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SAI PERCHE’ STAI SCEGLIENDO “IL MONTESSORI” COME METODO EDUCATIVO?

SAI PERCHE’ STAI SCEGLIENDO “IL MONTESSORI” COME METODO EDUCATIVO?

Con la parola “PERCHE’” io intendo la “propria motivazione personale”.

Una volta che ho acquisito la conoscenza di questo metodo perché dovrei scegliere di viverlo? Qual è lo scopo o l’obiettivo che mi interessa raggiungere?

Cosa sento più allineato nelle mie corde del metodo #Montessori…cosa invece un po’ mi spaventa o penso che forse non riuscire a fare?

Sono tante le domande che un genitore si pone dopo che ha letto almeno un  libro della Montessori o che ha cominciato a informarsi.

In merito alle conoscenze che avete acquisito sino ad oggi come vi sentite?

Ecco questo è una parte fondamentale del mio lavoro: aiutare i #genitori a portare nella propria quotidianità la filosofia montessoriana, aiutandoli a viverla in primis sulla loro pelle, perché come dice Maria Montessori: “Prima di educare un #bambino  dobbiamo educare noi stessi”.

Dobbiamo riflettere molto bene su questo perché è il punto di partenza del Montessori a casa, ossia di vivere 24 ore su 24 con rispetto e fiducia nei confronti dei nostri bambini.

La Montessori dice anche:
“..i problemi dell’educazione si risolvono con la semplicità, la fiducia e la stima del bambino. Ci sono pedagogisti che dicono che bisogna conoscere la pedagogia, ma la cosa fondamentale invece è
LA FIDUCIA NEL BAMBINO,
la fede nelle sue forze, il rispetto della sua personalità,
il riconoscimento che egli è superiore a ciò che crediamo.”


Si tratta infatti di un concetto fondamentale sul quale si basa il metodo Montessori.

Riusciamo a guardare i nostri bambini pensando che quello che stanno scegliendo di fare o di sperimentare è esattamente quello di cui hanno bisogno?

Certo! Perché il bambino per natura sa già di cosa ha bisogno per la sua naturale e corretta crescita fisica ed interiore, quali tipi di esperienze fare per far suoi dei concetti, per interiorizzare la fiducia in se stesso e nelle proprie capacità.

Scegliere un’educazione di questo tipo implica inevitabilmente un grande lavoro dell’adulto su se stesso, il mettere in discussione tutto, o quasi, ciò che fino ad ora erano le abitudini del “così fan tutti o così hanno fatto con me”.

Spesso e volentieri può voler dire andare anche contro il pensiero di  amici e parenti, ma non temete e non demordete, poiché sarà proprio il tempo a confermare ciò che voi genitori per amore dei vostri figli e con tanta passione avete portato avanti nei giorni, nei mesi, negli anni.

 

LA FIDUCIA E’ ESSENZIALE!

Un lavoro basato sulla Fiducia nei vostri bambini e Fiducia in voi stessi per quello che state scegliendo di essere e di fare.

Saranno proprio i bambini stessi con il loro Essere, il loro Fare a mostrare che “c’è un altro modo” ed è proprio il modo naturale, perché Maria Montessori dice e scrive che lei non  ha scoperto nulla….lei ha solo osservato il bambino!

Nel momento in cui scegliamo di portare nella nostra quotidianità il Montessori dobbiamo inevitabilmente prima partire da un lavoro sull’Essere fino ad arrivare a un lavoro sul Fare.

Buon Montessori consapevole a voi tutti!

