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SCATOLA DEL RITAGLIO MONTESSORI

Età: dai 24 mesi.

  • Descrizione
    Una scatola di cartone molto resistente rivestita con carta fiorentina (o una carta piuttosto resistente bella, ma che non rappresenti personaggi tv ecc.), divisa in due scomparti:
    – quello a destra suddiviso in ulteriori tre scomparti (vedi disegno)
    – nel primo partendo dall’alto la forbice che dovrà  essere con le punte arrotondate e delle dimensioni adatte per essere facilmente impugnata da un bambino di questa età;
    – nel secondo e nel terzo scomparto saranno collocate delle strisce rettangolari di cartoncino leggero con tracciati segmenti che si desiderano far tagliare al bambino.

 

  • Presentazione
    Quando il bambino mostra interesse per questo lavoro, si prende la scatola con entrambe le mani e la si porta al tavolo.
    Si invita il bambino a sedersi.
    Ci si siede alla destra del bambino.
    Si prende con la mano sinistra “punta delle forbici” e la si solleva di fronte a noi e al bambino
    Si alza lentamente la mano destra e infiliamo le dita negli anelli della forbice:

si infila il pollice nella presa superiore più piccola mentre il medio si infilerà nella presa inferiore più grande, l’indice sostiene la forbice.
Solo a questo punto stacchiamo la presa della mano sinistra dalla  forbice.
Con la mano sinistra afferriamo una striscia di carta.
Si tiene la forbice ben dritta davanti a noi.
Si apre molto lentamente e si posiziona in corrispondenza del primo segmento sulla destra, presente sulla striscia di cartoncino.
Con un movimento deciso si chiude la forbice tagliando così l’estremità del cartoncino, facendolo cadere nell’apposito ciotolino contenitore.
Si apre nuovamente la forbice e si posiziona in corrispondenza dell’ultimo segno tracciato sulla destra del cartoncino.
Si procede nello stesso modo per terminare il ritaglio.
Si ripone la forbice nella sua sede.
Si chiede al bambino se desidera provare a tagliare una striscia di cartoncino.
In caso affermativo lasciar sperimentare al bambino questa attività per quanto tempo lo desidera.
Al termine del lavoro il bambino potrà scegliere se buttare i suoi ritagli oppure raccoglierli in un apposito contenitore o busta, per poi utilizzarli eventualmente in futuro per un collage.
AI termine dell’attività si ripone la scatola del ritaglio al suo posto.

 

  • Scopo diretto
    Affinamento delle abilità manuali del bambino.
    Favorire una buona coordinazione oculo-manuale.
  • Scopo indiretto
    Favorire la concentrazione.
  • Punto d’interesse
    Riuscire a tagliare autonomamente.

 

  • Varianti
    Strisce che aumenteranno progressivamente di misura in altezza.
    Linee spezzate e curve.
    Percorsi più o meno semplici.
    Forme
    Sagome di animali

    Lavoro tratto da “IL MONTESSORI A CASA” (il libro)
    di Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori.

ATTIVITA’: MANIPOLAZIONE: PREPARAZIONE E PRESENTAZIONE

Età: dai 24 mesi.

Descrizione

Cosa  e come predisporre in casa uno spazio di lavoro per la manipolazione:
• un tavolino
• due sedie
• un vassoio contenente formine ( anche metalliche, da biscotto) di ridotte dimensioni
• matterello
• spatoline, per intagliare la pasta
• rotelle tagliapasta
• pasta, chiusa dentro un contenitore ermetico
Il materiale per lavorare la pasta può essere variato e aggiunto, in seguito a una nostra osservazione e alle preferenze dei bambini.

Presentazione

Quando il bambino mostra interesse per questo lavoro, ci si siede con lui al tavolo alla sua destra.
“Ora ti faccio vedere come si lavora con la pasta”
Si prende il contenitore con due mani e ce lo si appoggia davanti.
Si apre e si prende il sacchetto con la pasta.
Si estrae la pasta dal sacchetto.

Con la mano destra stacchiamo un pezzo di pasta.

Si appoggia sul tavolo, rivestito di tela cerata.
Riponiamo la pasta rimanente dentro al sacchetto, e successivamente nel contenitore.

