperare il coltello per tagliare un alimento molle, per esempio una banana.
Il passaggio successivo, quando sarà un po’ più grande, più forte e più capace di controllare la posata, passate a cibi più difficili come carote e sedano.

Assicuratevi che possa accedere con facilità, senza aiuto, e quindi in completa autonomia, a tutti gli utensili e gli ingredienti di cui ha bisogno per prepararsi la merenda, ricordando di riservare un piano basso agli alimenti che vanno conservati in frigorifero.

Quando avrà acquisito una sufficiente sicurezza, invitatelo a preparare un piatto con una banana affettata e qualche crackers spalmato di marmellata. Aggiungete un po’ di stuzzicadenti (o se preferite delle piccole forchettine) per raccogliere le fettine di frutta dal piatto e suggeritegli di offrire lo spuntino a tutti i membri della famiglia.

Questa modalità di approccio è molto importante per aiutare a rendere sempre più autonomo e responsabile il bambino, e non solo, si va anche a lavorare sul suo senso dell’ordine. Infatti sarà lui che autonomamente andrà a prendere gli attrezzi e gli alimenti che gli servono, compirà il lavoro e dopo che avrà consumato la sua merenda,  la fase di riordino potrà essere quella di portare un oggetto per volta al lavandino e procedere al lavaggio.

Sarà compito del genitore, come sempre, mostrargli la prima volta come si fa: trasportare gli oggetti al lavandino, l’utilizzo del sapone per i piatti, della spugna e il risciacquo con acqua corrente.

La vita, come il Montessori, va mostrata.

E se proprio vogliamo, e il bambino è interessato, possiamo proporgli (mostrandogliela) l’asciugatura delle stoviglie e delle posate con riordino delle stesse al loro posto.
Questa sarà una conclusione del lavoro che lo gratificherà tantissimo, l’acqua ha infatti sempre un gran potenziale di concentrazione e nello stesso tempo di rilassamento nel bambino. E se per caso capiterà che non avrà voglia di farlo, non preoccupatevi, non forzatelo, sarà poi lui, quando nutrirà quell’interesse, a farsi avanti per sperimentare sempre più esperienze di vita pratica che vede fare a voi quotidianamente in casa, nel suo ambiente.

Infine un’altra interessante attività che si può scegliere di proporre al bambino in questo contesto è ovviamente l’apparecchiatura, utilizzando il  tavolino (con un paio di sedie abbinate) alla sua altezza che solitamente adopera per i suoi lavori; utilizzando, volendo, le pratiche tovagliette con già disegnate sopra le posizioni dove andranno disposte posate, piatto e bicchiere. E chiudendo il ciclo del lavoro: la sparecchiatura.

So che qualcuno mi scriverà sicuramente per chiedermi l’età a cui proporre queste attività, come sempre vi rispondo che non c’è un’età fissa, vi potrei dire intorno ai 2 anni di età, ma sarà come sempre il vostro bambino, attraverso la vostra osservazione, a dirvi quando sarà ora di predisporlo nell’ambiente.

Buon lavoro e buone merende a voi tutti!

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori
“Il Montessori a casa” di Alessia Salvini
Educatrice Coach Consulente Familiare

ATTIVITA’ MONTESSORI: INSERIRE ED ESTRARRE UNA CATENELLA

Età
Dai 15 mesi

Descrizione
Vassoio contenente:
– una ciotolina di ceramica nel cui interno viene posta una catenella
– un vasetto di vetro

Presentazione
Una volta che il bambino sceglie questo lavoro, si prende vassoio con entrambi le mani e se il bambino è in grado e vuole trasportare il vassoio lo si invita a farlo.
Si porta al lavoro sul tavolo.
Si invita a sedersi.
Ci siete alla destra del bambino.
“Ti faccio vedere come si mette la catenella vasetto”.
Con la mano destra, presa pinza, si prende un capo della catenella.
Si solleva verticalmente, sopra la ciotolina, in modo che si allunghi completamente.
Ci si sposta da sinistra a destra, in direzione del vasetto.
Si arriva all’imbocco del vasetto.
Si inserisce l’estremo inferiore della catenella nel vasetto facendo scendere lentamente la mano “accompagnando e inserendo” così tutta la catenella nel vasetto.
Si fa una breve pausa.
A questo punto si afferra con la mano destra il vasetto contenente la catenella, lo si solleva e lo si sposta in direzione della ciotolina.
Si abbassa il vasetto sulla ciotolina e vi si travasa dentro la catenella.
“Adesso tu”.
Si lascia il bambino libero di esplorare il materiale, il quale si dedica all’attività senza alcun nostro intervento.
Quando il bambino ha terminato il lavoro, lo si invita a riporre il materiale.
Se il bambino in grado di trasportare lavoro, lo si accompagna.

Scopo diretto
Coordinazione oculo manuale, manipolazione.
Sviluppare la presa pinza.

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione.

Punto d’interesse
La catenella che si allunga e poi sparisce dentro il vasetto.

Varianti
Si potrà variare l’imbocco del vasetto, proponendo un diametro sempre più stretto.

(Lavoro T ratto dal mio Album personale come Educatrice Montessori)

Buon lavoro a voi tutti, genitori e non, nella preparazione e presentazione del lavoro.
Aspetto i vostri commenti qui o su FB.
Alla presentazione del prossimo lavoro…!!

Alessia Salvini