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori  –  “IL MONTESSORI A CASA”

UN’ATTESA RAGIONEVOLE E’ UN’ESPERIENZA FORMATIVA – MONTESSORI

Questa capacità primordiale, presente già nel lattante, è agli albori del pensiero e si sviluppa, si arricchisce attraverso l’attesa, quel tanto che può sopportare senza sofferenza.
Questo non significa ‘non lasciar mai piangere un bambino’, ma solo essere pronti, senza addirittura anticipare i suoi desideri.
Significa allenarsi ad ascoltare i vari significati che il suo pianto può avere, ma non bloccarlo a ogni costo (con il seno, il succhiotto o più tardi con i dolciumi..)
Il pianto di un bambino ci angoscia. Le sue frequenze sonore, come quelle del pigolio di un pulcino o del mugolio di un cucciolo, servono per tenere all’erta la madre. Non si tratta di sfuggire a esso, di impedirlo, quanto invece di ‘leggere’ il desiderio che esprime, identificandosi, se possibile, con i bisogni del figlio.
Tra lasciarlo urlare a lungo in modo punitivo e prevenire ogni minima richiesta c’è il ruolo positivo dell’attesa, di quella frustrazione minima (“Non c’è, ma adesso arriva”) riempita a volte dalla voce della mamma (“Adesso vengo da te!”).
Accontentare ‘tutto e subito’.E’ una sorta di risposta onnipotente che, alla lunga, non regge e che ritarda per il bambino la capacità di separarsi dalla madre.
La relazione positiva tra loro due cresce con il tempo se i genitori restano vigili davanti alla richiesta del ‘tutto e subito’ che un piccolo esprime, se lo aiutano a realizzare piccoli rinvii, ad aspettare un ‘dopo’ che non sia troppo lontano, ad accettare una spiegazione semplice e ripetuta di un ‘no’ che comunque lo rassicura perchè il genitore è con lui e gli parla.
Oggi c’è l’abitudine di distrarre o di sostituire un oggetto con un altro per il timore che soffra, e se ne abusa, mentre si trascura la condivisione emotiva della sofferenza e delle paure.

Il piccolo che si dispera perchè si è fatto male cadendo va consolato con tanto di cerotto e coccole, senza negare il dolore (“Non è niente”), ma dicendogli: “Lo so che stai male, per questo ti tengo tra le braccia e ti aiuto”.
La bimba che vuole a ogni costo la bambola costosa come quella dell’amica non va distratta con qualcosa di sostitutivo o, peggio, subito accontentata, ma aiutata a capire il ‘no’ della madre con efficaci, tenere quanto ferme, spiegazioni.
Non trasformiamo i nostri bambini i avidi consumatori e ricordiamo che la frustrazione non negativa ma elaborata può essere la molla che aiuta a trovare creativamente soluzioni nuove, una spinta anche futura per l’individuo a ‘tirarsi fuori’ con i propri mezzi.
(G. Honegger Fresco)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
dal mio progetto per genitori e non… “IL MONTESSORI A CASA”.

L’ATTENZIONE, UNA RISORSA MOLTO IMPORTANTE – METODO MONTESSORI

Che cos’è l’attenzione? E’ la concentrazione, una capacità che sta tra percezione e intelligenza.
Sul piano strettamente cognitivo l’attenzione è l’aspetto attivo, selettivo della percezione che consiste nel preparare e orientare l’individuo verso la percezione di uno stimolo particolare. L’attenzione è l’aspetto esteriore di una mente che seleziona gli stimoli. Come scrive la Montessori in un capitolo di “L’autoeducazione” dedicato proprio all’attenzione, “il nostro mondo interiore è creato su una selezione del mondo esterno acquistata per e secondo le nostre attività interiori”.
E’ la nostra attenzione che dirige le nostre percezioni. Quando ciò diventa un’azione volontaria si ha l’attenzione volontaria, che è sempre meno debitrice degli stimoli esterni e sempre più delle scelte interne. Se noi definiamo l’attenzione volontaria quella che dipende da una motivazione cosciente, allora l’attenzione del bambino sembrerebbe involontaria ed in parte lo è se si  considera che la volontà non si è ancora costruita; d’altra parte, il bambino possiede delle guide interiori, i periodi sensitivi, che, lo spingono a cercare nell’ambiente ciò su cui polarizzare l’attenzione.
L’attenzione è quindi involontaria perchè inconscia, ma sa esattamente ciò che cerca, meglio di quella volontaria dell’adulto. “La concentrazione comprende tre periodi: il periodo preparatorio, il periodo del lavoro grande, che sta in rapporto con un oggetto del mondo esteriore, e un terzo periodo che si svolge solo nell’interno e che procura al bambino gioia e chiarezza”: l’innesco del lavoro, della disciplina è dato proprio dall’attenzione che si focalizza.
Per cui il primo compito dell’adulto è quello di “riconoscere il polarizzarsi dell’attenzione”.
E la Montessori no si curerà solo dei determinanti dell’attenzione che l’attirano (relativa dimensione, forma, colore, movimento, contrasto, intensità, durata, ripetizione..) ma anche e soprattutto dei fattori che la trattengono perchè sono quelli che provengono dal soggetto stesso e dalle sue motivazioni profonde.