Con la pasta isolata si inizia l’attività:

  • si schiaccia in una mano
    • si passa da una mano all’altra
    • si preme sul tavolo con il palmo della mano
    • si passa tra i due palmi roteando per darle una forma sferica
    • si passa avanti e indietro sotto il palmo, sul tavolo, per farne un serpente
    • si fanno tanti pezzi
    • si riuniscono
    • si appiattisce e si passa il matterello, poi intaglio con le formine, con la rotella e così via …
    “Vuoi provare?” E si lascia che il bambino esplori il materiale e che esaurisca il suo interesse. AI termine dell’attività lo si invita a riporre la pasta nuovamente nel sacchetto e poi nel contenitore, e a riporre tutti gli attrezzi nel vassoio.

Scopo diretto
Sviluppare la manualità

Scopo indiretto
Favorire la concentrazione e l’indipendenza.
Raffinamento psico-motorio e coordinazione oculo-manuale.

Punto d’interesse
Modificare le forme della pasta con la propria forza.

Varianti
Si potranno usare diversi materiali per la manipolazione, se il bambino è molto piccolo, è più opportuno un materiale completamente commestibile, esempio:

RICETTA PRIMA PASTA:

  • 3 tazze di farina bianca
  • 3 tazze di acqua
  • l tazza di sale fino
  • 3 cucchiai di olio
  • 2 cucchiai di cremortartaro
  • colorante alimentare o zafferano o succo di barbabietola …

Procedimento:
Mettere tutti gli ingredienti in una casseruola.
Mescolare energicamente e far cuocere lentamente sul fuoco fino a quando la palla che si è formata si stacca dal fondo della casseruola.
Conservare, dopo l’utilizzo, in un sacchetto di plastica ben chiuso, così durerà più a lungo.
E’ una ricetta alimentare e pertanto non tossica.
Da evitare per chi fosse intollerante al glutine.

Successivamente potremmo inserire:

  • pasta al sale
    • argilla
    • creta

Osservate….preparate…presentate e…Buon lavoro a voi tutti!

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

INSERIRE ED ESTRARRE BOTTONI – ATTIVITA’ MONTESSORI

INSERIRE ED ESTRARRE BOTTONI – ATTIVITA’ MONTESSORI

Età: dai 14 mesi

Descrizione

Vassoio contenente:

  • una barattolo in cartone foderato (o in metallo) dotato di fessura sul coperchio superiore apribile e richiudibile.
  • ciotola contenente circa 7 bottoni (o gettoni) tutti uguali

Presentazione

Quando il bambino ha mostrato interesse per questo lavoro, si afferra il vassoio con entrambe le mani e lo si trasporta al tavolo.  Se il bambino è in grado e vuole trasportare il vassoio lo si invita a farlo.

Si invita il bambino a sedersi.
Ci si siede alla destra del bambino.

“Ti faccio vedere come si infilano i bottoni”.

Con la mano sinistra si tiene la scatola. Con la mano destra si prende un bottone con la presa a pinza.
Si solleva il bottone e lo si sposta sulla fessura.
Con l’indice della mano sinistra indichiamo la fessura.
Inseriamo il bottone per metà per qualche istante, poi lo lasciamo cadere.
Si ripete l’operazione con tutti i bottoni.
Si pone la scatola in modo che il bambino veda l’apertura.
Con la mano sinistra si tiene fermo il barattolo, con la mano destra si afferra il coperchio superiore e lo si apre:

“Aperto”.

Si appoggia il coperchio di lato, e prendendo  il barattolo  con entrambe le mani, lo si solleva e si rovesciano i bottoni nella ciotola.
A questo punto si riposiziona il barattolo alla destra della ciotola.
Si chiede al bambino se desidera utilizzare il lavoro.
Si lascia il bambino libero di esplorare il materiale, che si dedichi all’attività senza intervenire.
Quando il bambino ha terminato il lavoro, lo si invita a riporre il materiale. Se il bambino è in grado di trasportare il lavoro, lo si accompagna.

Scopo diretto

Coordinazione oculo-manuale, manipolazione. Coordinazione dei movimenti della mano, delle dita e del polso.