(Raniero Regni)

Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori

ATTIVITA’ MONTESSORI DAI 6 AI 9 MESI CIRCA (2° parte)

IL GIOCO EURISTICO

                                                             GIOCO EURISTICO

 Descrizione

Questo materiale è stato inventato da Elinor Goldschmied, psicologa inglese. E’ composto da circa 15 sacchetti di stoffa. Ogni sacchetto contiene circa 6/7 oggetti dello stesso tipo che devono essere esplorabili, manipolabili e interpretabili dal bambino per il loro uso. Su ogni sacchetto viene posto un’immagine con l’oggetto contenuto o attaccato l’oggetto stesso cucendolo.

Nella stanza allestiamo in un angolo una striscia di legno fissata al muro con una fila di pomelli a cui appenderemo i sacchetti, potremmo anche contrassegnare il pomello con il relativo oggetto contenuto nel sacchetto. Accanto ci sarà disponibile per questa attività un grande tappeto. Sopra il quale dovremmo avere uno scaffale su cui appoggeremo dei contenitori di vario tipo (ceste, scatole metalliche, in legno, in vimini…).

Tra i materiali più idonei da poter mettere all’interno dei sacchetti del gioco euristico troviamo:

  • mollette da bucato
  • palline
  • cilindri di cartoni
  • tappi di sughero
  • pigne
  • pompon di lana
  • coperchi metallici
  • nastri di vario tessuto
  • catene fini e leggere in varie lunghezze
  • anelli in legno o in metallo
  • chiavi di vario tipo

e altro ancora.

Attività

Quest’attività è anche indicata per un gruppo di massimo 8 bambini non di più (ovviamente il numero degli oggetti contenuti nei sacchetti va moltiplicata per il numero di bambini circa).
Invitiamo il bambino ad avvicinarsi al tappeto.
“Facciamo il gioco euristico?”
Si prendono i sacchetti che abbiamo appeso al muro, si inizia con due sacchetti, magari con due materiali molto differenti tra loro: coperchi di metallo e nastri di stoffa. Si appoggiano sul tappeto ben distanti, e si prendono due contenitori per svuotare i sacchetti, si prendono i contenitori in modo da risaltare la caratteristica del materiale, cesta per i nastri e una scatola di metallo per i coperchi.
Si svuota il contenuto dei sacchetti all’interno dei contenitori.

Lasciamo ora il bambino libero di sperimentare il materiale. Gli oggetti si presteranno ad essere esplorati plurisensorialmente. L’adulto si siederà a una certa distanza senza intervenire, osserverà analizzando attentamente le scelte, le interazioni, i movimenti e l’uso che il bambino fa del materiale. L’attività può durare anche da mezz’ora a un’ora nel caso in cui ci sia tanto materiale. Quando il bambino avrà terminato lo si inviterà al riordino.

Gli oggetti verranno posti all’interno dei contenitori e successivamente rovesciati nei sacchetti. Facciamo riappendere i sacchetti alla parete.
I sacchetti coinvolti aumenteranno di volta in volta, e a discrezione dell’adulto che grazie all’osservazione fatta capirà le esigenze del bambino.
Il gioco euristico non essendo un’attività montessoriana ha caratteristiche molto diverse da tutte le altre attività che i bambini compiono in questa fascia di età.

Può essere utile nel caso di bambini che alle loro spalle hanno un deserto di esperienze sensoriali. Bambini che avranno invece, molto lavorato con il cestino dei tesori sentiranno meno attrattiva verso quest’attività. Anche se in questa attività manca l’elemento fondamentale della libera scelta, starà nell’abilità dell’adulto, che attraverso l’attenta osservazione saprà renderlo un utile strumento.

 Scopo diretto
Favorire l’esplorazione sensoriale.
Scoprire da soli il modo in cui gli oggetti si comportano nello spazio.

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione.
Promuovere il libero movimento fine e grosso.
Ampliare il vocabolario con la ripetizione verbale.
Sviluppare l’ordine.
Si sostiene la capacità di interazione tra bambini (nel caso di più bambini).

Punto d’interesse
Caratteristiche dei singoli oggetti.

 

LO SCALINO PORTATILE

scalino portatile.2                        scalino portatile.1

 

Età
Da 8 mesi.

Descrizione
Consiste in una scatola di forma quadrata (60cm x 60cm), in legno compensato, ben levigata alta 15cm.
Il bambino può usarla in due sensi: come scatola in cui entrare scavalcando il bordo o, rovesciata, come scalino su cui salire e da cui scendere.
Viene posto o nella stanza di lavoro o nel giardino.
E’ importante che vi sia nell’ambiente un ostacolo sicuro da superare, il fatto che possa servire da contenitore è di secondaria importanza.

Presentazione
Presentiamo questo materiale semplicemente ponendolo nell’ambiente del bambino, in modo che sia facilmente raggiungibile. L’adulto lascia che il bambino esplori liberamente il materiale. Offrirà la sua presenza nel caso in cui il bambino richieda il suo intervento.
Questo materiale sarà una fonte di interesse per il bambino che gattona e che attraverso ad esso promuoverà il movimento.

Quando sarà in grado di camminare perderà l’interesse per questo materiale.

Scopo diretto
Sviluppare il movimento grosso.
Esercitare l’orientamento.

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione.
Sviluppare un primo approccio al concetto topologico (sopra, sotto, dentro, fuori).

Punto d’interesse
Salirci sopra.

Variante
E’ possibile utilizzare anche a dei semplici pouf fabbricati in vimini o in altro materiale naturale.

(Tratto dal mio Album professionale come Educatrice Montessori)

ATTIVITA’ MONTESSORI DAI 6 AI 9 MESI CIRCA (1° parte)

TRAINARE (6/7 MESI)
traino con corda coccodrillo

Descrizione = Si tratta di oggetti in legno dotati di ruote ed un cordino legato ad un’estremità in modo che possa essere trainato. Questo materiale va posto sul tappeto in modo che il bambino lo possa raggiungere. E’ opportuno non offrire più di due oggetti.

Presentazione = Questo materiale si presenta semplicemente ponendolo nell’ambiente. Il bambino trainerà l’oggetto apprezzandone il movimento e ascoltandone il rumore e deve poter esplorare il materiale fino a quando non avrà esaurito il suo interesse, l’adulto offrirà la sua presenza discreta nel caso in cui il bambino richieda il suo intervento.