Scopo indiretto

Favorire la concentrazione.
Lavoro da sinistra a destra: senso della scrittura.

Punto d’interesse

Inserire il bottone nella fessura.
Rumore prodotto dal bottone che cade e “sparisce” dentro il barattolo.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori
Lavoro tratto dal progetto: “IL MONTESSORI A CASA”

 

 

SAI PERCHE’ STAI SCEGLIENDO “IL MONTESSORI” COME METODO EDUCATIVO?

SAI PERCHE’ STAI SCEGLIENDO “IL MONTESSORI” COME METODO EDUCATIVO?

Con la parola “PERCHE’” io intendo la “propria motivazione personale”.

Una volta che ho acquisito la conoscenza di questo metodo perché dovrei scegliere di viverlo? Qual è lo scopo o l’obiettivo che mi interessa raggiungere?

Cosa sento più allineato nelle mie corde del metodo #Montessori…cosa invece un po’ mi spaventa o penso che forse non riuscire a fare?

Sono tante le domande che un genitore si pone dopo che ha letto almeno un  libro della Montessori o che ha cominciato a informarsi.

In merito alle conoscenze che avete acquisito sino ad oggi come vi sentite?

Ecco questo è una parte fondamentale del mio lavoro: aiutare i #genitori a portare nella propria quotidianità la filosofia montessoriana, aiutandoli a viverla in primis sulla loro pelle, perché come dice Maria Montessori: “Prima di educare un #bambino  dobbiamo educare noi stessi”.

Dobbiamo riflettere molto bene su questo perché è il punto di partenza del Montessori a casa, ossia di vivere 24 ore su 24 con rispetto e fiducia nei confronti dei nostri bambini.

La Montessori dice anche:
“..i problemi dell’educazione si risolvono con la semplicità, la fiducia e la stima del bambino. Ci sono pedagogisti che dicono che bisogna conoscere la pedagogia, ma la cosa fondamentale invece è
LA FIDUCIA NEL BAMBINO,
la fede nelle sue forze, il rispetto della sua personalità,
il riconoscimento che egli è superiore a ciò che crediamo.”


Si tratta infatti di un concetto fondamentale sul quale si basa il metodo Montessori.

Riusciamo a guardare i nostri bambini pensando che quello che stanno scegliendo di fare o di sperimentare è esattamente quello di cui hanno bisogno?

Certo! Perché il bambino per natura sa già di cosa ha bisogno per la sua naturale e corretta crescita fisica ed interiore, quali tipi di esperienze fare per far suoi dei concetti, per interiorizzare la fiducia in se stesso e nelle proprie capacità.

Scegliere un’educazione di questo tipo implica inevitabilmente un grande lavoro dell’adulto su se stesso, il mettere in discussione tutto, o quasi, ciò che fino ad ora erano le abitudini del “così fan tutti o così hanno fatto con me”.

Spesso e volentieri può voler dire andare anche contro il pensiero di  amici e parenti, ma non temete e non demordete, poiché sarà proprio il tempo a confermare ciò che voi genitori per amore dei vostri figli e con tanta passione avete portato avanti nei giorni, nei mesi, negli anni.

 

LA FIDUCIA E’ ESSENZIALE!

Un lavoro basato sulla Fiducia nei vostri bambini e Fiducia in voi stessi per quello che state scegliendo di essere e di fare.

Saranno proprio i bambini stessi con il loro Essere, il loro Fare a mostrare che “c’è un altro modo” ed è proprio il modo naturale, perché Maria Montessori dice e scrive che lei non  ha scoperto nulla….lei ha solo osservato il bambino!

Nel momento in cui scegliamo di portare nella nostra quotidianità il Montessori dobbiamo inevitabilmente prima partire da un lavoro sull’Essere fino ad arrivare a un lavoro sul Fare.

Buon Montessori consapevole a voi tutti!

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori  –  “IL MONTESSORI A CASA”

METODO MONTESSORI: QUALI SONO I LIMITI POSTI AI BAMBINI?

NEL METODO #MONTESSORI QUALI SONO I LIMITI POSTI AI BAMBINI??