Scopo diretto =
Sviluppo dell’esplorazione sensoriale
Sviluppo del movimento grosso e fino
Sviluppo della forza

Scopo indiretto =
Favorire la concentrazione
Sviluppare la coordinazione del movimento
Promuovere il libero movimento, mosso da desiderio di scoprire
Sviluppare la consapevolezza causa/effetto

Punto d’interesse =
Il movimento dell’oggetto
Il rumore prodotto
Il peso che varia

 

CESTINO DEI TESORI (6/9 MESI)

cestino tesori.1

Descrizione = Materiale inventato da Elinor Goldschmied, psicologa inglese. Consiste in un cestino di circa 35 cm di diametro e 15 cm di altezza, di materiale naturale, abbastanza rigido con o senza manici.
All’interno verranno posti oggetti di vita quotidiana differenti per forma e dimensione.
Deve essere posto sul tappeto accanto al bambino, è necessario che il bambino sia in grado di stare seduto, che estragga gli oggetti e ne sperimenti la forma, la consistenza, il peso, la temperatura, il gusto, il profumo, il colore.

Presentazione = Presentiamo questo materiale semplicemente ponendolo nell’ambiente del bambino, in modo che sia facilmente raggiungibile. L’adulto lascia che il bambino esplori liberamente il materiale fino a quando non avrà esaurito il suo interesse, offrirà la sua presenza solo nel caso in cui il bambino richieda il suo intervento.
Esaurito l’interesse del bambino, l’adulto si avvicinerà a lui sedendosi sul tappeto. Invitandolo ad aiutarla, riporranno insieme tutti gli oggetti all’interno del cestino posto accanto al bambino. Si potranno anche verbalizzare gli oggetti nominandoli. Sempre con movimenti calmi riporrà il cestino sulla mensola facendosi accompagnare dal bambino se lo desidera. Gli oggetti contenuti dopo qualche settimana andranno sostituiti, la continuità rispetto all’attività, è data dal contenitore che rimane il medesimo. L’adulto, osservando di volta in volta il bambino, coglierà il momento giusto per rinnovare il materiale, in quanto ogni bambino “si impossessa dell’ambiente” on tempi diversi. Anche l’età del bambino influirà su questo, poiché verso i 9/10 mesi sostituiremo il materiale anche 1-2 volte nella stessa settimana.

Scopo diretto =
Sviluppare l’esplorazione sensoriale di oggetti di vita quotidiana.

 Scopo indiretto =
Favorire la concentrazione
Promuovere il libero movimento e la libera scelta, mosso dal desiderio di scoprire
Sviluppare l’ordine
Si sostiene eventualmente la capacità di interazione tra bambini

Punto d’interesse =
Le diverse forme
Il peso
La temperatura
Il profumo
Il colore

(Tratto dal Quaderno Montessori di Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori)

Appaiare copie classificate di oggetti con corrispondenti immagini/nomenclature (Area del Linguaggio)

Età
Dai 20 mesi circa.
Descrizione
Un cestino contenente: le immagini/nomenclature e sopra di esso un sacchetto con all’interno le copie classificate degli oggetti.
Presentazione
Si invita il o i bambini a lavorare….”Oggi parliamo degli animali della fattoria”.
Si prende il cestino con il materiale e lo si appoggia sul tavolino o a terra su un tappeto. Si estrae il sacchetto dal cestino e lentamente si estraggono gli oggetti nominandoli uno alla volta: “Qui abbiamo una….mucca”, “Qui abbiamo una….pecora”, “Qui abbiamo un….cavallo”….
E si vanno ad appoggiare raggruppati in alto a destra rispetto ai bambini.
Si estraggono dal cestino anche le immagini/nomenclature una alla volta appoggiandole sul tappeto, da sinistra verso destra, dicendo:
“Questa è l’immagine di una pecora”, “Questa è l’immagine di un cavallo”, “Questa è l’immagine di una mucca”….
Una volta terminato, si va ad afferrare tra il gruppo di oggetti quello rappresentato sulla prima immagine partendo dalla sinistra dei bambini e lo si appoggia sopra, ripetendone il nome.
Si può continuare l’operazione con gli altri oggetti, ma a questo punto sarebbe meglio coinvolgere (se vogliono) il o i bambini invitandoli ad appoggiare l’oggetto sull’immagine/nomenclatura corrispondente.
Quando questo lavoro è terminato, si chiede al bambino, uno per volta, di rimettere nel sacchetto gli “animali” e allo stesso con le immagini/nomenclature nel cestino.

Una volta presentato questo lavoro.si lascia nell’ambiente  pronto per l’utilizzo autonomo del bambino, e nel caso lavorandoci da solo osservate che compie degli errori, non correggetelo, ma ripresentateglielo un’altra volta.

(parte di una presentazione tratta dal mio Quaderno dei lavori Montessori)

LA FIDUCIA NEL BAMBINO… E IN ME COME GENITORE – Metodo Montessori

“Non si può essere liberi se non si è indipendenti; quindi, al fine di raggiungere l’indipendenza, le manifestazioni attive della libertà personale debbono essere guidate fin dalla primissima infanzia. Dal momento in cui vengono svezzati, i piccoli  si mettono in cammino lungo la rischiosa via dell’indipendenza. (..)
Però è ancora un essere dipendente, perchè non è capace di camminare, di lavarsi o di vestirsi, e non può chiedere ciò che vuole in linguaggio intelligibile. Egli è lo schiavo di tutti. All’età di tre anni, il bambino dovrebbe essersi fatto in gran parte indipendente e libero. Non abbiamo ancora compreso nel suo vero senso l’alto concetto dell’indipendenza poichè le condizioni sociali in cui viviamo sono ancora servili.
(…) chi è servito è leso nella sua indipendenza. Questo concetto sarà il fondamento della dignità degli uomini futuri: “Non voglio essere servito, perchè non sono un impotente, ma dobbiamo aiutarci gli uni gli altri, perchè siamo esseri socievoli”: ecco ciò che bisogna conquistare prima di sentirsi veramente liberi. Un’azione pedagogica efficace sui teneri bambini deve essere quella di aiutarli ad avanzare sulla via dell’indipendenza.
Aiutarli ad imparare a camminare senza aiuto, a correre, a salire e scendere le scale, a rialzare oggetti caduti, a vestirsi e a spogliarsi, a lavarsi, a parlare per esprimere chiaramente i propri bisogni, a cercare con tentativi di giungere al soddisfacimento dei propri desideri – ecco l’educazione all’indipendenza.
Noi serviamo i bambini; e un atto servile verso di loro è non meno fatale di un atto che tende a soffocare un loro moto spontaneo utile.
Crediamo che i bambini siano simili a fantocci inanimati: li laviamo, li imbocchiamo come essi fanno con la bambola. Non pensiamo mai che il nostro dovere verso il bambino, il quale non fa, non sa fare, ma dovrà poi fare ed ha i mezzi fisio-psicologici per imparare a fare, è senza eccezione quello di aiutarlo alla conquista di atti utili. La madre che imbocca il bambino senza compiere il minimo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio e a cercare la propria bocca, o che almeno non mangia ella stessa invitandolo a guardare come fa, non è una buona madre.
Chi non comprende che insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi e a vestirsi, è un lavoro ben più lungo, difficile e paziente che imboccarlo, lavarlo e vestirlo?
Il primo è il lavoro di chi educa: il secondo è il lavoro inferiore e facile del servo; non solo un lavoro inferiore e facile, ma anche un lavoro pericoloso che chiude vie, pone ostacoli alla vita che si svolge e, oltre alle conseguenze immediate, ha più gravi conseguenze lontane. (….)

Tutto quanto è aiuto inutile e impedimento allo sviluppo delle forze naturali.