“Nel nostro lavoro c’è molto rispetto per la libertà individuale, è uno spazio di libertà che si dà al #bambino ma non senza limiti; il bambino può scegliere ma ci sono alcune cose che non può fare, per esempio non può togliere un gioco ad un altro bambino.

Se capita ad esempio che un bimbo arraffa un giochino a quell’altro, con gentilezza l’educatrice cerca di far capire al bimbo in questione che ci potrà giocare più tardi con quello stesso gioco e nel frattempo di prenderne un altro. Ovviamente non si ottiene subito il risultato voluto, i bimbi poi adesso sono abituati a dimenarsi a terra e urlare per ottenere le cose.

Questo è un criterio per cui di ogni oggetto c’è un solo esemplare e i bambini sanno che lo possono tenere per tutto il tempo a loro necessario, dopo però lo devono rimettere a posto, i piccolini all’inizio non lo sanno fare, lasciano le cose in giro, allora con pazienza si insegna che se questo è il posto del bicchiere lì va rimesso, ed è compito della maestra curare l’ordine dell’ambiente.

I visitatori che vengono nelle nostre scuole sono sempre molto colpiti dall’ordine che è un punto di riferimento visivo per il bambino. C’è una grande libertà però ci sono dei confini molto precisi. I bambini oggi fanno di tutto e di più perché i #genitori non mettono confini, per questo le maestre sono disperate; bisogna ricominciare con pazienza a dire si, no, si può fare, tanti si molto concreti con gli oggetti a disposizione, questo è molto importante, di modo che i bambini abbiano tante cose da fare concrete al loro livello(…).

Però i No vanno detti senza rabbia, senza giudizio, devono impararlo questo le maestre.

Gli devi dire il tuo di no, quello giusto, che lo aiuta a darsi una regola e questo è per i bambini una cosa straordinaria, osservare come già nei piccolini comincia questo senso di responsabilità, del capire che la bambola va rimessa nella sua culla, perché dopo c’è qualche altro bambino che ci vuole giocare. Ci sono tante modalità per far crescere i bambini con questo senso di rispetto per l’ambiente, visto che l’adulto ha preparato per loro in modo molto rispettoso l’ambiente in cui loro vivono(…)

Bisogna dare al bambino il tempo di imparare, ma non facendo delle prediche o sgridandoli o punendoli, ma semplicemente avendo un atteggiamento molto tranquillo sapendo che la #regola è quella e che fa stare bene il bambino, perché lui sa come si deve comportare. Il metodo #Montessori offre ai bimbi #autonomia, ricchezza e indipendenza e allo stesso tempo questo senso di calma e di ordine che parte dal fatto che l’educatore non grida mai, perché l’adulto non deve mai alzare la voce, deve parlare ai bambini con rispetto, come si fa tra persone amiche”.

(Grazia Honegger Fresco)

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori – IL MONTESSORI A CASA

MONTESSORI: I LAVORI DOMESTICI

Parliamo dei lavori domestici che tanto interessano i bambini nel periodo della prima e seconda infanzia.
Come possiamo organizzare e vivere serenamente queste esperienze accanto a loro rispettando la loro necessità di “fare”? Prima di tutto con una buona dose di Fiducia nei loro confronti!

  • Tra i due anni e mezzo e i quattro nessuna attività di casa attira maschietti e bambine più dei lavori domestici.
  • Lucidare, spolverare, innaffiare, tagliare le verdure, mescolare la crema, apparecchiare o sparecchiare la tavola sono in fondo azioni semplici, ripetitive, che si ritrovano presso tutti i gruppi umani, con le varianti legate al particolare modo di vivere di ciascun gruppo.
  • Il bambino che segue la madre ne è affascinato e la vuole imitare.
  • L’adulto ogni tanto lo accontenta per ‘tenerlo buono’ o per ‘abituarlo’ ad aiutare, che per dare una adeguata, costruttiva risposta al suo desiderio di agire.
  • Naturalmente, com’è d’uso nelle scuole Montessori, occorrono oggetti dalle dimensioni più piccole, ma veri e funzionali: un mattarello più sottile, una scopina a manico corto, un paio di forbicine a punta rotonda, un coltellino con lama arrotondata…
  • Mettiamo da parte il pregiudizio dei lavori ‘da donna’ o ‘da uomo’: i maschietti si appassionano esattamente come le bimbe a tutte queste attività domestiche.
  • Mettiamo da parte anche la paura, poichè è un’emozione nostra, dobbiamo ‘risolvercela’ consapevolmente noi, e non dobbiamo trasmetterla ai nostri bambini.

    Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori  –  “IL MONTESSORI A CASA”.

RISPETTIAMO I TEMPI DEL BAMBINO?

Questa mattina scelgo di condividere con voi parte di un’intervista a Grazia Honegger Fresco, che, per chi non lo sa, è una delle ultime allieve di Maria Montessori e autrice di interessanti e utili libri sul metodo.
Il tema trattato è il rispetto dei tempi dei bambino, così diversi dai nostri..

(..)”Altro aspetto importante è quello della VELOCITA’ DEL NOSTRO VIVERE: il bambino piccolo è in uno stato di lentezza incredibile, ha bisogno di tempi lunghissimi per costruire il suo mondo interno, non è che sia vuoto, perché nasce con un patrimonio di neuroni incredibile, ma deve costruire le immagini interne di quello che gli succede; ci vuole un tempo lungo per noi adulti per conoscere una cosa nuova, figurarsi per un bambino, che parte da una base molto limitata di conoscenza. E’ normale dunque che i bambini ricevono forti contraccolpi dalla frettolosità degli adulti andando contro il loro bisogno di continuità e di protezione. Protezione, continuità, lentezza, sono proprio come dire le basi, il fondamento della costruzione mentale di un bambino, e allora, diversamente, vuol dire non permettere al bambino di vivere secondo il suo ritmo personale. C’è anche da dire che ogni bambino è unico, diverso da ogni altro, nel presente, nel passato e nel futuro, perché questo è il gioco dei cromosomi, delle mescolanze tra gli esseri umani. Invece noi ci comportiamo come se i bambini fossero vuoti. Vi consiglio di leggere i libri di Alice Miller, una grande studiosa tedesca che ha analizzato le radici della violenza, vi consiglio in particolar modo “Le radici della violenza” sulla storia di Hitler dove si cerca di analizzare che cosa c’è alla base del comportamento di una persona malata come lo è stato Hitler che ha rovesciato tutto questo suo odio nel mondo. Non voglio entrare nel merito, ma vorrei arrivare alla radice, come ad esempio chiedendosi, rispetto alla ragazzina che si distrugge con la droga, cosa gli è successo dentro… perché è arrivata a quel punto… Questo è un grosso problema che ci dobbiamo porre! I risultati del nostro modo di porci nei confronti dell’infanzia ne fa conseguire che i bambini sono sempre più irritabili, si notano sempre più degli accenni di depressione nei bambini di 2 anni, senza tenere conto che il passaggio tra i 2 e i 3 anni è delicatissimo, mentre noi ci andiamo così, a cuor leggero, dicendoci finalmente sta in piedi, corre, gioca.. Li riempiamo di giocattoli che non hanno nessun significato, montagne di peluche e plastica con cui i bambini non fanno niente, si annoiano; in questo modo il loro cervello che è ricchissimo e che ha fame di esperienze e di esplorazione, sta nel vuoto, aggrediti dall’inutilità degli oggetti perché se il bambino piglia il cestino delle mele e le tira fuori e fa dentro e fuori, subito gli dicono: no non si tocca, le cipolle no per carità, non si tocca, apre lo sportellino: no fermo che me lo ammacchi… Ma che deve fare questo bambino? Siccome sono così agitati, poi non dormono più, rifiutano il cibo, vanno dal pediatra che gli da il Nopron e poi diventano ancora più agitati, vanno a scuola non hanno concentrazione e non stanno mai fermi.”(..)

Parole a tratti un po’ dure, ma in alcuni casi ancora tristemente reali e attuali. Vi auguro una buona lettura e delle buone riflessioni.

Alessia Salvini TataFamilyCoach Montessori

“IL MONTESSORI A CASA” di Alessia Salvini

LE REGOLE PER SCEGLIERE UNA SCUOLA DELL’INFANZIA

Durante i lavori di consulenza con le mamme e attraverso i messaggi e le mail che ricevo, una domanda risuona spesso tra le diverse richieste di informazioni: “Come faccio a scegliere la scuola dell’infanzia per mio figlio o mia figlia?

A prescindere che la scuola sia a metodo Montessori oppure no, quindi che si tratti di una tradizionale Scuola Materna o una Casa dei Bambini, ecco qui di seguito le azioni corrette da fare per una scelta più consapevole di una Scuola dell’infanzia per i vostri bambini.

Chiedete di visitarla quando ci sono i bambini. Entrate in modo discreto parlando a bassa voce, ma evitando di interrogare i piccoli. Poi iniziate ad osservare:

– se il clima sonoro della classe e della scuola è discreto o se gli adulti usano voci molto elevate;

– se le stanze appaiono ordinate, armoniose o con molti ornamenti sospesi;

– se i bambini hanno o no libero accesso all’acqua, alla terra, alla sabbia;

– se ci sono animali e piante e i bambini coinvolti nella loro cura;

– se il disegno è davvero libero o si usano schede di prescrittura da colorare;

– se si usano le forbici per varie attività di ritaglio;

– se si prevedono attività di cucina o di artigianato (come tessitura, cucitura, intrecci, collages, piegature con la carta, creta);

– quali e quanti sono gli oggetti e i giochi offerti alla libera scelta dei bambini;

– quanto è lasciato alla loro iniziativa;

– se possono giocare a terra (ci sono tappeti?)

– se si fa musica e si canta; che tipo di canzoni;

– se c’è abbondanza di libri di vario tipo;

– se il pranzo avviene in modo raccolto, quieto e se i bambini partecipano in qualche modo alla sua preparazione, allo svolgimento e al riordino;

– se i più piccoli, abituati in famiglia a dormire, possono riposare anche a scuola;

– se si esce regolarmente in giardino, in città o paese in piccoli gruppi e se si programmano le gite in pulmino;

– se il gioco della casa è curato nei particolari, con proposte diversificate;

– se vi è un orto didattico;

– se è previsto un periodo iniziale di ambientamento e se, almeno nei primi tempi, si può lasciare il bambino solo per mezza giornata.

Alessia Salvini Tata Family Coach Montessori
“IL MONTESSORI A CASA”

(bibliografia: Grazia Honegger Fresco)

(immagine della Scuola Bilingue Montessori Milano)

ATTIVITA’ MONTESSORI: IL MOMENTO DEL PASTO (dai 7 mesi in poi)

– DESCRIZIONE
– un vassoio o cestino contenente tutto l’occorrente per il pranzo
– una tovaglietta
– un bavaglino
– una ciotola o piccolo piatto in ceramica
– un piccolo bicchiere di vetro
– due cucchiaini in acciaio, uno per il bambino e uno per l’adulto
– una eventuale spugnetta per raccogliere il cibo che cade

ATTIVITA’
Una volta che il bambino è seduto a tavola (o al suo tavolino), si trasporta il vassoio pronto, con il cibo, al tavolo e si appoggia lentamente.
Ci si siede di fronte al bambino, si estrae la tovaglietta e si stende davanti al bambino. “Adesso indossiamo il bavaglino” e si aiuta il bambino a indossare il bavaglino.
Si posiziona la ciotola al centro della tovaglietta e si pone un cucchiaio alla nostra destra e l’altro alla destra del bambino.
Molto lentamente si prende un po’ di cibo dal piatto e lo si offre al bambino, è importante cercare e comprendere il ritmo del bambino senza insistere.
“Hai sete?” si offre dell’acqua al bambino porgendogli il bicchiere.
Si mantiene il contatto visivo con il bambino che se desidera potrà prendere il suo cucchiaio e provare a portare il cibo alla bocca da sè. Se il bambino sperimenta di toccare il cibo con le mani, lo lasciamo fare.
Quando il bambino ci sembra sazio, o allontana la ciotola in segno di rifiuto, la prendiamo la rimettiamo sul vassoio insieme alle posate. Togliamo il bavaglino al bambino, sempre descrivendogli i movimenti che si compiono.
Arrotoliamo la tovaglietta e la ritiriamo. Ci si alza, si riordina la sedia. Si prende il vassoio e lo si porta in cucina.
A seconda dell’età del bambino il momento del pasto sarà molto differente, egli diventerà sempre più partecipativo ed indipendente.