(Maria Montessori – tratto dall’omonimo capitolo in “Educare alla libertà”)

Parole forti di Maria Montessori in relazione a un delicatissimo argomento: fin dove “arrivare” con il nostro “aiuto”, e soprattutto se darlo oppure no; un argomento che approfondisco molto con le mamme con le quali svolgo il mio lavoro di consulenza e dal quale capisco che è davvero un punto molto difficile per loro.
E’ una scelta molto delicata, e soprattutto molto “personale”. Certo ci sono delle linee guida, delle regole alle quali attenersi nella quotidiana relazione con il bambino tenendo ovviamente conto anche della sua età; ugualmente vedo e ritengo indispensabile svolgere un lavoro di approfondimento per ogni “rapporto adulto/mamma-bambino, i loro tempi insieme, la routine instaurata dal bambino ed eventuali cambiamenti in corso.
Alla base di tutta questa attenzione vi è lo svolgersi in maniera naturale e rispettosa dell’autonomia del bambino che deve essere già “vista” dalla nascita; un’attenzione nei confronti del bambino e nella preparazione del suo ambiente derivante da una sempre più attenta osservazione da parte nostra.
E quale resta resta secondo voi il principio fondamentale sul quale si può “creare e svolgere” tutto ciò di cui parla la Montessori? La FIDUCIA NEL BAMBINO!
Come dico sempre, senza la fiducia, che deve prima partire da noi adulti verso il Bambino e verso noi stessi, non riusciremo a fare molto. Lo so molto bene, non è facile, primo perchè l’ho vissuto, secondo perchè lo vedo nella maggior parte dei genitori con i quali lavoro.
Confermando le meravigliose e vere parole di Maria Montessori, prima di Educare i nostri bambini, dobbiamo Educare noi stessi. Cosa vuol dire? Vuol dire che se vogliamo scegliere di agire consapevolmente nei confronti dei nostri bambini, dobbiamo fare prima (e durante) un lavoro, più o meno profondo, su noi stessi.
Un consiglio in merito a questo? Guardate ai vostri bambini non come “una difficoltà, un problema, un ‘non so se ce la faccio’…”, ma come opportunità di miglioramento di voi stessi come persone. Quindi guardate con Fiducia i vostri bambini dicendovi “Come io posso essere utile alla tua crescita…cosa posso imparare da te oggi…e ringraziate per ogni esperienza “dolorosa o gioiosa” che il vostro bambino vi ha dato la possibilità di vivere.

Felici esperienze e felice crescita anche a voi genitori….perchè genitori non si nasce…si diventa!

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

L’AMORE PER L’AMBIENTE SECONDO IL METODO MONTESSORI

Il primo passo che il bambino deve fare, è trovare la via ed i mezzi di concentrazione che stabiliscono le fondamenta del carattere e preparano il comportamento sociale. Appare subito evidente l’importanza dell’ambiente a questo fine; poichè nessuno dall’esterno può dare al bambino concentrazione ed organizzare la sua psiche, egli lo deve fare da sè.” (Maria Montessori – La mente del bambino)

Il compito più importante dell’adulto non è “educare”, ma preparare l’ambiente e osservare a lungo il bambino che si sviluppa liberamente (l’educatore è quindi scienziato), potrà, anche se necessario, migliorare l’ambiente introducendo delle variabili.
Il lavoro del bambino è quello di modificare le sue competenze assorbendo l’ambiente.
Il bambino non deve essere ostacolato nella sua “crescenza”, altrimenti si andranno a limitare le sue potenzialità psichiche e la formazione dei suoi organi psichici.
Il bambino si costruisce a spese (anche economiche) dell’ambiente che diventa per lui vero nutrimento psichico, il bambino si innamora dell’ambiente (elemento utile per il suo percorso di formazione psichica)

AMBIENTE PREPARATO
BAMBINO LIBERO
MAESTRO DELLA NATURA

Un ambiente a misura del nostro corpo ci permette di svilupparci meglio.
Il bambino va quindi, rispettato in quanto tale, sarà necessario per il suo completo sviluppo che abbia intorno a sè un ambiente a sua misura.
La mentalità del bambino a volte è un mistero e va rispettata, il bambino piccolo non ha mentalità fantasiosa, lui fa uno sforzo razionale (reale).

Tre fattori importanti rivestono all’interno del metodo, estrema importanza:

1. L’arredo come motivo di attività (le cose ci parlano)
2. La presentazione delle attività da parte dell’adulto
3. La libera scelta del bambino (fondamentale)

La vita stessa è una forma di libertà.

Vi sono due elementi importanti nel pensiero di Maria Montessori:

– Un forte naturalismo (sviluppo naturale). Tutti gli esseri del mondo e gli organismi si sviluppano con un loro processo e sono inarrestabili, ponendo una grande  fiducia nella natura stessa, supportata da una forte scientificità.

– Il bambino sta sviluppando il punto precedente, abbiamo fiducia di questo e quindi siamo sereni e tranquilli (non in ansia).

Il bambino a partire dai due anni di vita come attività svolge lavori quotidiani che vede compiere dagli adulti a lui vicini.
Il bambino deve avere la possibilità di fare cose vere, che portano alla sicurezza in se stesso e all’autostima personale.

E’ molto importante quindi ciò che un genitore può già scegliere fare e attuare nell’ambiente di casa: il primo ambiente di vita del bambino, dopo il periodo di “vita prenatale”. L’adulto attraverso la conoscenza e, prima di tutto, l’educazione di se stesso, saprà come preparare un ambiente corretto come interessi e a misura del suo bambino.
Infatti tra “il bambino” e “l’ambiente”, l’adulto sarà solo il trait d’union tra i due, e lo potrà fare solamente “preparandosi” prima, mettendosi in discussione e aprendosi alla sua crescita personale attraverso la crescita del suo bambino.

Felice crescita a voi tutti!

Alessia Salvini

Dal Progetto: “IL MONTESSORI A CASA” di Alessia Salvini Tata&FamilyCoach Montessori

L’importanza del rispetto

Alcuni genitori pensano di poter crescere e plasmare la personalità e il futuro dei loro bambini attraverso disciplina e severità.

I bambini, invece, dentro loro stessi hanno già “impressa” la traccia del loro sviluppo. Già dai loro primi tentativi nell’esprimere la loro individualità sono a tratti incerti e esitanti, il nostro obiettivo in questi casi deve essere aiutarli a crescere indipendenti e responsabili. Purtroppo però come genitori, a volte si rischia di essere troppo protettivi non rendendoci conto che i nostri figli possono imparare a vivere solo attraverso l’esperienza vera e propria. Dobbiamo imparare a dar  più fiducia a loro e anche noi stessi!

Quello che noi genitori vogliamo è che i nostri figli vivano in pace e armonia con loro stessi, con le altre persone e con l’ambiente circostante. Facciamo del nostro meglio per creare un contesto in cui imparino a comportarsi come futuri individui autonomi e fiduciosi nelle proprie capacità.

Per riuscire in questa grande opera, noi genitori dobbiamo trattarli con Rispetto, come “esseri umani completi” affidati ora, nel momento più importante per la loro crescita, alle nostre cure. I bambini devono comprendere che è bello Essere come sono! Attenzione, perchè se credono di non essere all’altezza delle nostre aspettative, oppure di averci delusi, è molto probabile che la loro crescita sarà segnata da “cicatrici emotive”.

Comprendo che alcuni di questi concetti possano sembrare a volte forse “troppo duri” per alcuni di voi, ma sono proprio le parole che Maria Montessori scrive e spiega nei suoi libri.

Quello che voglio, è proprio sensibilizzare ogni genitore, ogni adulto che vive a contatto con un bambino, ad ampliare le proprie conoscenze  e ad approfondire importanti argomenti legati a una crescita più consapevole del proprio figlio.

Quindi forza, coraggio, determinazione e costanza per un impegno sicuramente non facile oggi per voi, perchè sapete bene che l’educazione di vostro figlio passa prima (e inevitabilmente) dall’educazione di voi stessi, ma che sicuramente darà straordinari risultati  nell’adulto che vostro figlio sarà domani….ve lo garantisco!

Alessia Salvini – Tata & Family Coach Montessori