SCOPO DIRETTO
Cura di sè nel momento del pasto.

SCOPO INDIRETTO
Sviluppare l’indipendenza.
Favorire la relazione con il bambino.
Sviluppare il linguaggio.
Stimolare la concentrazione.

PUNTO D’INTERESSE
Il cibo

(attività tratta dal mio Album come Educatrice Montessori)

Alessia Salvini TataFamilyCoachMontessori

QUAL E’ IL TUO SCOPO COME “GENITORE MONTESSORIANO”?

Servono oggetti semplici per preparare un ambiente montessoriano, predisporre i lavori nell’ambiente e…attendere l’interesse del bambino attraverso la sua libera scelta; un momento decisivo anche per noi adulti: attendere, un passaggio che non siamo più abituati a fare.

E quando tutto questo accade, è perché abbiamo dato fiducia al bambino, in lui si compie il miracolo della concentrazione, esso sperimenta, ripete per tutto il tempo che ritiene necessario, si autocorregge fino a possedere l’abilità desiderata, interiorizzando concetti astratti e maturando una importantissima e unica fiducia in se stesso….tutto questo ascoltando il suo “maestro interiore” con accanto un adulto discreto e attento, non più “direttivo” ma “in ascolto” dei suoi bisogni, accanto a lui.

Come cambia la figura dell’adulto nell’ambito scolastico montessoriano?
La maestra perde quel ruolo direttivo, ordinante e diretto, nei confronti del bambino, e acquisisce un nuovo ruolo che non sarà più un semplice “Fare”, ma sarà un “Essere”! Un “Essere maestra” in modo discreto ponendo attenzione all’osservazione del bambino, preparando per lui lavori rispondenti, predisporli in un ambiente a sua misura e attendere….attendere che sia il bambino ad andare al lavoro. Questo “piccolo” dettaglio.. è quello che “cambia tutto”, dietro questo c’è da parte dell’adulto la fiducia nel bambino e la libera scelta in un ambiente preparato con delle regole ben chiare e definite.

Solo in questo modo può nascere la concentrazione quella vera, quella che si ripete per volere del bambino stesso; e solo in questo modo il bambino riuscirà a vivere vere esperienze di “Libera Scelta”, di Libertà, che esercitata in questo modo, tutti i giorni, lo porterà ad essere più facilmente un essere pensante e agente liberamente, con più potere decisionale e quella sensazione di “libertà di scelta” che si porterà dietro per tutta la vita.
Certo crescerà, gli ambienti che frequenterà saranno diversi, scuola, lavoro, socializzazione, ma quella libertà lui l’avrà fatta sua ne periodo più importante della sua vita, nei suoi primi 3 anni, in quel momento dove la sua mente assorbente “incarnava” tutto ciò che viveva, tutto ciò che era esperienza.
Quindi GRAZIE a quegli adulti che oggi scelgono fin dalla nascita dei loro bambini questa filosofia di vita o metodo educativo che sia….insomma il Montessori.

Oggi è dura, a volte durissima, l’ho visto in primis da mamma, e lo vedo con tutti i genitori con i quali lavoro. Ma vi rassicuro, il raccolto di questa grande semina, lo raccoglierete, eccome se lo raccoglierete, lo vedo personalmente dopo quasi 10 anni di “educazione e approccio Montessoriano” dove, grazie a mia figlia sono “cresciuta tanto” anch’io….abbiate fede, una grande fede nei vostri bambini e in voi stessi.
E un giorno, quando lasceremo nelle mani dei nostri figli questo mondo, potremmo pensare e comprendere che uno degli scopi più importanti della nostra vita lo abbiamo assolto…e bene!
Buona vita e buon Montessori a voi tutti!

Alessia SalviniTataFamilyCoach Montessori